Il giallo dei marò consegnati Ecco cosa accadde sulla Lexie

Grazie ad alcuni addetti ai lavori, <em>il Giornale</em> ha ricostruito gli avvenimenti del 15 febbraio. <strong><a href="/a.pic1?ID=576331" target="_blank">Venti giorni di errori</a> Riportiamoli a casa: <a href="/fotogallery/nicaragua_cuore_centro_america/id=3786-foto=1-slideshow=1?" target="_blank">Le vostre foto</a></strong>

L’esca degli indiani, il capitano che informa l’armatore ricevendo il via libera per tornare in porto, la Farnesina che chiama la società per chiedere cosa sta accadendo, ma è già troppo tardi e la Marina che voleva tirare dritto. Così i nostri marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girolamo, sono finiti nelle galere indiane. Il Giornale, grazie a fonti incrociate, che hanno chiesto l’anonimato, ricostruisce cosa è realmente accaduto il 15 febbraio.

Il nucleo antipirateria, comandato dal capo di prima classe Latorre, ha appena respinto, in acque internazionali, un presunto attacco dei pirati alla petroliera Enrica Lexie sparando colpi di avvertimento in acqua, secondo il rapporto scritto a caldo. A terra la Guardia costiera indiana viene informata che due pescatori sono stati uccisi. Il proprietario del peschereccio sostiene che gli spari sono arrivati da una nave mercantile. Il comandante della Guardia costiera dell’India occidentale, S.P.S Basra si inventa «una tattica ingegnosa», come lui stesso ammetterà qualche giorno dopo. Ovvero lancia un’esca sperando che qualcuno finisca in trappola. «Eravamo nel buio più completo riguardo a chi avesse potuto sparare ai pescatori. Grazie ai sistemi radar abbiamo localizzato quattro navi che si trovavano in un raggio fra 40 e 60 miglia nautiche dal luogo dell’incidente» ha spiegato l’alto ufficiale. Gli indiani chiedono via radio se qualcuno «avesse respinto per caso un attacco dei pirati. Solo gli italiani rispondono positivamente». Quello che Basra non dice è l’inganno comunicato via radio: «Tornate in porto per riconoscere i pirati» che sembrava fossero stati catturati o individuati.

James, il primo ufficiale di coperta indiano della petroliera, conferma a una fonte del Giornale: «Eravamo in acque internazionali, ma quando uno Stato costiero chiede assistenza per un’indagine è nostro dovere obbedire. Non solo: ci avevano promesso che non avremmo subito ritardi». Da terra gli indiani mentono spudoratamente chiudendo la trappola. Il comandante, Umberto Vitelli, deve, per qualsiasi inversione di rotta, segnalarla all’armatore e al charter che affitta la nave. La petroliera è dei Fratelli D’Amato spa di Napoli, la stessa società che per 11 mesi si è vista sequestrare nave Savina Caylin, con cinque ufficiali italiani a bordo, dai pirati somali.

Secondo più fonti, compreso il sito Liberoreporter che si è occupato a lungo del Savina, dalla società armatrice arriva il via libera per tornare a Kochi: «Fate come dicono loro».

I marò informano il proprio comando e la Marina contatta la Farnesina. Il ministero degli Esteri chiama l’armatore per chiedere cosa stia accadendo. Dall’altra parte del telefono viene garantito che «è solo un controllo di routine». La Marina, però, monitorizza la situazione e nota che i media indiani già lanciano notizie di una nave italiana individuata per la morte dei pescatori. La Difesa vuole che la nave tiri dritto, ma è già troppo tardi. La petroliera è entrata nelle acque territoriali indiane. Il sistema si mette in allarme dalle 17.45 ora italiana, ma un elicottero e due motovedette indiani hanno intercettato la petroliera per scortarla in porto. La nave è già alla fonda quando si annusa il pericolo, anche se non risulta ancora chiaro l’inganno.

