Visite fiscali, niente armonizzazione tra pubblico e privato

Il decreto lascia invariate le finestre orarie di reperibilità: 7 ore per i dipendenti pubblici e 4 per i privati

Salta la fascia unica di reperibilità per le visite fiscali. Il decreto firmato dal ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, con il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, lascia quindi invariate le finestre orarie di reperibilità: 7 ore per i dipendenti pubblici e 4 per i privati.

In questo modo non verrà realizzata l'armonizzazione tra i settori, indicata nella riforma del pubblico impiego. Il ministero della Pubblica amministrazione avrebbe motivato la scelta spiegando che dalla parificazione deriverebbe una riduzione delle finestre orarie per gli statali e dunque "una minore incisività della disciplina dei controlli".

Il decreto, in vigore dal prossimo 13 gennaio, individua le fasce di reperibilità per la Pa tra le 9 e le 13 e tra le 15 e le 18 di ciascun giorno e lascia così immutata la differenziazione tra il pubblico e il privato, dove le finestre sono più brevi, ricomprese tra le ore 10 e le 12 e tra le ore 17 e le 19.

Tra le principali novità del decreto c'è la possibilità da parte dell'Inps di effettuare controlli medici a domicilio "cadenza sistematica e ripetitiva, anche in prossimità delle giornate festive e di riposo settimanale". Una misura per combattere i furbetti del weekend e gli assenteisti del lunedì.

Commenti

manfredog

Mer, 03/01/2018 - 00:47

Le visite fiscali sono sacrosante, per carità. Se però un lavoratore sta male veramente, ha, per dire, 40 di febbre, è a letto che dorme ed ha anche altri disturbi e vive da solo, come fa, nel caso di visita con lo squillo del campanello, ad alzarsi, se lo sente, se non dorme, ed a non essere considerato assente alla visita..!?..sarebbe il caso che l'inps trovasse un rimedio per ciò, come ad esempio la reperibilità telefonica che darebbe, in caso di visita, più tempo al malato di..presentarsi; ciò, però, mi risulta che non sia previsto. MALE ed ingiusto. mg.