Vola l'utile Generali (+21%) Greco: «2015 in forte crescita»

L'ad: «Riassetto completato in soli tre anni, ma nessuna acquisizione». La plusvalenza in Cina

Generali chiude il semestre con dati in crescita e migliori delle attese e prevede di mantenere il ritmo sul 2015.

«Ci aspettiamo per fine anno di accrescere significativamente l'utile netto rispetto al 2014, confermando l'elevata crescita della redditività raggiunta al 30 giugno», ha dichiarato l'amministratore delegato Mario Greco, commentando i risultati del semestre, il primo del nuovo piano industriale presentato a maggio e che segna il ritorno alla crescita del Leone dopo la ristrutturazione del gruppo completata «in soli tre anni».

Lo sviluppo punterà sull'innovazione di prodotto, sull'analisi dei dati e soprattutto sui servizi su commissione. Escluse invece nuove acquisizioni. «Non abbiamo interesse e non vediamo opportunità», ha ribadito Greco, ricordando come, in ogni caso, la compagnia ultracentenaria abbia effettuato negli ultimi due anni acquisizioni per 3 miliardi. In Piazza Affari, Generali ha chiuso in rialzo dell'1,7% a 17,9 euro, mentre tra i maggiori broker c'è aria di promozione.

Generali nel semestre ha registrato una raccolta premi di 38,2 miliardi (+7,3% rispetto allo stesso periodo 2014), un risultato operativo di 2,77 miliardi (+11,3%) e un utile netto di 1,3 miliardi (+21,6%). La redditività ha poi potuto beneficiare, come notano gli analisti di Equita, del «realizzo di plusvalenze sia nel reddito fisso che sull'equity (la solo vendita dell'azionariato cinese ha generato plusvalenze per 100 milioni ndr )». Sul fronte patrimoniale il modello interno pro-forma di Economic Solvency ratio si è attestato al 200% (dal 186% di fine 2014), una dato di sette punti maggiore rispetto al consenso.

«Il rafforzamento patrimoniale rende ancora più fiduciosi sulla capacità del gruppo di sostenere una crescita a livello di dividendi», nota Bank of America Merrill Lynch che consiglia di puntare sul titolo triestino. Per Barclays, che pure sul titolo ha una raccomandazione di neutralità, la semestrale in crescita e migliore del previsto, può sostenere il titolo in Piazza Affari.

A sostenere i conti del Leone ha concorso il buon andamento del ramo Vita che ha chiuso il semestre con premi in crescita del 10,6% a 26,9 miliardi, una nuova produzione ape (annus premium equivalent) di 2,7 miliari (+5,4%) e un risultato operativo di 1,7 miliardi (+13,2%). L'exploit del Vita, sia in termini di raccolta che di redditività, ha avuto tra i protagonisti i contratti unit linked (+35% a livello di nuova produzione), in linea con la strategia di privilegiare prodotti a basso assorbimento di capitale e privi di rendimento garantito.

Quanto al ramo Danni, i premi sono risultati stabili a 11,3 miliardi, l'utile operativo è a 1,1 miliardi e il combined ratio (ovvero il rapporto tra sinistri e premi) a 92,6%, in miglioramento dal 93,3% registrato a marzo.

Il risultato operativo sale a 2,8 miliardi (+11,3%), è il miglior dato da 8 anni. Bene sia il Vita sia il Danni