Assediati dai jihadisti nel monastero siriano

I militari di Assad entrano nel convento dove le suore sono accerchiate dai ribelli islamici. Scatta un attacco. Il reporter del Giornale salvo per miracolo

Un tempo era la piazza. Ora è il campo di battaglia dove si decide il destino di Malula. Il carro armato sferraglia tra le case di pietra, artiglia l'asfalto, s'arrampica come un mostro infuriato verso la preda nascosta sulla rocca. I soldati sono in ginocchio dietro gli angoli di pietra dello slargo. Gli occhi scrutano le grotte scavate nella montagna sotto la statua della Madonna, ottocento metri sopra le nostre teste. I mirini telescopici inquadrano ombre lontane, fantasmi diafani confusi nel riverbero dell'ultimo sole. Le canne sobbalzano, i fucili sputano manciate di bossoli, nuove note s'aggiungono al concerto di fucilate, raffiche ed esplosioni che riecheggia in questo anfiteatro di roccia dove una settimana fa risuonava ancora il brusio dell'aramaico, la lingua di Cristo. Ora le voci dei cristiani di Malula sono lontane. Sopraffatte dalla guerra. Terrorizzate dagli Allah Akbar dei miliziani qaidisti di Al Nusra asserragliati lassù tra le mura del Convento di San Sergio e i ruderi di un hotel diventato, in questo 11 settembre siriano, il nuovo covo di Al Qaida.

Duecento metri sotto le linee qaidiste si stagliano le cupole del monastero di Santa Tecla. Lì da una settimana entrano ed escono solo i militanti jihadisti. Lì sopravvivono prigioniere una trentina fra suore e orfanelle. Il capitano Alì vuole andarle a prendere. Il piano sembra perfetto. «Ora il carro armato e una mia squadra risalgono fino al monastero di San Sergio per impedire ai miliziani di scendere. Mentre li tengono sotto il fuoco noi saliamo ad est verso Santa Tecla». A parole sembra facile. Nella realtà è una scommessa con la sorte e l'imponderabilità della guerra.

I cecchini di Al Nusra sono sopra di noi e ci bersagliano senza pietà. I loro proiettili sono una pioggerellina fitta che tamburella sull'asfalto, c'insegue ad ogni svolta. Il capitano e i suoi dieci soldati manco rispondono. Ci schiacciano alle mura delle case, ci spingono lungo quell'erta disegnata tra mura morsicate da schegge e pallottole. Si sale in un ansimare boccheggiante rotto da ordini trafelati, gracchiare di radio, e un «bsra bsra» «veloci veloci» ripetuto ad ogni passo. Venti minuti e siamo dentro. Saliamo la scalinata del retro, c'infiliamo nelle cucine. Poi in una cripta chiusa tra una grotta di roccia e le scalinate esterne le incontriamo. Inginocchiate nella luce tremula delle candele suore ed orfanelle intonano i salmi del vespro rotti dal riecheggiare secco dei colpi che battono la zona intorno al santuario.

«Che Dio vi benedica, che Dio vi benedica», la superiora Felaja Sayaf ripete quelle due parole, poi s'interrompe, racconta. «Sabato i ribelli hanno fatto saltare a colpi di kalashnikov il portone d'ingresso, sono entrati e per quattro notti hanno dormito davanti al portone. Non ci hanno fatto nulla, ma ogni giorno entravano e controllavano». I capi chini, le mani giunte, le preghiere sussurrate nell'effluvio dei ceri ti trascinano in una dimensione astratta, subliminale dove paura e stupore si confondono. Poi la voce della battaglia ti richiama alla realtà. Dall'alto della rocca il fragore di spari ed esplosioni è assordante. La radio di Alì gracchia di continuo. Ad ogni comunicazione il volto del capitano si fa più terreo. Il carro armato è stato colpito. Il vice di Alì e morto. I cecchini hanno fatto saltare la testa ad un altro degli uomini mandati alla rocca. E i sopravvissuti sono già ripiegati nella piazza del villaggio sotto di noi. A loro si sono uniti, contagiati dalla paura, anche i tre uomini con mitragliatrice e lanciagranate che il comandante aveva lasciato fuori dal convento per evitar sorprese.

Alì non lo dice, ma non ci vuole molto a capirlo. Siamo soli. Il capitano, sette soldati, un cameraman, un interprete e il sottoscritto. Soli e alla mercé di Al Nusra che sa dove siamo e può scendere in qualsiasi momento. Alì parla alla radio, scuote il capo. Dalla piazza nessuno è in grado di mandar rinforzi. Mi guarda e sussurra una frase da brivido. «Se ci trovano qui uccidono anche suore e orfanelle. Usciamo e tentiamo di scendere. Se necessario io e i miei uomini moriremo combattendo. Meglio che sgozzati e decapitati». La madre superiore s'avvicina, ci segna la fronte con la croce, m'infila un'immagine della Madonna nel giubbotto antiproiettile. «Le nostre preghiere sono con voi, andate con il Signore».

