Vivendi prova la scalata a Mediaset

I francesi vanno al 3% e dichiarano di puntare al 20%. Il gruppo: "Operazione ostile"

Vivendi ha superato la soglia del 3% del capitale di Mediaset. La società francese ha annunciato in una nota, nella serata di ieri, quella che sembra una scalata al Biscione. Scalata difficile visto che la famiglia Berlusconi tramite Fininvest controlla il 34,7% del capitale Mediaset.

Un portavoce di Vivendi ha cercato di ridimensionare la situazione, insistendo sul fatto che la società italiana è una pedina fondamentale per sviluppare la strategia europea per la realizzazione dei contenuti, che è alla base del nuovo corso inaugurato per la televisione d'oltralpe, Canal Plus, dal patron della società Vincent Bollorè. E forse l'urgenza si è fatta ancora più impellente nel weekend, dopo che venerdi scorso la 21 Century Fox di Rupert Murdoch ha stretto la presa su Sky in Europa (sempre del gruppo Murdoch) per accelerare la creazione di una piattaforma europea dei contenuti. Insomma in qualche modo Bollorè vuole cercare di non perdere posizioni su questo fronte diventato prezioso per le società di tlc. In quest'ottica sempre venerdi l'ad di Orange aveva ipotizzato un'interesse sulla stessa Canal Plus. Difficile però che Bollorè voglia cedere Canal Plus dato il volano di interessi che la tv, in chiaro e a pagamento, crea con la sua società media Havas. Insomma un panorama intricato con strategie ancora da definire.

L'unica certezza è che ormai tra Vivendi e Mediaset è guerra aperta. «É evidente - spiegano fonti della società italiana- che è un'operazione ostile. Inoltre non è affatto vero che siamo stati informati. Abbiamo appreso che Vivendi ha il 3,01% di Mediaset dal suo stesso comunicato stampa. In questi mesi il titolo in Borsa è sceso del 30%: sembra dunque che i cattivi presagi del 26 luglio scorso si stiano verificando». Sullo sfondo resta ovviamente la battaglia in tribunale tra le due società.

Nell'accordo originario, che prevedeva la creazione della piattaforma europea per i contenuti, Mediaset e Vivendi dovevano procedere a uno scambio azionario del 3,5% ma i francesi dovevano anche rilevare la pay tv Premium. A luglio però l'accordo per Premium, nonostante la firma del contratto ad aprile, salta. Vivendi non vuole più la pay tv italiana e Mediaset sceglie la via della vertenza in tribunale: la prima udienza per quantificare i danni subiti dal biscione, Mediaset ha chiesto 1,5 miliardi di euro, sarà il 21 marzo. I francesi hanno sempre dichiarato di aver tentato di tutto per raggiungere un accordo alternativo. Mediaset però fin dal primo momento aveva temuto la scalata. Infatti subito dopo il dietrofront di Vivendi Fininvest aveva dichiarato: «L'atteggiamento di Vivendi lascia chiaramente intuire che il suo vero, non dichiarato obiettivo, al di là della indubbia valenza industriale dell'accordo stipulato, fosse in realtà quello di costituirsi in modo surrettizio e inaccettabile una posizione di estremo rilievo nell'azionariato di Mediaset».

Un obiettivo che Vivendi persegue oggi. Infatti ha già dichiarato di non volersi accontentare della quota del 3,01% del capitale ma di puntare a diventare il secondo maggior azionista industriale della società acquisendo una «partecipazione che, in un primo tempo, potrebbe rappresentare tra il 10 e il 20% del capitale».

Insomma persegue quello che già voleva fare a luglio quando, invece di rilevare l'89% della pay tv Mediaset Premium (l'11% è in mano a Telefonica, ndr), come da intese, propose di acquistarne soltanto il 20% e di salire, in tre anni, a una quota di circa il 15% in Mediaset attraverso un prestito obbligazionario convertibile.

Commenti

Atlantico

Mar, 13/12/2016 - 18:50

Capperi ! Nessun commento in 12 ore ? Impossibile, dai, anche se capisco che la situazione si va facendo delicata. Come disse qualcuno "E' il mercato, bellezza !".