Un esercito di chitarristi pittori e poliglotti Ma per loro Roma è tabù

Le storie di tanti ragazzi che corrono per un seggio alla Camera, senza alcuna speranza

da Milano

Forse non saranno proprio la meglio gioventù. Ma sono una gioventù più che discreta. È il battaglione di neo-laureati, neo-patentati, neo-con o teo-neo che popolano gli angoli più impolverati delle liste elettorali. Non in bella mostra sulle mensole degli eleggibili, ma in posti dove per essere mandati in Parlamento non basterebbe un voto bulgaro. Un elenco chilometrico, con qualche storia curiosa.
La prima è una storia di montagna dal nome complicato. Sybille Tezzele Kramer ha 33 anni e chiude la lista del Pd in Trentino Alto Adige. Impiegata comunale, due figli, ambientalista: rassicurante. Premio per il coraggio civile: lodevole. Poi uno digita su internet e trova il suo sito, dal quale ti accarezzano gli occhi i suoi quadri. Astratti, colorati, tra Mirò e Braque. Un’artista. E dunque ultima in lista. Che a Montecitorio le dita si usano per votare, mica per dipingere.
Dal Pd anche la curiosità della Lombardia 2: degli ultimi sette, tre sono under 35 bergamaschi. Cristina Arrigoni, laureanda; Elisabetta Olivari, 29 anni e già in politica da qualche tempo; Gabriele Riva, sindaco 27enne di Arzago d’Adda. Insomma, Bergamo sforna una nuova intellighentia. Che però in Parlamento non ci va nemmeno se si sposta la Capitale a Berghèm de ura. Un po’ come accade in Liguria per il Pdl, che piazza quattro assi di gioventù agli ultimi quattro posti: Giulia Costigliolo, Alessandro Parino, Maria Grazia Frijia e Laura Bestoso attenderanno un seggio più di Godot. Per non parlare della Fossa delle Non Marianne, espressione di Maria Laura Rodotà per i bassifondi delle liste lombarde dove si agitano donne capaci ma poco sponsorizzate come Lisa Noja, avvocatessa 34enne che con lodi e master californiani se ne sta quieta e poliglotta al suo 23° posto.
A casa, nella sua Basilicata, rimarrà probabilmente anche Angelo Zambrino, il capolista più giovane d’Italia, che a 26 anni guida l’MpA di Lombardo. A casa, salvo «un miracolo di Veltroni», anche il campano 25enne Amedeo Cortese, il più giovane del Pd. Sul filo di lana si gioca invece il futuro di Valentina Dascanio, terza nel Veneto 2. Chiozzotta come le Baruffe di Goldoni, ha compiuto 25 anni il 3 febbraio: decisamente il colore più vivace nell’Arcobaleno della Sinistra.
Stessa collocazione politica ma zero speranze per Jukka Reverberi, classe ’76. Nome originale, storia addirittura migliore: il suo avvenire politico (37° in Emilia Romagna) è arduo, se non ci mette mano la buonanima di Peppone. Eppure su Jukka spira già un’aura rossa senza bisogno di seggi. È chitarrista del gruppo Giardini di Mirò e figura addirittura nel testo di una canzone. Nella fattispecie «Piccola Pietroburgo» del gruppo reggiano Offlaga Disco Pax, in cui si racconta la vita di Cavriago, paese dove tuttora Lenin è sindaco onorario, e osserva con cipiglio la piazza dal suo busto di metallo. Ecco, Jukka nella canzone strappa i biglietti nel cinema civico. Dove si respira più poesia che nel Transatlantico.
Insomma, giovani sì, ma senza esagerare, che poi fanno casino. Perché, come diceva il poeta James Russell Lowell, «se la gioventù è un difetto, allora è un difetto dal quale ci liberiamo troppo presto».