«Espropriamo le case sfitte per coppie di fatto e immigrati»

Nesci e Conti, leader di Rifondazione: «Vogliamo colpire istituti religiosi, associazioni, banche e immobiliari»

«Dare ai Comuni la facoltà di requisire unità immobiliari sfitte da oltre dodici mesi per poi conferirle nella disponibilità dell'Arte provinciale». Significa, in pratica, autorizzare all'esproprio temporaneo della proprietà privata il Comune per far fronte alla massiccia richiesta di alloggi da parte di categorie socialmente ed economicamente disagiate. Parte da queste premesse la proposta di legge, che di fatto si chiamerà «Norme per favorire l'inserimento abitativo dei soggetti sociali in difficoltà e a condizioni di locazione agli stessi accessibili», presentata ieri mattina in Regione dai consiglieri di Rifondazione Comunista Vincenzo Nesci e Giacomo Conti. Una legge che ricorda peraltro molto da vicino i passi del programma dei no global candidati con Claudio Burlando alle regionali. Perché di occupazione ed espropri di case, in fondo, se n'era già parlato. Ora Rifondazione mette all'incasso, con tanto di articoli di legge, le promesse ricevute. Ma andiamo con ordine. Secondo Nesci occorre «scardinare la situazione incontrollabile e difficilissima del sistema abitativo attuale. Sono infatti migliaia gli sfratti esecutivi così come dall'altra parte ci sono altrettante case sfitte». Bisogna quindi intervenire tempestivamente. Da qui nasce la proposta di legge che, assicura Nesci, non intende punire i proprietari ma solo creare un percorso in grado di ampliare il mercato degli affitti, al momento in pratica inesistente. In che modo? Con case popolari, con edilizia pubblica? Non proprio. Per risolvere il prima possibile i problemi la soluzione migliore è sembrata quella di requisire unità private ed adibirle per un tempo determinato agli usi necessari. Vero però, che sono requisibili solo le proprietà dopo la terza casa sfitta, questo per non colpire le famiglie che tengono una casa libera magari per il futuro matrimonio dei figli.
«Questa legge, partendo dalla terza proprietà sfitta non colpisce i piccoli proprietari- assicura Nesci - ma solo le grandi immobiliari, le banche, le associazioni, così come gli istituti religiosi. In questo modo risolviamo un grave problema sociale e rendiamo il mercato più libero. Un aspetto che dovrebbe piacere anche ai liberisti visto che tra le prime inevitabili conseguenze avrà quella di interessare il mercato immobiliare di cui, di fatto, si abbasseranno anche i prezzi, al momento fuori controllo». La requisizione, operata dal Comune prevederà quindi l'assegnazione per 18 mesi all'inquilino prescelto da Arte, con la possibilità di un rinnovo di un altro anno e mezzo, al termine di questo periodo la casa tornerà al suo legittimo proprietario.
Per fare un esempio concreto una famiglia di extracomunitari, un disoccupato, una coppia di sposini o una famiglia presa in carico dai servizi sociali potrà un giorno diventare, che voi lo vogliate o no, vostro inquilino. E nel frattempo? In questi 36 mesi il proprietario riceverà l'affitto per il suo appartamento «il canone di locazione verrà fissato da Arte, secondo i criteri stabiliti in materia di edilizia residenziale pubblica», in pratica ad affitti molto bassi. Chi quindi si troverà requisita una casa a Nervi piuttosto che ad Albaro otterrà cifre decisamente più basse che se mettesse di propria volontà la casa sul mercato dell'affitto. E forse, se passerà la legge, molti ci penseranno.
Requisita quindi e a canoni irrisori. «È ovvio che i canoni non possono che essere quelli dell'edilizia pubblica perché si tratta di trovare una sistemazione a persone disagiate, se poi le spese di amministrazione saranno troppo alte - continua Nesci - cercheremo con i fondi a disposizione di trovare delle soluzioni». Come dire che la differenza ce la metterà semmai la Regione, ancora con i soldi dei cittadini. Al danno si aggiunge poi la beffa visto che dell'affitto il proprietario percepirà solo l'80 per cento perché con questi fondi la Legge prevede che un 10 per cento vada all'Arte per il lavoro svolto, e il restante 10 per cento in un fondo regionale istituito ad hoc per sostenere gli interventi operati proprio in virtù di questa legge. Ma la casa, assicura Nesci «verrà restituita nelle stesse condizioni in cui è stata requisita. Se ci sono contestazioni il riferimento sarà Arte stessa», si spera però non con i tempi, consueti, della pubblica amministrazione.
Un dato realmente positivo per i proprietari in questa legge però c'è: essa infatti prevede l'esenzione dall'Ici per tutto il tempo dell'assegnazione. Un'esenzione che può essere estesa a cinque anni se il proprietario decide di stipulare con questi suoi inquilini un contratto effettivo di locazione (3 anni + 2), con cui cessa anche immediatamente il vincolo di requisizione temporanea. Ma a chi andranno gli appartamenti? Quali criteri sceglierà Arte? «Noi chiediamo ai Comuni di costruire delle apposite graduatorie per gli sfrattati e per le giovani coppie (anche per quelle di fatto)». Una proposta di legge che farà certamente discutere, anche nella stessa maggioranza ma che verrà portata avanti, promette Nesci non solo in Liguria ma anche in tutte le altre regioni d'Italia: «Questa è una proposta politica che ha valenza nazionale». A due mesi dalle elezioni un tema sicuramente scottante per i partiti che dovranno presentare un programma unitario con il Prc.