Persecuzione dei cristiani: ecco i Paesi più caldi

Secondo la fondazione Aiuto alla chiesa che soffre nel 2013 sarebbero state 70mila le vittime per la loro fede in Gesù. Ecco i Paesi dove la persecuzione è più feroce

“Nel 2013 la persecuzione anticristiana nel mondo non è diminuita” denuncia la fondazione Aiuto alla chiesa che soffre. Lo scorso anno sarebbero state 70mila le vittime per la loro fede in Gesù. Una delle situazioni più preoccupanti è quella della Corea del Nord, dove i cristiani sarebbero circa mezzo milione. Il 25% internati nei campi di lavoro forzati del regime stalinista per venir rieducati. Il Pakistan è un altro paese asiatico dove i cristiani sono perseguitati. Il 22 settembre 2013 è avvenuto il più sanguinoso attacco anticristiano. Due attentatori suicidi si sono fatti esplodere all'esterno della chiesa protestante di Ognissanti di Peshawar, provocando 85 morti e oltre 130 feriti.
Con l’illusoria primavera araba i cristiani in Medio Oriente sono sempre più sotto minaccia. Secondo fonti della Chiesa locale in Siria sarebbero circa 1000 i cristiani siriani uccisi per la loro fede. L’ultimo massacro lo scorso novembre nel villaggio di Sadad dove sono stati passati per le armi o sgozzati 45 credenti in Cristo. Non solo: in Siria sono stati sequestrati i vescovi siro-ortodosso e greco-ortodosso di Aleppo, mons. Youhanna Ibrahim e mons. Boulos al-Yaziji, il gesuita padre Paolo Dall’Oglio e le 12 religiose del monastero di Maaloula.
Il 2013 è stato un inferno anche per i cristiani d’Egitto, la maggiore comunità del Medio Oriente. Dalla caduta di Hosni Mubarak, nel 2011, 200mila copti sono fuggiti dal paese. Nei disordini dello scorso agosto, in seguito all’arresto del presidente Mohammed Morsi, dei Fratelli musulmani, in soli due giorni sono stati presi d’assalto circa 80 chiese conventi, scuole, abitazioni e negozi cristiani.
L’Eritrea è soprannominata “la Corea del Nord dell’Africa”, dove almeno 3mila cristiani sono finiti in carcere per motivi religiosi.
Oltre alla Nigeria, macchiata dall'ultima strage, la Repubblica Centroafricana è una new entry nella lista dei paesi della persecuzione. Lo sorso anno i ribelli della coalizione musulmana Seleka hanno preso il potere scatenando la caccia al cristiano. Perso il controllo e con l’arrivo delle truppe francesi si sono formate le milizie anti balaka, composte da cristiani, con l’obiettivo di vendicarsi dei musulmani. Più volte la chiesa locale ha preso le distanze dai miliziani e agitato lo spettro “del genocidio come in Ruanda”

 

Commenti

Raoul Pontalti

Lun, 17/02/2014 - 16:14

Mah...In Corea del Nord e in Eritrea non c'entra l'islam, ma il regime (marxista de facto in Eritrea) e nella Repubblica Centrafricana è vero il contrario: stanno massacrando gli islamici. In Siria, ma anche in Libano sappiamo chi dobbiamo ringraziare...Altrove si tratta di questioni che non riguardano i governi da un lato (se non perché impotenti) e hanno basi diverse da quelle religiose e la differenza religiosa semplicemente si somma ad altre cause ben più reali, come in Egitto, in Pakistan e anche in Nigeria con situazioni affatto diverse per quanto riguarda cause e contesti. Non si menzionano nell'articolo Cina e Arabia saudita e nemmeno il Sudan...

buri

Mar, 18/02/2014 - 10:45

e poi ci vengono a parlare di ecumenismo, va bene ma non può essere a senso unico, tendere l'altra guancia può andare bene fino ad un certo punto, oltre servono le milizie di autodifesa, anche se i vescovi non sono molto d'accordo