Tailleur e borsetta: lo stile della lady di ferro

Il portamento dell'iron lady incuteva il rispetto dei colleghi maschi in un mondo fortemente maschilista

"Occhi da Caligola e labbra da Marilyn Monroe", fu la celebre frase usata dal presidente francese François Mitterrand per descrivere Margaret Thatcher. E l’espressione, in effetti, racchiude perfettamente l’essenza di una donna che, con i suoi abiti e le sue borsette, riuscì ad affermarsi con prepotenza in un mondo, quello della politica britannica, fino ad allora dominato solo ed esclusivamente dagli uomini. Ricordiamo che fu la prima (e finora unica) donna a guidare il governo britannico.

Una femminilità sottile ed energica, grazie alla quale dominava i maschi del suo Gabinetto come se fossero una classe di (impauriti) scolaretti. Uno stile di abbigliamento che la rappresentava appieno, con tailleur austeri e spesso nemmeno costosi, il cui scopo era di incutere rispetto.

Ma non si potrebbe parlare di stile Thatcher senza parlare della sua mitica borsetta. Il termine "handbagging" è entrato a far parte del dizionario inglese, con il significato di attaccare verbalmente qualcuno, di criticarlo, proprio grazie all’abitudine della Thatcher di posare la borsa sul tavolo ogni qualvolta voleva concludere - incisivamente - un discorso importante. La borsetta della Thatcher divenne, in poche parole, il simbolo di una donna potente in un mondo fortemente maschilista; il simbolo di un modo per dire ai colleghi maschi "la borsa voi non la potete avere, ma io posso comportarmi in maniera dura quanto voi"  Se non di più. Tale era la potenza simbolica dell’accessorio, proprio per questo motivo presente in quasi tutte le caricature dell’ex primo ministro, che l’allora ministro Nicholas Ridley un giorno disse, quando la Thatcher aveva lasciato la stanza prima di una riunione: "Perchè non cominciamo? La borsetta è qui".

Secondo Lord Baker, membro del Gabinetto tra il 1985 ed il 1990, la borsa "era la sua arma segreta. Da essa estraeva sempre qualche foglio con il discorso decisivo". Tanto da spingere, nel1988, l’allora segretario di Stato Usa George Shultz a regalarle lui stesso una borsa e a dirle: "Sei il primo e unico membro del Grande Ordine della Borsetta", notando anche lui la capacità della Lady di Ferro "di tirare fuori da lì dentro la giusta forma di parole per porre fine ad una discussione tediosa".

Per i nostalgici delll’handbagging, una borsetta della Thatcher sarà messa all’asta da Christiès il 27 giugno. Si tratta di un modello in nero di Asprey, utilizzato dal primo ministro nelle occasioni importanti, come i summit internazionali con Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov. Altro che borsetta di Mary Poppins...