Romeni al voto per destituire Basescu

Il presidente è accusato di aver invaso il campo del governo. Referendum popolare per destituirlo. Era già successo nel 2007, ma venne salvato

Romeni al voto per destituire Traian Basescu. Nel paese romeno, si vota oggi il referendum per l’impeachment del presidente. Per la validità del voto, è necessario superare il quorum del 50% degli aventi diritto al voto, che in totale sono 18,3 milioni di elettori.

A tre ore dall’apertura dei seggi, alle 8 ora italiana, aveva votato circa il 9% degli elettori. La procedura di impeachment è stata avviata dal premier Victor Ponta, esponente della sinistra, che accusa Basescu di aver travalicato il confine legale dei poteri assegnati dalla Costituzione. La mozione presentata da Ponta ha già sospeso Basescu dal suo incarico e un voto di maggioranza in Parlamento potrebbe definitivamente rimuoverlo dalla Presidenza.

Basescu ha a sua volta accusato i suoi avversari di voler attuare un colpo di stato e ha chiesto ai suoi sostenitori di boicottare il voto. I sondaggi indicano che quasi due terzi dei rumeni sono favorevoli alla rimozione di Basescu, principalmente a causa delle dure politiche di austerità da lui supportate. Per aumentare l’affluenza alle urne, in considerazione della stagione estiva, le autorità hanno fatto installare seggi elettorali anche negli hotel, nei bar e nei ristoranti delle principali località di villeggiatura sul Mar Nero e hanno esteso fino alle 23 (ora locale) l’orario del voto.

Basescu, 60 anni, ex capitano di navi e capo di Stato dal 2004, è coinvolto in uno scontro di potere con il primo
ministro Victor Ponta, che si è acuito nelle ultime settimane. Il governo ha cambiato la legge per rendere più facile la destituzione del presidente: prima occorreva infatti una maggioranza di tutti gli elettori nel referendum, mentre ora basterà una maggioranza semplice di voti. Ponta ha inoltre emesso un decreto che riduce i poteri della Corte costituzionale relativamente alle sentenze sulle leggi approvate dal Parlamento.

Il premier, tra l'altro, ha ignorato la decisione della Corte secondo cui la Romania avrebbe dovuto essere rappresentata al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno da Basescu e non da lui, ed è partito comunque per Bruxelles. Le tensioni nel Paese hanno suscitato molte reazioni da parte dell'Ue, che ha più volte espresso preoccupazioni per lo stato della democrazia in Romania.

La destituzione del presidente è stata approvata lo scorso 6 luglio dal Parlamento con 256 voti favorevoli e 114
contrari. Da allora Basescu è stato sospeso e il ruolo di capo di Stato ad interim è stato assunto dal presidente del Senato, Crin Antonescu. Spetta tuttavia ai cittadini la scelta di confermare o meno la decisione del Parlamento con un voto popolare tramite referendum. Una procedura di impeachment simile nei suoi confronti era già stata avviata nel 2007, ma il referendum lo aveva poi salvato. Negli ultimi due anni, tuttavia, la popolarità di Basescu è notevolmente calata.