In serata nella rada di Kochi, il capitano chiede agli indiani: «Facciamo presto che domani dobbiamo ripartire». A quel punto le autorità locali scoprono le carte e gli ordinano di non muoversi. La trappola si chiude e per i marò il destino del carcere è segnato.

La Farnesina sostiene di non aver mai «chiesto, né autorizzato il comandante della nave» ad attraccare a Kochi, «né a entrare nelle acque territoriali indiane». L’ex sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, vuol chiedere una commissione d’inchiesta sul caso, dopo il ritorno a casa dei marò.

Un altro aspetto sono i particolari rapporti di Luigi D’Amato, l’armatore della petroliera, con l’India. La società riceve commesse legate al trasporto del greggio e le sue navi fanno spesso scalo nel grande paese. Se la Lexie avesse tirato dritto, le altre unità della compagnia sarebbero state vessate in tutti i modi dai controlli nei porti indiani.

Non solo: a bordo della Lexie ci sono 18 marittimi di nazionalità indiana, come erano indiani i 17 membri dell’equipaggio del Savina finito nelle mani dei pirati. Libero reporter rivela che una delle sei sedi della «V. Ships India management», che recluta i marittimi indiani per l’armatore di Napoli, guarda caso è proprio a Kochi, dove ha avuto inizio la disavventura dei marò.

www.faustobiloslavo.eu

Commenti

Pierpaolo Poldrugo

Ven, 09/03/2012 - 08:59

Alla prossima volta che verranno portati in tribunale, come ci arriveranno: in manette?

Ritratto di unLuca

unLuca

Ven, 09/03/2012 - 09:03

La nostra diplomazia è il nostro fiore all'occhiello.

gaetanoimme

Ven, 09/03/2012 - 09:31

Trama degli avventimenti che mette sotto accusa la Farnesina. La quale dopo l'amatore, doveva chiamare la Difesa. Non lo ha fatto e la Lexie è entrata in acque territoriali. Non posso credere che alla Farnesina non avesso gli strumenti - come quelli della Difesa che mentre la Lexie andava verso Cochi già leggeva agenzie allarmanti - adatti per valutare la situazione. Dunque l'armatore non c'entra nulla coi marò. Che ora Terzi o De Mistura si dannino l'anima e stiano a Cochi mi sembra pletorico ed inutile. Dilettantismo o superficialità? Sarebbe bene che il Ministro riferisse in Parlamento, perché farsi prendere per i fondelli fino a questo punto è cosa assolutamente inqualificabile ed indegna di qualsiasi Paese. Gaetano Immè

Raoul Pontalti

Ven, 09/03/2012 - 09:38

UNA RICOSTRUZIONE CHE DEMOLISCE la linea di difesa dei marò. Nonostante una certa prudenza (non vengono nemmeno riportati gli orari degli accadimenti pur a suo tempo riferiti) il riassunto di quanto avvenne quel maledetto 15 febbraio davanti a Kochi condanna nell'ordine le linee di condotta dei marò, della Farnesina, della Marina militare italiana, del Comandante l'Enrica Lexie, dell'armatore, limitandosi ad accusare infine gli indiani di aver giocato come il gatto con il topo. Sparisce dai racconti la petroliera greca Olympic Flair che per le stesse ragioni che hanno indotto la Enrica Lexie ad obbedire pur in acque internazionali non avrebbe potuto scappare dopo aver combinato guai.Muta la cronologia: dei pescatori morti si seppe ben prima di quanto sino ad ora riferito e persino alla Farnesina, vacilla una certezza fino ad ora granitica: si parla ora di presunto attacco pirata e di rapporto inviato a caldo: e i successivi rapporti?E la documentazione per immagini e le registrazioni?

