Emigranti liguri per mietere il grano argentino

(...) per portarlo ai due clandestini; ma non dovevano prenderne molto, perché erano osservati dal Commissario di bordo, che se notava che prendevano tropo cibo «in più», li avrebbe fatti spiare e avrebbe individuati i clandestini! Un'altro «emigrante golondrina» che tra la fine dell'1800 e gli inizi del 1900 è stato diverse volte in inverno in Argentina, è Alessandro Valle di Caminata, in Val Graveglia. Si era costruito un bauletto con coperchio a doppia chiave per portare la sua roba. Il bauletto è oggi un ricordo di famiglia e ha sui lati molte etichette, sia dei velieri, sia delle dogane Italiane e Argentine, è la storia illustrata di questo tipo di emigrazione. La fatica di questo viaggio e lavoro in Argentina, della durata di sei mesi, veniva ricompensato con la paga che equivaleva a quella di due anni di un operaio italiano. Questa cifra era molto alta. Già prima del 1890 gli americani costruiscono delle macchine e nella cittadina di Mercedes in California compare una mietitrebbia del costo di US$ 3.000, che l'articolista del «Giornale Agrario della Domenica» del 25 dicembre 1892, dice che valeva 15.000 £ italiane (oggi € 250mila). Il titolare, poco soddisfatto di questa macchina, si fa costruire una seconda mietitrebbia più potente da 5.000 $ USA che doveva essere trainata da ben 30 robusti muli. Queste macchine erano considerate troppo care per gli Argentini, che continuarono a utilizzare «emigranti golondrinas» fino alla prima guerra mondiale, dopo la guerra ha inizio la produzione di macchine mosse da motori a scoppio o diesel, che risultavano molto più semplici, ma soprattutto molto più maneggevoli. La mietitrebbia meccanizzata sostituì i nostri emigranti stagionali.