Elena Sofia Ricci «Stavolta tolgo il costume, voglio far ridere»

Lucio Giordano

da Roma

Finalmente una commedia. Dopo tanti ruoli drammatici e una spruzzata di parti brillanti, Elena Sofia Ricci torna a far ridere con I Cesaroni, 26 episodi diretti da Francesco Vicario e Francesco Paolini in onda su Canale 5 dal 7 settembre per tredici settimane. Al suo fianco Claudio Amendola, che nella fiction interpreta Giulio, romanaccio doc, proprietario insieme con Antonello Fassari di una vineria. Niente di più lontano dal carattere di Lucia, insegnante di lettere che dopo il matrimonio naufragato con un milanese torna a Roma e incontra il suo primo amore, Giulio, appunto: quello dei primi rossori e delle dichiarazioni al chiaro di luna. La scintilla scocca una seconda volta. Peccato che la vita sia passata sui due come un cingolato da guerra, accentuando le già forti differenze di personalità: «Lucia - racconta la Ricci - è infatti una donna precisina, rigorosa, molto borghese negli atteggiamenti. E le sue due figlie le ha educate allo stesso modo, puzzetta sotto al naso inclusa».
Per dirla tutta è una donna noiosissima...
«Diciamo che è una donna moderna, molto attenta alla psicologia comportamentale, schiava dei testi di Freud e di Jung. Giulio invece è un tipo ruspante, rimasto vedovo da pochi anni e con tre teppisti a cui badare. Si sposano ma i loro caratteri diversi scateneranno una serie di equivoci».
Sinceramente, le somiglia Lucia?
«Mi somigliava, forse. Ma ora, dopo tanti anni di analisi, sento di essere cambiata. Per dirle: prima mi adeguavo all’uomo che avevo accanto, per farlo felice mettevo da parte le mie aspirazioni, mortificavo il mio carattere. Proteggevo il partner di turno e controllavo la sua vita. Volevo farmi accettare, insomma. Ma non essendo spontanea finivo per risultare un poco rompiscatole. Adesso che ho imparato a essere me stessa, che mi stimo, anche il rapporto di coppia ci guadagna. Ad esempio Stefano, mio marito, è diversissimo da me. Lui fa il musicista, la notte va a dormire tardi, io quando posso, prima di mezzanotte già dormo. In altri tempi, invece, sarei rimasta sveglia per lui. E poi la regolarità è diventata necessaria da quando sono mamma. Per Emma e Maria ho anche rinunciato al teatro. Le più importanti soddisfazioni artistiche me le ha regalate proprio il palcoscenico, ma girare l’Italia in tournée ormai non posso più permettermelo».
E ha puntato sulla televisione...
«Ma sì, da anni le cose migliori si realizzano per la tv, anche se a me non dispiacerebbe il cinema».
Dove ci ha offerto l'unico exploit sexy della sua carriera in Ne parliamo lunedì di Luciano Odorisio, con Andrea Roncato.
«E resterà unico, tranquilli: tengo famiglia. In compenso sto per tornare al cinema con Caravaggio, diretto da Angelo Longoni fotografia di Vittorio Storaro , protagonista Alessio Boni. Nel film sono Costanza Colonna, la donna che è stata più vicina in assoluto al grande pittore, facendogli da mecenate e da mamma».
Un altro ruolo in costume. Non si sente ingabbiata?
«E perché mai? Per me è un piacere, un privilegio interpretarli. Del resto il mio esordio teatrale è stato in costume, il successo popolare l’ho ottenuto grazie all’Anna Obrofari di Orgoglio».
Si è mai pentita di aver lasciato quel personaggio?
«No, semplicemente perché nella vita mi piace chiudere in bellezza, all’apice. Se avessi continuato forse oggi non si continuerebbe a parlare così tanto di lei. Si vede che ho lasciato il segno defilandomi al momento giusto».
Tra i personaggi che ha interpretato finora qual è quello che le ha dato più soddisfazione?
«L’Ignota di Come tu mi vuoi di Pirandello, in teatro. E la Francesca Morvillo di Giovanni Falcone, il film tv diretto da Antonio e Andrea Frazzi in onda su Rai uno ai primi di ottobre, che racconta la vita del magistrato ucciso dalla mafia nella strage di Capaci del ’92».
Falcone è un somigliantissimo Massimo Dapporto...
«Esatto. E anch’io, prima di interpretare una parte cosi impegnativa come quella di Francesca, mi sono documentata moltissimo. Ho provato a contattare pure Alberto, il fratello della Morvillo, ma in quel periodo era fuori Palermo. Cosi attraverso le foto in cui lei appare solare e i racconti dell’epoca ho cercato di essere il più fedele possibile alla personalità di una donna che per amore aveva deciso di seguire il proprio uomo dappertutto, sposandone la causa. Fino alla morte».
Proprio durante le riprese di Giovanni Falcone è scomparso uno dei due fratelli Frazzi.
«E non abbiamo saputo nulla. Andrea si allontanò dal set a metà lavorazione giustificandosi con la malattia della madre, che se n’è andata poco dopo. In realtà stava perdendo la sua battaglia contro un brutto male, mentre Antonio portava avanti il film con il dolore dentro e senza far trasparire nulla. Straordinario. Non so proprio come abbia fatto».