Alì apre il portone nel buio della notte, sporge il capo. Non vede nulla. Forse sono tutt'attorno. Forse no. È come giocare al rosso e al nero. Alì sceglie il nero della notte. Il cigolio del portone, lo scalpiccio dei nostri passi risuonano come l'urlo del boia. E come se non bastasse, appesa alla montagna, giallognola come un lampione, risplende la luna. Non appena il suo cono disegna le nostre ombre dieci, venti dita premono il grilletto. Una salva di piombo ricama la terrazza sopra le nostre teste, ma noi siamo già oltre, già più in basso. Come una muta impazzita rimbalziamo di viuzza in viuzza scivoliamo, barcolliamo, ci calpestiamo mentre le canne dei kalashnikov controllano ogni angolo e il fiato di Alì ti soffia nelle orecchie quel «bsra bsra».

Potrebbero essere ovunque, ma non ci sono. Gli spari sono solo sopra e noi, ora, siamo nella piazza. Alì mi abbraccia, mi sfila dal giubbotto la Madonna di madre Najaf. La bacia. «Siamo vivi, giornalista. Lei ci ha protetto».

Commenti

Thefibber

Ven, 13/09/2013 - 09:14

Ogni colpo andato a vuoto è un miracolo. Tanti piccoli miracoli vi hanno seguito fino alla salvezza. Questo è il dio della vita che vi accompagna. Immensi

linoalo1

Ven, 13/09/2013 - 09:17

Ho una sola domanda!Chi arma i ribelli?Mi piacerebbe una risposta imparziale perchè,finora,ciascuno dice la sua!Ma qual'è l'effetiva verità?Lino.

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serjoe

Ven, 13/09/2013 - 09:21

Se Malala e' un boccon, spara e ammazza il predon.

Ritratto di Alex Biffi

Alex Biffi

Ven, 13/09/2013 - 09:36

Sarò maligno e certamente non politicamente corretto, ma penso proprio che se i ribelli islamici avessero sgozzato militari, reporter e Suore il nostro buon Papa Bergoglio non avrebbe speso parola alcuna, tanto si sa che i Cristiani devono essere pronti al martirio... Dostoevskji scrive, nei Fratelli Karamazov, che per i gesuiti la presenza e la parola del Cristo sono solo un fastidio, ci sono loro per guidare l'umanità in questo mondo, Gesù si occupi dell'aldilà. Riguardo, poi, il bravissimo Michelessin, fosse stato accoppato, in pochi avrebbero versato lacrima, lui e l'altrettanto ottimo Biloslavo sono "destrorsi" e... mica scrivono sul Manifesto o la Stampa.

Ritratto di Alex Biffi

Alex Biffi

Ven, 13/09/2013 - 09:36

Sarò maligno e certamente non politicamente corretto, ma penso proprio che se i ribelli islamici avessero sgozzato militari, reporter e Suore il nostro buon Papa Bergoglio non avrebbe speso parola alcuna, tanto si sa che i Cristiani devono essere pronti al martirio... Dostoevskji scrive, nei Fratelli Karamazov, che per i gesuiti la presenza e la parola del Cristo sono solo un fastidio, ci sono loro per guidare l'umanità in questo mondo, Gesù si occupi dell'aldilà. Riguardo, poi, il bravissimo Michelessin, fosse stato accoppato, in pochi avrebbero versato lacrima, lui e l'altrettanto ottimo Biloslavo sono "destrorsi" e... mica scrivono sul Manifesto o la Stampa.

Ritratto di Alex Biffi

Alex Biffi

Ven, 13/09/2013 - 09:36

Sarò maligno e certamente non politicamente corretto, ma penso proprio che se i ribelli islamici avessero sgozzato militari, reporter e Suore il nostro buon Papa Bergoglio non avrebbe speso parola alcuna, tanto si sa che i Cristiani devono essere pronti al martirio... Dostoevskji scrive, nei Fratelli Karamazov, che per i gesuiti la presenza e la parola del Cristo sono solo un fastidio, ci sono loro per guidare l'umanità in questo mondo, Gesù si occupi dell'aldilà. Riguardo, poi, il bravissimo Michelessin, fosse stato accoppato, in pochi avrebbero versato lacrima, lui e l'altrettanto ottimo Biloslavo sono "destrorsi" e... mica scrivono sul Manifesto o la Stampa.

Ritratto di serjoe

serjoe

Ven, 13/09/2013 - 09:57

Al buon cristian e al buon musulman convien gridar : ASSAD-AKHBAR.

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pisistrato

Ven, 13/09/2013 - 10:01

@linoalo1 - ciascuno dice la sua perché una risposta univoca non è possibile. Gli ispiratori di queste "primavere arabe" hanno avuto origine da elites laiche non dai movimenti religiosi. Il problema è che i movimenti religiosi grazie alla loro organizzazione puntualmente prendono il controllo della situazione, cosa relativamente facile in paesi dove un voto si compra distribuendo pane azimo e latte di capra. Personalmente non capisco l'interventismo americano in Siria: Assad non è nemmeno musulmano ma Alawita come il 20-24% dei Siriani, minoranza che in caso di vittoria della maggioranza sunnita verrebbe fatta a pezzi. Alla fine dei giochi secondo me è tutta una questione di interessi economici e di sfere di influenza.

Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Ven, 13/09/2013 - 10:36

Fialmente un giornalista che NON è andato in un teatro di guerra per raccontare le ragioni e l'eroismo dei terroristi sgozzatori jihadisti come fanno da sempre i giornalai rossi. Vedasi Sgrene, Simone e indottrinati vari.

Efesto

Ven, 13/09/2013 - 10:50

Il testo di Micalessin ci fa sentire quanto sia orribile la guerra. Nel mondo mussulmano sono al tempo delle guerre contro gli Ugonotti o altre confessioni religiose del XVII° secolo. Guerre feroci tra bande religiose per giustificare secondi fini di potere. Anche in Siria si è piombato nel medio evo. Ha ragione Sua Santità da qui può anche nascere un conflitto globale.

goriab

Ven, 13/09/2013 - 11:24

Ho la "pelle d'oca" e mi si stringe il cuore a leggere l'articolo perchè 5 anni fa ero in quei luoghi, gente semplice, brava e disponibile. Avevamo incontrato le suore e visto la loro grande opera nell'accudire le orfanelle (nei paesi arabi essere orfani e soprattutto femmine è nefasto, se ti va bene mendichi ai bordi delle strade) e i monaci in particolare il Priore che con poche parole in italiano ci aveva trasmesso la sua grande fede e l'enorme umanità. Questo mi fa domandare perchè i governanti (Obama per primo)o sono così ottusi o hanno in seno una faziosità e un opportunismo diabolico. Bisogna ammetterlo che in questa giungla l'unico che ha detto delle parole apprezzabili è stato lo sbeffeggiato Putin che ha saputo esprimere un'umanità diversa (sarà anche per convenienza ma le parole sono chiare). Ritengo Obama il peggio presidente degli Stati Uniti e la maggior espressione dell'anticristianità del mondo. E, noi gli abbiamo assegnato il Nobel per la pace! VERGOGNA!!

Nadia Vouch

Ven, 13/09/2013 - 11:27

Non so fino a che punto sia ormai giusto che i giornalisti restino là. Grazie a Micalessin per questo reportage. Ma, non vorrei domani sentirmi in colpa se, per la smania di sapere, siano state sacrificate delle vite.

buri

Ven, 13/09/2013 - 12:07

Cosa ne dice Obama, santo protettore dehli islamici, li arma e vuole accelerare una loro eventuale vittoria con grande gioia di Al Qaeda, e poi sarebbe ora di smettere di chiamarli ribelli, quando è di pubblico dominio che molti sono venuti da fuori prt combattere nel nome del profeta

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Ven, 13/09/2013 - 12:21

Già, chi arma i Jihadisti? Domanda retorica, ovviamente: il coyote colorato che vuole a tutti i costi una terza guerra mondiale. Tanto per essere coerente con il suo Ignobel per la pace. Lunga vita a Putin e ad Assad!

tiptap

Ven, 13/09/2013 - 12:35

Grazie. Non ho altre parole. Grazie a chi ha scritto l'articolo, grazie a chi l'ha pubblicato, grazie a chi ha partecipato all'impresa descritta, grazie alle suore ed alle ragazze che credono e seguono la Verità, grazie a tutti quelli che fanno del bene: "...in verità non perderanno la loro ricompensa".

Ritratto di serjoe

serjoe

Ven, 13/09/2013 - 14:17

L'articolo di Micalessin apre ggli occhi e fa morbin.

mila

Ven, 13/09/2013 - 17:56

@ Efesto -Nel mondo musulmano sono regrediti alle guerre del XVII secolo. Ma, ad essere onesti, il mondo occidentale, che arma i terroristi e cerca un pretesto fasullo per distruggere un Paese e un popolo a suon di missili, dove e' regredito?

mila

Ven, 13/09/2013 - 18:14

@ goriab -I governanti, almeno quelli americani tipo Obama, non sono affatto ottusi. Hanno deciso di sostenere i musulmani sunniti (naturalmente quelli estremisti, dai Sauditi in su) contro quelli sciiti, che effettivamente davano fastidio, ma che per reazione si sono avvicinati alla Russia. Ma cio' serve agli USA per il loro vero obiettivo, che e' proprio ostacolare e combattere la Russia, per non dover dividere con lei il dominio del mondo. E se per questo devono morire tutti i cristiani, gli alawiti e i musulmani moderati del Medio Oriente per loro ne vale la pena. Intanto, se e' vero quanto scritto da Micalessin, l'ufficiale governativo musulmano Ali' ha baciato un'immagine della Madonna. Questo si' che e' un progresso verso un reciproco rispetto tra le religioni.

Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Ven, 13/09/2013 - 18:28

molte armi utilizzate dai ''ribelli'' sono quelle lanciate in gran quantita' dagli americani agli altri ''ribelli'' libici.