Egitto, tre morti nell'ultimo giorno di campagna elettorale

A due giorni dall'apertura delle urne tre persone sono rimaste uccise

Supporters di Hamdeen Sabahi durante una manifestazione al Cairo

Si è conclusa con tre morti l'ultima giornata di campagna elettorale per le Elezioni presidenziali in Egitto. Tre sostenitori del deposto presidente Mohammed Morsi, cacciato dal golpe messo in atto a luglio 2013, sono rimasti uccisi ieri negli scontri scatenatisi dalle proteste al termine della preghiera del venerdì.

Una persona è morta al Cairo, due a Fayoum, a ottanta chilometri dalla capitale. Almeno 32 sarebbero i feriti.

Al Cairo, nel distretto di Matareya, le violenze sono nate durante una protesta da parte dei sostenitori dei Fratelli Musulmani, gruppo politico-religioso attualmente considerato dalle autorità egiziane un'organizzazione terroristica, sottoposto a un giro di vite dopo la cacciata del governo di Morsi, rappresentante del partito espressione della Fratellanza.

Nella capitale, secondo i funzionari del governo, un gruppo di residenti avrebbe aperto il fuoco contro la protesta. Diversa l'opinione dei manifestanti, che sostengono a sparare siano stati uomini delle forze di sicurezza in abiti civili.

Il 26 e 27 maggio l'Egitto sarà chiamato nuovamente alle urne, per eleggere il prossimo presidente, che prenderà il posto di Adly Mansour, che ha guidato il Paese dopo il colpo di Stato. La sfida elettorale è tra l'ex ministro della difesa, il feldmaresciallo Abdel Fattah al-Sisi, che ha lasciato la divisa per candidarsi e Hamdeem Sabahi, politico di lungo corso della sinistra nasseriana.