"Eppure vogliono colpire la Chiesa"

Il cardinale Bertone sulle esenzioni fiscali al mondo ecclesiastico: "Chi ci attacca danneggia i destinatari delle nostre attività caritative"

Roma - Nei giorni delle polemiche sugli acquisti di favore di immobili di lusso da parte di politici, il segretario di Stato della Santa sede, il cardinale Tarcisio Bertone, dalle pagine di Famiglia Cristiana interviene in modo perentorio per condannare gli attacchi alla Chiesa delle ultime settimane. Una denuncia precisa verso «le oscure intenzioni» di coloro che diffondendo falsità sui favori fiscali di cui la Chiesa godrebbe nel nostro Paese vogliono minare la credibilità dell’istituzione. Una lettera spedita a destinatari ben precisi, «coloro che sistematicamente innescano tali polemiche» e che «dovrebbero rivedere le loro strategie delegittimanti, che danneggiano non soltanto l’immagine pubblica dell’Italia, ma colpiscono direttamente quelli che sono i veri destinatari delle attività caritative e sociali della Chiesa». Come gli incendiari che hanno «innescato in tutto il Paese la devastazione delle bellezze del creato», così «gruppi ben connotati politicamente» sono impegnati a «distruggere la credibilità di istituzioni ecclesiali che sono le più presenti nella società e le più attive nel curarne le ferite». A stretto giro arriva la replica del ministro Emma Bonino, che difende la richiesta di chiarimenti dell’Ue sul regime fiscale della Chiesa. «Una cosa è la religione altra è la deriva di attività varie che non hanno nulla a che vedere con questi principi. Si tratta - ricorda - di un’indagine che la Commissione europea ha aperto anche in Spagna e solo in Italia si fa tutto questo can can. Non c’è nessuna lobby satanica, ma solo la volontà di distinguere gli aiuti di Stato dalla religione».

«Se Cristo tornasse e cacciasse i mercanti dal Tempio, oggi il Vaticano sarebbe deserto», irrompe il verde Silvestri che si scaglia contro «la pretestuosità e l’arroganza» della religione cattolica, che «contro tutti i presupposti» pretende di essere «una nazione riconosciuta». Dall’Udc, Maurizio Ronconi alza lo scudocrociato a difesa della Chiesa e accusa Prodi «di aver imbarcato una congrega massonica» composta di radicali e laicisti con «saldi riferimenti» in Europa. Intanto la questione arriva a Strasburgo, dove i leader dei gruppi verde, socialista, liberaldemocratico e popolare si schierano a favore dell’iniziativa dell’Ue e del commissario alla Concorrenza Neelie Kroes. La Cdl reagisce compatta. La decisione della Commissione è frutto di denunce «pretestuose e infondate» a cui fà «sponda attiva» Prodi e un’azione «molto pericolosa» per le attività non profit, tuonano da centrodestra, annunciando un’interrogazione all’europarlamento. Una «crociata» che non sorprende il copresidente dei Verdi, Monica Fassoni. Che alla Chiesa rinfaccia un modo di fare «intimidatorio» verso la vita politica italiana che sta «tracimando anche nell’Ue». Chiesa che a suo dire «reagisce» come una «madonna ferita». Ma non è una «vittima», ricorda, visto che, appunto, «continua a disturbare la normale vita politica nel nostro Paese».