Iran, Rohani: "Relazioni costruttive con gli altri Paesi"

Il presidente eletto Rohani cerca "relazioni costruttive" col mondo, ma non cambia passo sull'arricchimento dell'uranio. E su Damasco chiede una soluzione locale

Rapporti di buon vicinato con tutti e una sostanziale conferma sulle intenzioni di Teheran per quanto riguarda il nucleare. Nelle parole del presidente eletto iraniano Hassan Rohani, oggi sulla televisione di Stato per una conferenza stampa, c'è l'intenzione "costruttiva" di mantenere relazioni positive con il mondo, ma pure dichiarazioni sull'energia atomica che non potevano essere di segno differente.

L'ex negoziatore capo, candidato riformista uscito vincitore dalle elezioni di sabato, inizia il suo mandato spingendo sull'acceleratore delle "interazioni costruttive" e sulla voglia di guardare all'esterno dell'Iran "attraverso la moderazione". Una posizione che mira a guadagnargli consensi, e forse a ricavare per Teheran un ruolo nella risoluzione della crisi siriana. 

Proprio su Damasco, Rohani non risparmia critiche, velate. "Spero - commenta - che con i Paesi della regione e anche col popolo del Paese potremo risolvere il problema". Un messaggio che esclude "le interferenze di altri", in uno scenario in cui l'Iran si pone "contro il terrorismo" e sottolinea la sua partecipazione alla conferenza Ginevra 2 a luglio. Il ministro degli Esteri russo, Lavrov, aveva spinto per la presenza di tutti gli attori regionali, Teheran compreso.

Mentre in Irlanda il G8 si divide sulla posizione da tenere nei confronti della Siria di Bashar al-Assad, a Teheran si cerca un ruolo centrale ma non troppo schierato, per difendere il governo di Damasco e gli hezbollah libanesi che combattono al suo fianco, cercando di tenersi buoni per quanto possibile quei Paesi che vedono nell'armare i ribelli la soluzione dei problemi levantini.

"Il nuovo governo - ribadisce Rohani - sarà tollerante con gli altri Paesi" ed "entrambe le parti ne beneficeranno". Tolleranza che si ferma però davanti alla questione nucleare. Teheran è pronta a "mostrare maggiore trasparenza", ma non a sospendere il programma di arricchimento dell'uranio. Rohani anzi, ricorda i falliti negoziati del 2005, imputando la colpa alla Gran Bretagna, "sotto pressione americana" e rivendicando il diritto al nucleare dell'Iran. Se gli Stati Uniti vorranno riallacciare i rapporti - mette in chiaro il presidente - dovranno riconoscere questo diritto.

"Nessuno - su questo il presidente eletto è chiaro - può imporre condizioni al popolo iraniano", né decidere sanzioni "ingiuste e ingiustificate".

Commenti
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mortimermouse

Lun, 17/06/2013 - 17:25

ma il grandissimo comico, beppe grullo, andrà in iran? :-) si dice che gli iraniani lo vogliano al posto del nucleare....

moshe

Lun, 17/06/2013 - 17:35

Il presidente eletto Rohani cerca "relazioni costruttive" col mondo, ma non cambia passo sull'arricchimento dell'uranio. E su Damasco chiede una soluzione locale. ..... ..... ..... praticamente, NON E' CAMBIATO NIENTE!

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Memphis35

Lun, 17/06/2013 - 17:45

#Dioscuri dell'esegesi islamica. Dura minga...dura no....non può durare...Che ne dite?

Raoul Pontalti

Mar, 18/06/2013 - 11:05

Ma fallo almeno cominciare o Menabellenius! Il mandato di Ruhani comincia praticamente ad agosto e quindi ora può solo esternare belle intenzioni e cercare di non danneggiare troppo la linea del governo uscente che tra l'altro a luglio sarà impegnato nella conferenza sulla Siria a Ginevra (se avrà effettivamente luogo). Il consenso popolare esclude inoltre che Ruhani possa essere vittima di un golpe interno anche non volendo tener conto che la "corrente politica" cui il neopresidente eletto appartiene ha già governato con Rafsanjani e Khatami. Per ora l'Occidente sta a guardare e, quale mosca cocchiera, spaccia come proprio successo la sconfitta dei "conservatori" alle elezioni presidenziali iraniane, poi riprenderà ad agitare lo spettro nucleare, la minaccia iraniana ad Israele, etc.. Nulla vieta peraltro che l'Iran possa in un certo qual modo cambiare rotta sul nucleare, ma non credo che ciò potrà bastare, essendo questo solo un pretesto per gli USA che ora ne hanno un altro: il programma spaziale iraniano, ormai avviato con qualche successo (ricordi la messa in orbita delle scimmie?).