Il Gran Muftì al Papa: "Vieni in Siria a portare la pace"

È la massima autorità religiosa del Paese, gli hanno ucciso un figlio. E a Papa Francesco dice: "Facciamo finire le guerre"

Damasco - «Vorrei tanto parlare con Papa Francesco perché lui è un uomo del popolo e non un uomo di potere. Vorrei esortarlo tramite il vostro giornale a venire qui in Siria. Ed anche in Egitto, Giordania e Palestina. Vorrei chiedergli d'incontrare i mufti musulmani, le autorità cristiane e quelle ebraiche per cercare una soluzione alle guerra che ci divide. Noi musulmani e voi cristiani abbiamo costruito moschee e chiese. Ma ora bisogna uscire da moschee e chiese per ascoltare la voce del popolo. Per questo Papa Francesco potrebbe aiutarci a metter fine alle guerre».

Il gran Muftì di Siria Ahmad Badreddin Hassou la guerra la conosce bene. Ha 64 anni, da 13 è il gran Muftì di Siria. Due anni fa - dopo aver dichiarato di appoggiare il regime - ha sopportato l'uccisione del figlio 22enne freddato per vendetta alle porte di Aleppo. Eppure non ha mai esortato all'odio o alla vendetta. «Ho sempre spiegato - racconta in questa intervista a Il Giornale – che se Maometto avesse chiesto di uccidere non sarebbe stato un Profeta del Signore. Sono stato criticato da molti intellettuali musulmani, ma la verità è questa. Il Profeta a chi gli chiedeva di punire con la morte gli assassini ha sempre risposto che sarà Dio a condannarli per le sue colpe. Per questo ho perdonato chi ha ucciso mio figlio. E chiedo a tutti quelli che subiscono la stessa tragedia di fare lo stesso».

Lei però appoggia un governo accusato di massacrare il suo popolo...
«Se la Siria avesse fatto pace con Israele oggi sarebbe considerata il miglior paese del medio Oriente. Ho sempre ripetuto ad America e Israele fate la pace invece di raccontare bugie».

Le accuse arrivano anche dall'Europa..
«Nel 2008 il Parlamento europeo mi invitò a Bruxelles. Quando ho chiesto di mandare una delegazione a vedere quel che succede in Siria mi hanno risposto che verranno solo quando andrà via Assad. Com'è possibile accettare questi diktat da chi sta lontano e rifiuta di vedere la verità? Sono pronto a venire da voi e incontrare tutti i membri dell'opposizione. Il grande crimine dell'Europa è tagliare i canali diplomatici con la Siria, nascondere la vera immagine di questa guerra. L'ambasciatore francese all'inizio del caos cercò di farlo, ma Parigi gli ricordò che era l'ambasciatore di Francia non della Siria».

Perché credervi?
«Avete visto cos'è successo in Iraq? C'era un Saddam Hussein e adesso ne avete trenta. In Tunisia c'era un presidente e ora c'è il caos. In Libia avete fatto fuori Gheddafi e ve ne ritrovate altri cento. L'Egitto è ormai fuori controllo. Volete succeda anche in Siria? Se qui sorge uno stato islamico la guerra arriverà al cuore dell'Europa».

In Medio Oriente si temono nuovi attacchi di Al Qaida. Perché tanto odio per l'Occidente.
«Il problema è l'America. Guardate le manifestazioni a favore dei Fratelli Musulmani e dei militari in Egitto. Il punto comune è l'odio di entrambi per gli Usa. Al Qaida e queste minacce sono figlie degli stessi errori. L'America ha creato i talebani e loro hanno creato Al Qaida».

