I rampanti più giovani sono cinesi e russi. Fanno a botte per le Porsche e sognano di vivere in Usa

Una volta, quando si diceva «miliardario», il pensiero correva automaticamente agli Stati Uniti d’America. I miliardari, per principio, era lì che stavano. Si chiamavano Rockefeller, Ford, Carnegie, Getty, Hughes. Bene, anche in questo campo è venuto il momento di ribaltare certi stereotipi. Perché di miliardari, si è scoperto (nella specialissima e del tutto inutile gara a chi può metterne insieme almeno cento) ce ne sono di più in Cina (115) e in Russia (101). E come se non bastasse, questi ultimi sono anagraficamente più giovani dei Paperoni a stelle e strisce. Cinquant’anni di media per i cinesi, e 49 per i russi, cioè dieci anni più giovani dei miliardari indiani e 25 anni più giovani dei miliardari francesi. Mentre la media degli americani (grazie a gente come Bill Gates e Donald Trump, il palazzinaro capo di New York) è di 66 anni. «Gli ottimisti - afferma il Financial Times, che cita un’indagine di Forbes Insight e di Société Générale - ritengono che l’ascesa dei miliardari cinesi e russi, e la loro giovane età, siano la prova di un aumento della ricchezza nel mondo». Naturalmente non è un caso che la maggior parte di questi neo ricchi abbiano a che fare con l’elettronica e la tecnologia, le due «miniere d’oro» dei tempi moderni. È da lì che viene questa neo valanga di denari. E a differenza delle «famiglie» che gestiscono quasi la metà dei maggiori patrimoni mondiali, i neo ricchi cinesi e russi sono ragazzi che hanno fatto tutto da soli.
«Soli» forse è una parola grossa, visto che anche in Cina, quando si va a vedere da vicino chi sono i miliardari, si scopre che la maggior parte di essi ha un seggio al Congresso nazionale del popolo. Non solo. Si scopre soprattutto che sommando il patrimonio di soli 70 membri del Congresso, su un totale di tremila, si supera la ricchezza di tutti i politici che fanno parte del Congresso americano, presidente e membri della Corte suprema compresi. Misteri del comunismo pechinese. E tutto questo, lo diciamo en passant, mentre il reddito medio del cittadino cinese è stato nel 2010 di soli 2.425 dollari americani, meno della Bielorussia.
E poiché l’appetito vien mangiando, come si dice, i Paperoni cinesi scoprono che avere tanti soldi e restare in Cina non val la pena; e smaniano dalla voglia di Europa, America, lusso, gadget luccicanti. Come la nuova Porsche 918 spyder, per prenotare la quale, nelle concessionarie che la vendono a 1,6 milioni di euro, quasi il doppio che in Germania, alcuni ceffi cinesi si sono recentemente presi a sberle. Ma non è solo per gli status symbol. Nella terra promessa cui tutti agognano - Europa, Usa - ci sono cose che in Cina non si possono comprare: aria più pulita, alimenti più sicuri, una migliore istruzione per i figli. Certo che sfrecciare per Roma o Parigi in Porsche spyder, invece che nella fetente e inquinatissima Pechino, vuoi mettere?
Commenti

albertohis

Dom, 01/04/2012 - 10:25

Bene bene, anche i cinesi si stanno costruendo una nuova classe dirigente di smidollati materialisti, ponendo così le basi della loro rovina. La formidabile crescita economica è stata pianificata dalla comunanza di interessi con la grossa finanza predatoria occidentale, alla ricerca di nuovi e più grandi possibilità di profitto e potere per le proprie corporations: il benessere generato da tal salto in avanti è stato molto iniquamente distribuito, evidenziando una volta di più il fatto che il capitalismo rapace di matrice giudaico(-cristiana) non conduce a un benessere generalizzato ma solo a una concentrazione di potere e ricchezza in pochissime mani. In Cina l'impalcatura capitalista poggia su fondamenta poco solide e lontane dalla tradizione culturale, costituendo un rischioso limite. La lascivia dei ricchi russi è nota e testimoniata nella loro grande letteratura: un popolo dedito agli eccessi nel bene e nel male che ha molti punti in comune in tal senso con le genti italiche.

albertohis

Dom, 01/04/2012 - 10:25

Bene bene, anche i cinesi si stanno costruendo una nuova classe dirigente di smidollati materialisti, ponendo così le basi della loro rovina. La formidabile crescita economica è stata pianificata dalla comunanza di interessi con la grossa finanza predatoria occidentale, alla ricerca di nuovi e più grandi possibilità di profitto e potere per le proprie corporations: il benessere generato da tal salto in avanti è stato molto iniquamente distribuito, evidenziando una volta di più il fatto che il capitalismo rapace di matrice giudaico(-cristiana) non conduce a un benessere generalizzato ma solo a una concentrazione di potere e ricchezza in pochissime mani. In Cina l'impalcatura capitalista poggia su fondamenta poco solide e lontane dalla tradizione culturale, costituendo un rischioso limite. La lascivia dei ricchi russi è nota e testimoniata nella loro grande letteratura: un popolo dedito agli eccessi nel bene e nel male che ha molti punti in comune in tal senso con le genti italiche.