Emarginati e indigenti vi trovano accoglienza La risorsa Cottolengo

Assistenza sanitaria, umanità e solidarietà La missione nobile che prosegue da 184 anni

Massimiliano Finzi

La cura degli anziani e l'attenzione al loro mondo, grande risorsa di preziosi valori di vita e di sapienza. La Piccola Casa della Divina Provvidenza-Cottolengo di Torino, quest'anno, ha deciso di dedicare a loro, ospiti delle tante residenze assistenziali dell'ente, i ricavi del 5x1000. Per questo nelle Case, tra Piemonte, Val d'Aosta, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio e Sardegna, vengono accolti e curati con amore, e inseriti in un'atmosfera e un ambiente familiare, garantendo loro una presenza qualificata, affinché vivano serenamente ogni giorno. Molti ospiti storici sono completamente a carico dell'ente, con molti anziani in difficoltà capaci di contribuire, solo in parte, alle spese assistenziali.

La priorità della Piccola Casa, sin dalla sua fondazione, nella città della Mole, nel 1832, per volere di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, è essenzialmente quella di occuparsi dell'assistenza socio-sanitaria a persone che si trovano in situazioni di difficoltà, sia essa derivante da problemi di indigenza sia di emarginazione sociale. Una missione nobile che dura da 184 anni. Quasi due secoli di storia della solidarietà con numeri, ogni anno, importanti in Italia e nel mondo: 455.623 beneficiari di assistenza sanitaria, 5.000 bambini assistiti e beneficiati dai servizi educativi, 5.650 persone (tra disabili, anziani e senza fissa dimora) a cui viene data accoglienza, 130mila pasti gratuiti distribuiti.

Una missione che ha ricevuto alti riconoscimenti. «Per lo spirito di solidarietà e umanità mostrato nelle sue molteplici e innovative iniziative a favore di detenuti, poveri e disabili». Con questa motivazione il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha conferito il 2 febbraio scorso, motu proprio, quaranta onorificenze al Merito della Repubblica Italiana. Tra gli insigniti c'era Fratel Marco Rizzonato, 55 anni, che da oltre 35 anima la Piccola Casa della Divina Provvidenza Cottolengo a Torino. In particolare, il presidente ha voluto sottolineare il suo impegno nel carcere, dove 16 anni orsono entrò per raccontare la sua esperienza con i disabili e da dove «non è più uscito», trasformando i detenuti - soprattutto quelli che per le loro specifiche condizioni, hanno meno contatti - in «volontar» del Cottolengo, attori in spettacoli realizzati all'interno della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno con la partecipazione di ospiti disabili del Cottolengo.

«Questa onorificenza - dice Fratel Marco Rizzonato - è un grande onore non per me, ma per la Piccola Casa, i volontari, i disabili e i detenuti che ogni giorno rendono attuale il carisma del mio fondatore».