MALEFICO59

Ven, 09/03/2012 - 09:53

....Pontalti, ho avuto conferma che lei la mattina fà colazione con la grappa fumando poi qualcosa di non identificato. Penso che leggendo i suoi post traggo una conclusione lei è un esaltato che spara sentenze senza nessuna prova tipico dei komunisti. Quindi faccia un favore all'umanità prima di aprire bocca avvii il cervello e possibilmente si lavi la bocca con l'acido muriatico prima di parlare dei due MARO'.

voce.nel.deserto

Ven, 09/03/2012 - 09:53

E' irripetibile quel che il popolino di Napoli dice in questi casi.Si può liberamente tradurre:"abbiamo affidato cose serie e di vitale importanza nelle mani di somari incapaci e immaturi.".

Aleramo

Ven, 09/03/2012 - 10:10

(secondo invio) #4 Raoul Pontalti Scusi, forse non ha letto bene, rilegga prego con più attenzione. L'articolo ricostruisce il perché, come e quando la petroliera ha deviato per andare in porto, e su questo si focalizza, come dice il titolo. Il resto è ampiamente trattato in altre fonti di stampa, che non per nulla hanno altri titoli. Nell'articolo in questione non c'è proprio nulla che contraddica quanto finora noto (respingimento di imbarcazione ostile in acque internazionali, spari in acqua e non a bordo). Le ricordo infine, cosa che lei sa ma finge di non sapere, che TUTTORA GLI INDIANI NON HANNO OFFERTO NESSUNO STRACCIO DI PROVA CHE I COSIDDETTI PESCATORI SIANO STATI IN EFFETTI UCCISI DAI FUCILIERI DEL SAN MARCO - cosa che se anche fosse sarebbe comunque dovuta a un tentativo di abbordaggio in alto mare, mica la Marina va in India ad ammazzare gente che pesca!

cavecanem

Ven, 09/03/2012 - 10:18

Certo che c'e' da essere propio fessi ad abboccare cosi'. "venite qui, non ci sara' nessun ritardo"...a 40 miglia, in mano agli Indiani? Ma dai...!!!

Bruno Burinato

Ven, 09/03/2012 - 10:22

Si verserà ancora fiumi d'inchiostro silla faccenda dei nostri 2 militari, ma una cosa oramai mi sembra certa, dopo la "tattica ingegnosa" che altro non è che raccontare balle per attirare nella trappola la Nexia, gli indiani spudorati bugiardi, avanzano anche pretese di risarcimento, a loro non interessa la verità, questa se la fabbricano a secondo delle loro convenienze, e tanto mrno la giustizia e il rispetto delle leggi internazionali, a loro serve solo un paio di capri espiatori per motivi di politica interna, quindi senza l'intervento dell'ONU, per il conto della quale i nostri marò erano imbarcati, non si concluderà niente

voce.nel.deserto

Ven, 09/03/2012 - 10:24

Massimiliano La Torre esprime tutta la dignitò e la nobiltà de nome della famiglia. Milano sa chi sono i Torriani,o La Torre signori della città di parte guelfa, prima che fossero scalzati dal vescovo Ottone Visconti che cercò di sterminare la famiglia Torriani cui apaprteneva il vescovo Raimondoi,già designato dal Papa come vescovo di Milano,poi Patriarca di Aquileia (Udine). Massimiliano come Lotario sono nomi che credo ricorrenti in quella famiglia di origine franca-borgognona.Chi ha tempo per approfondire approfondisca. A me ha colpito la dignità dei due fucilieri e quel cognome carico di storia.Speriamo di essere capaci di tirarli fuori dal marasma indiano..

mariolino50

Ven, 09/03/2012 - 10:48

Beccati come pollastri, bene hanno fatto gli altri a stare zitti e andarsene, da quelle parti non ti devi fidare di nessuno, men che meno della polizia, la nave doveva restare al largo e chiedere l'intervento della marina militare che ha delle navi nell'oceano indiano.

