EDUCATIVO Premendo il grilletto di un kalashnikov una voce dice: «Ammazza l'ebreo»

Armi chimiche usate su piccola scala, anche in particolare un micidiale gas nervino, il sarin: ad affermarlo era stato da Abu Dhabi il capo del Pentagono, Chuck Hagel, sottolineando che si tratta di «una questione seria». Ieri poi la foto choc in prima pagina del Times che mostra una vittima delle armi chimiche. Anche Londra ha ribadito che la Gran Bretagna ha «limitate ma convincenti» informazioni sull'utilizzo di armi chimiche in Siria, compreso il sarin. Una convinzione espressa con forza nei giorni scorsi anche dalla Francia e da un alto ufficiale dell'intelligence militare israeliana (Aman), il generale Itay Brun.
Ma la dichiarazione di Hagel non sembra ancora indicare che il presidente siriano Bashar al-Assad abbia effettivamente superato quella «linea rossa» tracciata dal presidente Obama per un eventuale intervento militare statunitense. Il presidente Barack Obama ha bisogno di un «responso definitivo» sull'uso di armi chimiche in Siria per decidere come intervenire in un lettera ad alcuni alti esponenti del Congresso, hanno fatto infatti sapere dalla Casa Bianca. La questione centrale, ha spiegato una fonte del Pentagono, è che l'amministrazione Obama non vuole ripetere gli errori dell'Iraq. Ma c'è anche la riluttanza di Barack Obama di farsi coinvolgere su un nuovo scenario di guerra proprio mentre gli Usa stanno per lasciare l'Afghanistan. La coalizione dei ribelli siriani ha invitato l'Onu ad intraprendere «azioni rapide» perchè in caso contrario «il regime di Assad interpreterà questo come un'accettazione internazionale del suo vasto impiego di armi chimiche». Continua intanto a salire il numero di rifugiati in fuga dal conflitto in Siria: secondo gli ultimi dati dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati più di 1,4 milioni di siriani sono giunti nei Paesi vicini e della regione.

Commenti

alberto_his

Sab, 27/04/2013 - 10:26

Forse mi sfugge qualcosa, ma il nesso tra titolo e articolo dov'è?

mila

Sab, 27/04/2013 - 18:02

A scuola studiavo pochissimo la chimica, quindi chiedo delucidazioni: il napalm e i defolianti usati dagli Americani nel Vietnam potevano essere considerate armi chimiche? E se no, erano meno pericolose?

DonatoDS

Sab, 27/04/2013 - 18:09

EDUCATIVO Premendo il grilletto di un kalashnikov una voce dice: «Ammazza l'ebreo» Mah, forse il titolista ha assunto troppi...esteri!!!

Ritratto di centocinque

centocinque

Sab, 27/04/2013 - 19:39

Cosa c'entra il titolo con l'articolo?

Ritratto di centocinque

centocinque

Sab, 27/04/2013 - 19:39

Cosa c'entra il titolo con l'articolo?

DonatoDS

Sab, 27/04/2013 - 21:27

Forse così è più chiaro: "ma che cazzo scrivete nel titolo brutti dementi? Non vi siete ancora accorti che è una stronzata almeno a giudicare dai messaggi dei vostri lettori che vi indicano che sul VOSTRO lavoro esiste un errore pacchiano???" In fondo vi si chiede di correggere un errore PALESE e non di cambiare opinione quindi alzate il vostro culaccio e correggete le stronzate scritte. Sono certo che questa forma colorita e triviale vi sarà se non più gradita, almeno più chiara.

Grendel

Dom, 28/04/2013 - 22:51

@mila. La risposta è no. Il napalm è un incendiario, il defoliante (il famigerato "Agent Orange") era un comune defoliante (appunto) di uso civile. Un'arma chimica non è semplicemente un'arma costituita da composti chimici, altrimenti anche il trinitrotoluene sarebbe un'arma chimica (cosa che non è). Per arma chimica si intende un'arma che utilizza le proprietà tossiche per uccidere, disabilitare o comunque neutralizzare un nemico. In particolare il sarin di cui si parla nell'articolo è un agente nervino che colpisce e compromette il funzionamento del sistema nervoso tanto che, anche in caso di sopravvivenza, danni gravi dal punto di vista neurologico sono pressochè certi.