Tra le grinfie di Al Qaida è finito anche Paolo Dall'Oglio un prete italiano molto conosciuto qui in Siria….
«Mi auguro torni in Italia vivo. Paolo lo conosco bene, si è messo nei guai perché si è spinto in una terra senza legge. Dio insegna ad entrare nelle case dalla porta. Lui ci è entrato da dietro. Quando è arrivato in Siria l'ho accolto come un fratello, non come uno straniero. L'ho difeso dalle accuse della stessa chiesa cattolica siriana. Ma quando l'ho visto camminare con i ribelli ho capito che lui non aveva una vera vocazione di pace. Provo molta più angoscia per la sorte del vescovo siriaco Yohanna Ibrahim e di quello greco ortodosso Boulos Yazij rapiti da Al Qaida ad aprile. Loro cercavano veramente la riconciliazione».

In Siria è scomparso anche il giornalista Domenico Quirico entrato nel paese con i ribelli….
«Queste cose succedono perché i vostri mezzi d'informazione si fanno suggestionare dalla propaganda».

Dall'Europa sono partiti 600 volontari musulmani venuti a combattere contro il regime che lei difende….
«Lo so. E so che tra loro c'era anche un giovane italiano è morto da queste parti. A tutti questi musulmani vorrei dire di non svendere il proprio cervello. La nostra religione insegna la pace, non la guerra. A questi giovani chiedo di studiare bene il Corano e di non credere a chi li esorta a combattere all'estero. Un buon musulmano viaggia per costruire la pace non per combattere».

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Il Gran Muftì è la massima autorità religiosa dei sunniti di Siria. Emette pareri legali ed editti, fatwa ed interpretazioni della legge islamica se richiesto dai privati o dai giudici nell'ambito di un contenzioso. Le opinioni raccolte dal Gran Mufti servono come fonte d'informazione sull'applicazione pratica della legge islamica Ahmad Badreddin Hassoun ricopre la carica dal luglio 2005. Invitato prima della guerra civile a numerosi incontri interreligiosi ha sempre sostenuto la necessità del dialogo tra le fedi. Ha sempre difeso il regime e sconfessato come musulmani appoggiati e pagati dall'estero i ribelli che combattono contro il governo.

Commenti

eugenio favini

Lun, 05/08/2013 - 09:42

1) NON credo una parola di un capo mussulmano che predica sempre e solo odio 2)Lui può parlare solo per se stesso in quanato non havvi gerarchia riconosciuta, almeno tra i Suniti, quindi lui a che titolo parla? £) il Papa se andazzi si preoccupi piuttosto di salvaguardare la sicurezza dei pochi cristiani che ivi si trovano

franco@Trier -DE

Lun, 05/08/2013 - 09:54

Gran Muftì non hai capito che gli italiani preferiscono portare i soldati?Pace con le armi.

Prameri

Lun, 05/08/2013 - 13:48

La pace non accontenta nessuno di quei popoli. Ognuno intende la pace contro gli altri. La loro pace sarebbe sempre un fuoco che cova sotto la cenere. Il fatto che il Gran Muftì Ahmad Badreddin Hassou si rivolga al Papa, va considerato con molto rispetto. Il Gran Muftì oltre che una massima autorità religiosa è fortemente schierato mentre il Papa, da lungo tempo, deve fare il Papa di tutti: di assediati e di assedianti, di italiani e di migranti. Non deve schierarsi politicamente come fanno alcuni giornali indirizzati ai cattolici di partito come Famiglia Cristiana e l'Avvenire. E' sbagliato avere chiusure pregiudiziali con i musulmani. A parte quelli rigidi, conosco musulmani che entrano nelle chiese e dicono buona domenica, Buona Pasqua, Dio ti aiuti e anche Gesù ti aiuti. Parlano due lingue e fra un po' avranno due religioni. Dio è solo Dio. La massima colpa dei musulmani verso i cristiani, Caro Gran Muftì, è la mancanza di reciprocità. I cristiani accettano i musulmani mentre nei paesi musulmani non accettano i cristiani, la loro presenza, la loro riunione in un luogo di culto. Un musulmano qui in Italia può acquistare un terreno e la casa. Un Italiano non può farlo in territorio musulmano. Perché? Fra i cristiani ci sono i fedeli e gli infedeli come fra i musulmani. O i musulmani non accettano contaminazioni perché sono tutti puri?

franco@Trier -DE

Lun, 05/08/2013 - 15:06

prameri te lo dico io perchè,perchè loro sono più furbi io invece ti chiedo , perchè un extracomunitario ubriaco investe sulle striscie pedonali una persona e la uccide lo processano e lo lasciano libero? Perchè ? dimmelo tu il perchè.Là invece giustamente lo impiccherebbero ecco il perchè.

