Visco: « Bail-in, così non va Atlante? Rispetta le regole»

Il governatore su Mps: «Il caso l'abbiamo scovato noi»

La Commissione europea ha già messo i puntini sulle «i», sottolineando che di cambiare l'impalcatura del bail-in non se ne parla, ma Ignazio Visco torna alla carica: «È da rivedere». Non è la prima volta che il governatore di Bankitalia sottolinea l'urgenza di rimettere mano al meccanismo di salvataggio delle banche, ma il tema resta caldissimo e di stretta attualità nel momento in cui l'Italia sta per far decollare Atlante, sulle cui spalle verrà caricato il peso degli aumenti di capitale e dell'acquisto dei crediti in sofferenza. Il fondo è sotto la lente della Bce, ma Visco è sicuro della promozione: è «un'iniziativa autonoma e di natura privata, essa è in linea con le regole europee in materia di aiuti di Stato», spiega davanti alla commissione Finanze in Senato.

Il fulcro dell'intervento è però concentrato sul bail-in, che secondo Visco è «fonte di rischi» per la stabilità finanziaria. «Uno strumento concepito per ridurre l'impatto di una crisi non può creare le premesse per renderla più probabile. Se così è deve essere rivisto». Via Nazionale pensa invece a una diversa modulazione degli interventi, e in caso di rischi sistemici «non dovrebbe essere esclusa la possibilità di interventi pubblici temporanei». Atlante è in ogni caso uno strumento destinato a solidificare le fondamenta del sistema del credito tricolore, ma perchè abbia «successo» è necessario che ad esso «si affianchino altri interventi complementari». In pratica le banche devono agire su due binari: migliorare le procedure interne di gestione dei crediti deteriorati; ridurre i tempi, meglio sarebbe di un paio di anni, di recupero dei crediti così da dimezzare l'incidenza delle sofferenze sul totale degli impieghi. E sempre a proposito di sofferenze, Visco ha precisato che i valori di cessione dei non performing loans di Banca delle Marche, Carife, CariChieti e Banca Etruria, poste in risoluzione, sono stati rivisti al rialzo, al 22,3%, rispetto a quelli provvisori di novembre, mentre «a breve» arriveranno le offerte vincolanti per le quattro «good bank» salvate.

L'audizione offre al governatore lo spunto per far chiarezza su alcuni temi spinosi. Tra questi, il Montepaschi. Visco difende l'operato della banca centrale: «nessun imbarazzo», il caso «è sorto solamente perchè la Banca d'Italia con le sue ispezioni l'ha trovato. Io ho preso un rischio personale chiedendo ai vertici» di Mps «di lasciare e non avevo nessun potere». E per quanto riguarda la vicenda dei risparmiatori colpiti dal salvataggio delle quattro banche, Visco è perentorio: «se qualcuno compie illeciti deve pagare per gli illeciti che fa e non siamo noi», mentre non spetta a Bankitalia punire le «irregolarità straordinarie» nella compilazione dei moduli per la vendita dei prodotti finanziari: in questo caso «va informata la magistratura».

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