lotario

Ven, 09/03/2012 - 10:49

Articolo dettagliatissimo, che omette però, (in maniera viziosa e capziosa) la cosa più importante: CHI ha dato l'ordine a due militari italiani di scendere a terra abbandonando il territorio italiano della Lexie? Dalla stampa e da un'interrogazione parlamentare si sa che sarebbe stato il "console italiano a Mumbai" a "consigliare" di evitare frizioni e far scendere due dei sei soldati; un civile; NON, come dovrebbe essere PER LEGGE, un militare. Questa CLAMOROSA violazione della legalità ITALIANA, prima che internazionale, è il vero scandalo prodotto da questo sedicente governo; e un articolo come questo non fa che nasconderlo, buttando polvere sulla verità... Il sostegno a questo governo sta seriamente compromenttendo la sicurezza, la stabilità ma anche la posizione internazionale e il prestigio del Paese; CHIUNQUE sostenga un simile governo di non eletti, e alquanto ambigui, personaggi dai doppi e tripli cognomi, NON sta facendo il bene dell'Italia.

Marcello58

Ven, 09/03/2012 - 10:54

ed i pirati se la ridono....... L'India è un grande paese, molto industrializzato, ma con un tessuto sociale ancora medioevale. Le soluzioni sono due: o l'Italia sgancia molti denari, oppure il governo indiano esercita il suo potere governativo e negoziale, sempre considerando le questioni interne....... Insomma, meglio starne alla larga.

mauriziopiersigilli

Ven, 09/03/2012 - 11:04

sto rivalutando gli inglesi

lot

Ven, 09/03/2012 - 11:11

Mi sembra evidente dai fatti che non solo la società e il capitano della nave sono colpevoli di essere degli imb....i, ma che a tale nave sono stati tirate DUE esche diverse. La prima sicuramente dai pirati con la complicità dei marinai a bordo della nave e della loro società che li recluta. In altre parole devono averlo fatto apposta a far scatenare una reazione da parte dei miltari italiani sulla nave, per potere poi lanciare l'altra esca da parte delle autorità locali che ha attratto la nave in porto o, in ogni caso, avere un colpevole su cui scaricare la colpa degli avvenimenti locali. Questo vuol dire che TRA ALCUNE DI TALI AUTORITA' LOCALI E I PIRATI ESISTE UNA CONNESSIONE, CIOE' UNA COMPLICITA'. Probabilmente non volevano far cadere i sospetti sui pirati e autorità locali complici e si sono inventati tale trappola con cui scatenare l'ovvio casino che sono riusciti ad attuare, scatenando la folla e distogliendo i sospetti dai pirati e autorità locali.

Hilbert_Space

Ven, 09/03/2012 - 11:15

Alla fine non so chi farà una figura peggiore, se l'Italia con la dabbenaggine dell'armatore, del capitano della nave e della Farnesina, o gli indiani e l'India, che danno prova di essere un popolo inaffidabile, incapace, truffatore, disonesto e con un governo centrale che non riesce a imporre la giustizia sugli interessi elettorali degli stati locali.

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Ven, 09/03/2012 - 11:25

#5 il popolino di napoli è talmente impegnato colla" munnezza" che non ha il tempo di commentare il loro armatore.

paci.augusto

Ven, 09/03/2012 - 11:49

Al rientro in Italia, sarà d'obbligo denunciare il capitano Vitelli e se confermato dalle comunicazioni con gli armatori è stato invitato dagli stessi a entrare nel porto indiano, denunciare anche loro e mai più concedere a questa compagnia militari italiani anti pirateria! Di 4 navi mercantili, soltanto quella italiana è stata così sprovveduta ad accogliere la richiesta indiana. E poi come avrebbero potuto riconoscere i pirati, probabilmente visti soltanto da lontano e con musi che si somigliano tutti! E' evidente l'intento disonesto degli indiani di ottenere lauti compensi in denaro e le loro motivazioni completamente campate in aria! Last but not least, i soliti ottusi, disonesti, farabutti comunisti, incursori anche su questo giornale con le loro velenose e false accuse ai nostri militari!

