Whirlpool tiene duro sui 1.350 esuberi Ma c'è uno spiraglio

Il ministro Guidi: «Questo piano è rivedibile». E il gruppo accetta un confronto «senza pregiudiziali»

Whirlpool si risiede al tavolo delle trattative, ma conferma che il suo piano, con 1.350 esuberi e la chiusura di tre stabilimenti in Italia, «è il migliore possibile». Dopo che la settimana scorsa i sindacati avevano abbandonato i negoziati, le parti hanno infatti accettato la proposta del ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, di avviare un confronto «senza pregiudiziali» sul piano industriale della multinazionale degli elettrodomestici.

Sul tavolo tornerebbe anche il nodo dello stabilimento di Carinaro, in provincia di Caserta, che con i suoi 815 lavoratori a rischio rappresenta il punto più controverso.

Il primo appuntamento è previsto per domani al ministero dello Sviluppo economico, per proseguire poi il 5 e l'8 maggio. Il ministro Guidi ha comunque anticipato che l'attuale piano è solo un punto di partenza e di considerarlo «rivedibile». Federica Guidi ha quindi confermato la propria contrarietà a ulteriori esuberi rispetto all'accordo del 2013, che ne prevedeva 940. Il sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova, ha invece definito «non semplice» la vertenza, sottolineando che l'obiettivo è «salvaguardare il futuro di tutti i lavoratori». Nonostante le aperture al dialogo è chiaro che gli spazi per mediare sono molto stretti.

Il capo azienda di Whirlpool Italia, Davide Castiglioni ha infatti assicurato di essere pronto «al confronto su tutti i punti del piano, anche su Carinaro», aggiungendo tuttavia che «per noi questo resta il piano migliore possibile». Posizioni molto diverse dal fronte sindacale, dove le chiusure degli impianti sono respinte come inaccettabili. «Non siamo e non saremo disponibili per nessun motivo a fare accordi che prevedano chiusure e licenziamenti», le parole del segretario generale Uilm, Rocco Palombella, a cui fa eco il responsabile industria Cgil, Salvatore Barone: «La disponibilità al confronto senza pregiudizi deve ora trovare una sua concretizzazione nella definizione di un piano industriale che escluda ogni possibile chiusura di siti». Whirlpool ha comunque confermato l'impegno di non procedere a licenziamenti unilaterali sino alla fine del 2018, nel rispetto del Piano Italia Indesit 2013. Il progetto identifica 400 nuovi esuberi circa: dei 1.350 inclusi nel piano 940 sono pre-esistenti all'acquisizione di Indesit da parte di Whirlpool. La multinazionale prevede comunque anche investimenti per 500 milioni in quattro anni: sarà spostata in Italia anche la produzione di lavasciuga, insieme alla produzione delle lavatrici di alta gamma.RE