Sudan, partorisce in carcere donna condannata a morte per apostasia

Accusata di avere lasciato la sua fede e sposato un non musulmano, attende ora il risultato del ricorso presentato dal marito

Meriam Yahya Ibrahim, la donna sudanese incinta condannata a morte per avere abbandonato la sua religione e sposato un cristiano, ha dato alla luce una bambina nell'ala ospedaliera del carcere di Omdurman.

La Ibrahim ha partorito una femmina, Maya, ma non le è stato concesso di lasciare la prigione, dove è rinchiusa con l'altro figlio, di 22 mesi, né di vedere il marito, Daniel Wani. 

Meriam è stata condannata a morte con l'accusa di apostasia e adulterio. Figlia di un musulmano sudanese, assente durante la sua infanzia, è stata cresciuta come cristiana dalla madre etiope e ha poi sposato un non musulmano. È stata condannata anche a cento frustate per avere commesso zina, ovvero avere avuto relazioni sessuali ritenute illecite dal diritto islamico.

Si attende ora una decisione sul suo caso da parte della corte d'Appello, a cui si è rivolto il marito, ritenuto innocente nel primo processo, in cui la moglie è stata condannata e il loro matrimonio revocato. La sentenza, basata sul diritto islamico, sarà valida soltanto una volta esaurite tutte le possibilità di ricorso.

La scorsa settimana il consorte, cittadino americano, aveva denunciato le condizioni di salute precaria della moglie. In un'intervista a Fox News, Wani aveva detto che la moglie non aveva nessuna intenzione di convertirsi all'Islam, come gli era stato chiesto in cambio della grazia.

Commenti

fisis

Mar, 27/05/2014 - 18:25

Tranquilli, questo è il destino che attende l'Italia, si continui a votare sinistra e cinquestelle. Siamo sulla buona strada: abolito il reato di clendestinità, introduciamo lo ius soli, avanti tutta con la distruzione dell'Italia. Per fortuna, in altri paesi europei, grazie a Marine Le Pen in Francia, Farage in Ighilterra, in Danimarca, Olanda, hanno cominciato a capire.

Ritratto di giorgio verona

giorgio verona

Mar, 27/05/2014 - 19:42

Circa 20 anni fà proposi ad un immigrato islamico di convertirsi al cristianesimo in cambio di un lavoro sicuro. La sua risposta fu: tu un giorno sarai di fede musulmana perchè noi faciamo, in Italia, tanti bambini e saremo la maggioranza, allora comanderemo noi.

killkoms

Mar, 27/05/2014 - 22:26

@giorgioverona,dovrebbe dirlo a quello sconsiderato papa,che ha gridato alla vergogna all'indomani del naufragio di lampedusa!

treumann

Mar, 27/05/2014 - 23:11

forza, Meriam, non mollare!

buri

Mer, 28/05/2014 - 11:13

altro esempio di civiltà islamica e di tolleranza, ecco il nostro fururo se non fermiamo l'invazione dei migranti, ricordiamoci che il profeta aveva promesso ai suoi seguaci che un giorno avrebbero abbeverato i loro cavalli nelle fpntame di Roma

Raoul Pontalti

Mer, 28/05/2014 - 15:13

giorgio verona e buri, probabilmente avvinazzati veneti (dagli argomenti esposti...) non riciclate per favore bufale e leggende metropolitane distorte dai banans e da voi mal comprese a vostra volta: quella degli uteri islamici (versione originale: uteri arabi da cui Eurabia) viene dalla scrittrice di cazzate Gisèle Littman (ebrea egizio britannica) diffusa in Italia dall'isterica Oriana Falalci (vista anche la materia...) e la leggenda dei cavalli dei cosacchi che si sarebbero abbeverati in San Pietro fu messa in giro dai democristiani nel 1948 per sconfiggere il fronte rosso in quella decisiva campagna elettorale (hai capito buri? i cavalli dei cosacchi ad abbeverarsi in Vaticano, non quelli degli arabi).