Raoul Pontalti

Ven, 09/03/2012 - 12:17

per MALEFICO59 Ottima diagnosi. Ho bevuto infatti il caffé con la grappa e dopo una Lucky Strike ho fumato una buona presa di Latakia siriano. Solo che non sono rosso come i papaveri ma nero come il carbone. Io constato senza alcuna esaltazione ma con costernazione che i nostri fanno un mare di cappelle, un oceano anzi più grande di quello in cui si trovavano fisicamente. Si trovano i pirati (ora anche il Giornale dice presunti) e non si avvertono le altri navi del pericolo e lo Stato più vicino che può intervenire a catturarli? Oltre che costituire un elemento basilare per il contrasto alla pirateria un simile avviso avrebbe costituito un alibi inoppugnabile. L'incontro più importante di tutta la "crociera" ossia quello con i pirati non viene filmato? Si filmano solo le ***** delle ragazze? Si perdono le registrazioni? Si fanno solo foto sfocate da cui non si distingue una fava? Si chiamano in causa navi greche e poi le si dimentica? Ma è vero: io bevo grappa e al pasto anche vino...

Ritratto di cokieIII

cokieIII

Ven, 09/03/2012 - 12:24

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killkoms

Ven, 09/03/2012 - 12:39

bisogna subito agire contro la società armatrice e mettere in galera qualcuno degli armatori!

Raoul Pontalti

Ven, 09/03/2012 - 12:43

per Aleramo. Io ho bevuto la grappa e quindi noto, grazie all'effetto analettico del distillato di Bacco, che scompaiono racconti di navi greche assalite dai pirati o dai banditi (per la cronaca: la petroliera greca Olympic Flair chiamata in causa dalla stampa italiana come possibile origine della sparatoria in cui rimasero uccisi i due pescatori indiani ha lasciato stamani il porto di Vishakhanapatnam (India)nel Golfo del Bengala e sta navigando verso sud ed è ammirabile sul sito marinetraffic. com: se davvero fosse stata coinvolta in un qualche incidente con sparatoria come si spiega che va e viene tranquillamente dall'India?), mentre compaiono comportamenti contraddittori tra Marina militare e Farnesina prima d'ora non riferiti in questo giornale e soprattutto non si chiarisce cosa abbiano incontrato i nostri cacciatori di pirati: "il primo ufficiale di coperta indiano" dice che si era in acque internazionali ma al momento della chiamata e prima? Dove si era e avendo incontrato chi?

killkoms

Ven, 09/03/2012 - 12:47

#raoulpontalti,la nave greca un attacco dei pirati l'ha segnalato!sono gli indù che non ne hanno tenuto conto!forse perchè i greci sono pessimi pagatori.ed i tuoi amici indù,morti per beghe fra loro non avrebbero beccato soldi da nessuno!

Ritratto di robertoguli

robertoguli

Ven, 09/03/2012 - 13:00

Un ringraziamento a Biloslavo che ci chiarisce alcuni aspetti di questa assurda vicenda. Finalmente qualcosa si muove. Distinti saluti. Roby

Ritratto di asarum

asarum

Ven, 09/03/2012 - 13:24

Macche dabbenagine del l'armatore e del capitano, se la sua flotta ha equipaggio Indiano, ha un'agenzia in India che fornisce personale,qui addirittura il 1° ufficiale è indiano,come faceva il comandante a non tornare.Gli è stato imposto!!! L'armatore a 15 navi tutte grosse e 3 in costruzione in Asia, probabilmente tutte con personale indiano,quindi a grossi interessi in India!!! Sono vergognosi!!!!!

prodomoitalia

Ven, 09/03/2012 - 13:24

4 raoul pontalti - mi scusi ma Lei alla 9,38 del mattino va già per rane e ranocchi ? A leggerLa parrebbe che fosse stato presente all'incidente mentre, invece, era probabilmente spaparanzato nel suo letto. Mi sembra uno dei tanti periti assicurativi che se la tirano perché, in effetti,non capiscono un bel cxxxo ....ma sono solo obbligati a difendere l'indifendibile ...........ma Lei ??????? In ogni caso Lei d'italiano c'ha solo il cognome. Il nome NO ! Mamma cubana ??? Poveri Noi !

