«Eliminiamo la legge che regala 500 euro al mese agli stranieri»

(...) con possibilità di riscossione anche in caso di rientro dello immigrato nel proprio Paese di origine. Si stima che la spesa totale annua per le pensioni degli immigrati si aggiri sui 50 milioni di euro». Plinio ammette di aver cercato più volte di sapere dall’Inps quanti siano a Genova o in Liguria le pensioni erogate in base a questa legge, ma non c’è ancora riuscito. La legge Amato che fu perfezionata qualche anno più tardi dal governo Prodi, dal 2009 richiede la residenza in Italia da almeno dieci anni. Il nuovo requisito di dieci anni di soggiorno legale necessario ai fini del perfezionamento del diritto all’assegno sociale è stato introdotto dal Governo di Berlusconi il DL 112/2008 convertito in legge n. 133 del 6 agosto 2008 per evitare che cittadini stranieri immigrati in Italia sulla base della semplice iscrizione anagrafica possano usufruire della prestazione assistenziale, in presenza ovviamente delle condizioni reddituali richieste.
La nuova normativa ha sostituito quella di Amato che prevedeva la residenza in Italia senza alcun requisito temporale.
Ma intanto tutti coloro che hanno potuto chiedere il benefit l’hanno fatto e ad oggi si calcola che l’esborso sia di circa 50milioni di euro all’anno.
«Questo ingente esborso di pubblico denaro va eliminato - tuona Plinio - soprattutto in epoche difficili come le attuali in cui si richiedono ulteriori sacrifici anche a tanti pensionati sociali liguri che ricevono un assegno talora di importo inferiore pur avendo versato contributi e pagato tasse per una vita intera».
Non è escluso, infatti, che a causa delle difficoltà a eseguire controlli capillari sui propri beneficiari, l’Inps possa erogare tali vitalizia anche a persone che con il passare del tempo sono rientrate nel paese d’origine. In più con l’allargamento dei confini dell’Unione Europea potrebbero essere chiesti all’Italia anche sacrifici a favore di stranieri provenienti dalle giovani e difficili realtà dell’Est.
«Tale privilegio va abrogato - ha consigliato a Tremonti Plinio nelle sua lettera - Si comincerebbe a fare un po’ respirare le casse asfittiche dell’Inps».