Edilizia, ecco le sfide dell'innovazione

Il Cspe di Firenze riesce a coniugare l'innovazione tecnologica all'aggiornamento delle strutture pubbliche. Dal 1975 a oggi lo studio ha rivolto il proprio impegno alla progettazione dei complessi urbani

Milano - Dalla facoltà di Ingegneria dell’Università degli sudi di Modena agli ospedali riuniti della Valdichiana, dall’ospedale San Giovanni Battista di Foligno al Polo Pediatrico Meyer di Firenze: ecco l'architettura capace di legare con il reale. Una sfida che unisce l'innovazione tecnologica all'aggiornamento delle strutture pubbliche in Italia. Ecco i passi da gigante fatti dal Bel Paese nella progettazione dei grandi complessi urbani, raccolti da Electa nel prezioso volume "L'innovazione tecnologica dalla ricerca alla realizzazione"

Le sfide dell'innovazione tecnologica Attraverso i case studies del Centro studi progettazione edilizia (Cspe) di Firenze, il volume di Cristina Donati illustra lo stato della ricerca ma soprattutto le sfide future dell’innovazione tecnologica nella realtà del costruire oggi. Il settore di interesse ruota intorno all’aggiornamento delle strutture pubbliche con particolare riferimento alla definizione di nuovi modelli ospedalieri e sanitari. Dalla sua fondazione, nel 1975, lo studio rivolge il proprio impegno alla progettazione di grandi complessi urbani: architetture per la collettività che, superato il valore estetico-formale, affrontano, con strategie e visioni globali, il dialogo con il sociale ed il territorio.

Valore e qualità L’architettura del Cspe eredita la cultura della Scuola fiorentina di tecnologia che rifiuta il sovraccarico formale e l’affermazione di un’estetica autoreferenziale per far prevalere il valore e la qualità dell’innovazione. Questa metodologia è arricchita da quella filosofia umanista che crede nel legame con il paesaggio, naturale o urbanizzato, con cui l’uomo instaura, attraverso la costruzione, un rapporto inscindibile e unico. E' da qui che comincia la progettazione, dall’impostare i corretti rapporti tra nuova edificazione e contesto urbano, paesaggio consolidato, preesistenza storica. Una posizione che oggi assume i toni di un’etica rivolta alle priorità del costruire sostenibile.

La struttura del Cspe Il Cspe è composto dai soci fondatori, Antonio Andreucci, Paolo Felli, Romano Del Nord e dai tre direttori, associati nel 2000, Giulio Felli, Corrado Lupatelli e Massimo Moglia. Oltre al lungo sodalizio professionale, lo studio è caratterizzato dall’aver coniugato l’attività professionale alla ricerca con il programma ambizioso di far interagire i principi della Tecnologia con quelli dell’Architettura e, più specificatamente, i concetti tecnologici di sistema, di processo, di norma e di qualità con quelli del progetto, e cioè le committenze con i loro programmi, la produzione con i suoi processi ed il territorio con le sue tradizioni culturali, storiche e morfologiche. Una ricerca dagli obbiettivi originali nel panorama culturale e scientifico italiano che permette al Cspe di affermarsi, nel corso del tempo, come un’importante realtà operativa sul territorio nazionale.