prodomoitalia

Ven, 09/03/2012 - 13:34

Mi auguro che, alla fin, la situazione si risolva con un probabile consistente esborso di quattrini da parte Italiana. Questo è il mio augurio e la mia speranza !!! Ma "sic stantibus rebus " la grana" la devono sborsare la Farnesina (INCAPACI!così imparano a non giocare con la vita dei nostri soldati) , l'armatore ed il comandante della petroliera. Il comandante non dispone di mezzi ?? Fatti suoi: tutto il resto della sua vita a tinteggiare carene con l'antivegetativo ! Ecchèdiamine !

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Ven, 09/03/2012 - 13:52

#22Raul Pontalti una sola domanda poi torni pure a bere se le pare,ma lei per principio è contro i militari???

Ritratto di marcello.sanna

marcello.sanna

Ven, 09/03/2012 - 13:59

E' lo stesso identico comportamento tenuto dal governo nei tempi (anni 80) in cui le motovedette tunisine mitragliavano i pescatori di Mazara e le nostre stesse motovedette in acque internazionali. Fra gli altri venne frantumato a colpi di mitragliera pesante un allievo sottufficiale della marina e non venne neanche inoltrata formale protesta. La gente dimentica. I familiari degli uccisi e dei sequestrati no. Non è cambiato niente.

COSIMODEBARI

Ven, 09/03/2012 - 14:43

Qualcuno pensa o è convinto che tra le navi mercantili o/e da crociere, le capitanerie, i ministeri, il governo, il parlamento, esiste solo uno "schettino"?

COSIMODEBARI

Ven, 09/03/2012 - 14:48

....inoltre chiedo, come sia possibile che una nave battente bandiera italiana, abbia primi ufficiali indiani o di chissà altra nazione, forse pure tutto l'intero equipaggio e noi mettiamo, su queste navi e tra questi "pirati," i nostri militari per combattere la pirateria?

pinolino

Ven, 09/03/2012 - 15:07

Il 17 marzo nel Kerala ci sono le elezioni, la giustizia può aspettare. Purtroppo lo farà con i nostri due militari chiusi nell'infermeria di un carcere indiano.

Raoul Pontalti

Ven, 09/03/2012 - 15:13

per prodomoitalia. solo un animale come te può insultare le madri altrui. Mia madre nacque, visse e morì italiana.

Ritratto di ennio.santoro

ennio.santoro

Ven, 09/03/2012 - 15:16

quì la storia è una sola , bisogna tirare furi gli attributi......non ce li ridanno ??? bene veniamo a riprenderceli e ve nerispediamo a casa un po dei vostri.....un pezzo per volta

Raoul Pontalti

Ven, 09/03/2012 - 15:42

per gianniverde.Se i militari sono gli eredi spirituali di coloro che ci diedero i trionfi di Adua, Caporetto e 8 settembre e che mandano a morire stupidamente a morire 17 tra carabinieri e soldati e due civili a Nasiriyya perché nessuno fece disporre uno straccio di fossato anticarro o sbarramento di cavalli di Frisia per impedire a un camion imbottito di esplosivo di arrivare sino all'ingresso della base,che condannano a morte di leucemia dei poveri soldati mandandoli a recuperare a mani nude ordigni all'uranio impoverito in Kosovo quando i soldati USA svolgenti lo stesso compito erano riparati da tute adeguate,guanti e maschere, che mandano allo sbaraglio i fucilieri di marina nell'Oceano indiano sulla nave di Schettino II e senza adeguate informazioni, allora sono antimilitarista.Io invece sono in spirito con gli arditi sul Carso,con i ragazzi di Bir el Gobi, con i marò del Barbarigo e degli NP a Tarnova e sul Senio, con gli alpini della Monterosa sul Mont Janus e in Garfagnana.