Raoul Pontalti

Lun, 05/08/2013 - 15:11

cacogenio favini sragiona dopo essersi messo il paraocchi e naturalmente crede invece alle bufale di Bush sulle armi di distruzione di massa di Saddam. Prameri parte bene e poi naufraga nelle imbecillità concettuali: un italiano non può acquistare casa in territorio musulmano? chi lo ha detto? persino in Arabia saudita potrebbe farlo e non solo perché l'italiano potrebbe essere benissimo un musulmano. Si confonde ignobilmente cittadinanza con fede religiosa, roba da bananas. Ma lo sapete che ci sono arabi cristiani e italiani musulmani oltre che ebrei, protestanti, etc.?

Prameri

Lun, 05/08/2013 - 17:10

@Franco@Trier-De, Mi dicono che gli extracomunitari siano una piccola percentuale di cittadini rispetto agli italiani. Ma quando viaggio ho la sensazione che gli italiani nativi siano una piccola minoranza. Per le vie di ogni città la percentuale di non italiani mi pare ugualmente molta alta. E' una sensazione in contrasto con le cifre ufficiali di chi i numeri li conosce. Non capisco perché bisogna processare e condannare un povero extracomunitario ubriaco che ammazza per strada alcuni italiani. Povero, non ce l'ha mica contro la sinistra e non si certo chiama Berlusconi. A Berlusconi non sanno come spiegarglielo, è lui che non vuole capire. In ogni paese del mondo, a cominciare da quelli in cui impiccano gli omicidi, lui sarebbe osannato però lui si ostina a stare qui. Va beh che adesso gli hanno fregato anche il passaporto. Non dobbiamo condannare gli extracomunitari perché i governi da cui migrano hanno con noi contratti economici, per la fornitura di energia, importantissimi e privilegiati purché paghiamo salato e trattiamo bene i loro cittadini. @Raoul Pontali, ho riferito quello che amici arabi mi hanno detto: 'A Tunisi, a Il Cairo, non lasciano comprare case. Affittano, lasciano soggiornare, ma acquistare no. E' possibile che questi miei amici sappiano una verità parziale e accetto la tua puntualizzazione. Mi farebbe piacere se fosse come dici tu. Perché se continuano a sbarcare qui, noi emigriamo lì dove case e tutto costa un terzo. Inizierebbe la reciprocità di cui parlavo. Per finire penso che noi italiani dobbiamo rischiare e sposarci con extracomunitarie e le nostre donne con extracomunitari. Cambieremo mentalità, lingua, politica e tutto il resto. Hanno già cominciato a fare tentativi anche a livello governativo nominando ministro la Boldrini. Sono i primi tentativi. Ci vuole pazienza. Caduto Letta cominceremo a proporre Aladyn Abù Castelfidardo Salhem come capo del governo. Ci daranno un mucchio di gas dal Maghreb.

Ritratto di diego.zoia

diego.zoia

Lun, 05/08/2013 - 21:03

Nel contesto dell'intervista, pur con alcune eccezioni che già alcuni prima di me han rilevato, concordo su una questione: meglio un Assad che cento che ne deriverebbero da una situazione tipo Iraq. E Forse davvero meglio il Papa come mediatore. Gli USa, se ne stiano fuori. Loro, e la loro "democrazia" da esportazione.

Ritratto di marforio

marforio

Mar, 06/08/2013 - 02:48

Da constatare che ancora c'e chi usa il cervello li in Siria.

mila

Mar, 06/08/2013 - 04:19

Il Gran Mufti' per me parla molto bene, ma e' un illuso se pensa che il Papa lo aiutera'.