Ligabo

Ven, 09/03/2012 - 16:12

Sia per la vicenda dei Marò in India, sia per la fallita liberazione degli ostaggi in Nigeria, Eduardo de Filippo avrebbe un solo commento: Duca Giulio Terzi di Sant'Agata dei Fornari .... Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr Prrrrrr Prrr (seguono applausi scroscianti).

Ritratto di ennio.santoro

ennio.santoro

Ven, 09/03/2012 - 16:25

Vedi Raul Pontalti che quando vuoi sei intelligente oltre che colto ...bravo....però ora voglio indietro i miei connazionali o altrimenti agli indiani sarebbe meglio far loro capire che saranno caxxi amari

Ritratto di isacco

isacco

Ven, 09/03/2012 - 16:41

Una grande nazione come l'India se ricorre a simili trucchi è davvero messa male.

marziaermi

Ven, 09/03/2012 - 16:49

lotario dice bene.chi li ha fatti scendere e per ordine di chi.si torna alla mercificazione che è unica politica del tecnos.monti.e di chi lo sostiene.e voi questo non lo dite mai e diventate censorissimi.

Vincenzo Monticelli

Ven, 09/03/2012 - 17:01

Spero tanto che si potrà sapere, a bocce ferme , le vere responsabilità a chi saranno addebitate. Di certo è, qualsiasi cosa sia successa e lo si vedrà in seguito, consegnarsi volontariamente nelle mani di una nazione che si è dimostrata ostile,è stato da veri POLLASRI. Speriamo che tutto finisca per il meglio, e di salvare quelle poche penne di orgoglio, che ci sono rimaste. Vincenzo Monticelli

killkoms

Ven, 09/03/2012 - 17:43

e intanto,come volevasi dimostrare,è arrivata la notizia che ci vorranno altri 7 giorni per sapere i risultati dell'esame balistico!e tutto riporta alla fatidica data delle elezioni,dopo le quali gli indù cominceranno a ragionare!

killkoms

Ven, 09/03/2012 - 18:04

Sapete sono innocenti loro perchè sono comunisti come me e io confermo:IO SONO COMUNISTA!!!!!!

Ritratto di wilegio

wilegio

Ven, 09/03/2012 - 18:06

Branco di scimmie! E c'è da scommettere che la perizia balistica darà il risultato sperato... da loro.

Effebi

Ven, 09/03/2012 - 18:34

Ormai sono senza parole. C'è da allibire i fronte alla dabbenaggine dei nostri ed alla malafede indiana. Ma non eravamo noi italiani quelli che dicevano "accà nisciuno è fesso?

giampaolo burba

Ven, 09/03/2012 - 19:14

mi sembrava di vedere i militari italiani in russia dopo la disfatta e voluta dal ns bravo Togliatti quando ho visto sfilare i due marò. Non promette niente di buono.

Raoul Pontalti

Ven, 09/03/2012 - 20:04

Pessime nuove: Terzi continua a sostenere la tesi insostenibile che i nostri militari agivano nell'ambito di una missione ONU antipirateria (su nave civile!) e questo significa che: a) implicitamente ammette che i colpi che hanno ucciso i due pescatori sono stati sparati dalla nave italiana e b) che sempre implicitamente ammette che l'incidente avvenne in acque territoriali indiane, mentre la nave fu richiamata quando questa si era portata in alto mare. Con queste argomentazioni sull'immunità che l'India non accetta e sulla missione antipirateria che l'India non ammette si può solo perdere la battaglia legale sulla competenza di giurisdizione, a meno che l'influente primo ministro del Kerala Oommen Chandy non voglia metterci una "buona" manina: dalle ultime dichiarazioni sembrerebbe ben disposto rispetto a qualche settimana fa quando aveva tonato che per gli Italiani non si deve avere indulgenza. Speriamo...

killkoms

Ven, 09/03/2012 - 22:00

#46raoulpontalti,ma terzi era a bordo della nave?e poi come hanno ammesso gli adoratori di kalì,c'erano almeno 4 navi simili in zona,tutte probabilmente con scorte armate!e poi la cosa più insicura è dove fossero i pescatori indù.visto che la loro barca sicuramente non era seguita da marinetraffic.com!chissà perchè gli indù hanno rimandato tutto dopo le lezioni!

damiaenego

Ven, 09/03/2012 - 22:19

signor Pontalti lei continua accusando i nostri soldati d'aver ucciso i due indiani la pregherei di usare piu cautela, per ora e assodato che sono caduti in una trappola il resto, sono sue supposizioni colpevoliste fuori luogo.

Raoul Pontalti

Ven, 09/03/2012 - 22:46

AL PERVICACE UCCISORE DELLA LOGICA E DELLA REALTA' Le navi in zona, come ricordato anche nell'articolo che formalmente stiamo commentando, erano in tutto quattro di cui tre petroliere ed un cargo. Trascurando il cargo e ricordato ovviamente che una delle petroliere era la stessa Enrica Lexie, rimangono da considerare le altre due che risultarono essere le greca Olympic Flair e la panamense Breeze peraltro ben diverse tra loro per stazza. Entrambe risultano aver fatto tappa in Grecia dopo i fatti del 15 febbraio, in particolare la Breeze risulta attualmente aver salpato dal Pireo e nel momento in cui scrivo sta navigando nel Mediterraneo orientale a nord di Cipro apparentemente diretta ad Alessandretta (Iskenderun) in Turchia.Possibile che nessuno abbia provveduto a chiedere informazioni sui fatti del 15 febbraio ai comandanti di queste due petroliere tramite le autorità greche? E le autorità indiane hanno svolto indagini a carico di queste navi e chiesto informazioni persino al cargo?

Ritratto di tenaquila

tenaquila

Ven, 09/03/2012 - 23:23

Andiamo A Riprenderceli

Raoul Pontalti

Sab, 10/03/2012 - 10:00

AL PERVICACE UCCISORE DELLA LOGICA E DELLA REALTA' Le navi in zona, come ricordato anche nell'articolo che formalmente stiamo commentando, erano in tutto quattro di cui tre petroliere ed un cargo. Trascurando il cargo e ricordato ovviamente che una delle petroliere era la stessa Enrica Lexie, rimangono da considerare le altre due che risultarono essere le greca Olympic Flair e la panamense Breeze peraltro ben diverse tra loro per stazza. Entrambe risultano aver fatto tappa in Grecia dopo i fatti del 15 febbraio, in particolare la Breeze risulta attualmente aver salpato dal Pireo e nel momento in cui scrivo sta navigando nel Mediterraneo orientale a nord di Cipro apparentemente diretta ad Alessandretta (Iskenderun) in Turchia.Possibile che nessuno abbia provveduto a chiedere informazioni sui fatti del 15 febbraio ai comandanti di queste due petroliere tramite le autorità greche? E le autorità indiane hanno svolto indagini a carico di queste navi e chiesto informazioni persino al cargo?

Raoul Pontalti

Sab, 10/03/2012 - 14:45

per damiaenego. Io non ho mai detto che i due marò sono colpevoli dell'uccisione nei miei commenti sull'argomento che superano il centinaio, ma ho sempre sostenuto che hanno commesso errori a cominciare da quello di voler intimidire una nave civile con spari e altro stando essi stessi su una nave civile. Di più: io avevo criticato come controproducente la pubblicazione della notizia relativa all'apertura del fascicolo relativo da parte della Procura di Roma con formulati i reati di omicidio volontario, etc, anche se atti dovuti. E' Terzi ora, preceduto da de Mistura e anche da funzionari di alto livello e militari che invocando l'immunità danno l'impressione di considerare colpevoli i due marò. E sorprende infine che non siano esibite le prove liberatorie per la competenza di giurisdizione, ossia la registrazione della posizione in mare della Enrica Lexie che l'armatore deve possedere (o l'ha cancellata pure lui?) e le fotografie scattate per quanto sfocate. Troppi errori...