Eto'o squalificato per 3 turni Fondamentali le immagini tv

Il giudice sportivo ha squalificato per tre giornate l'attaccante dell'Inter dopo la testata rifilata a Cesar domenica contro il Chievo: anche 30mila euro di ammenda per il camerunense. E' andata peggio a Chevanton del Lecce: 5 giornate

Milano - Come previsto. Il giudice sportivo ha squalificato per tre giornate l’attaccante dell’Inter Samuel Eto'o, a seguito della prova tv, per la testata inferta a Bostjan Cesar del Chievo al 37' del primo tempo. Il camerunese ha subito anche un’ammenda di 30mila euro.

Il gesto di Eto'o Il giudice sportivo ha deciso sulla base della richiesta ricevuta dal procuratore federale "rituale e tempestiva circa la condotta tenuta al 37’ del primo tempo" da Eto'o nei confronti di Cesar "acquisite ed esaminate le relative immagini televisive (Sky), di piena garanzia tecnica e documentale". Il giudice ha ritenuto, nella motivazione, che "il riprovevole gesto compiuto dal calciatore neroazzurro integri gli estremi di quella condotta violenta che, per consolidato orientamento interpretativo, è connotata dall’intenzionalità e dalla potenzialità lesiva: palese è infatti il preordinato intento di colpire l’avversario e parimenti evidente è l’energia impressa al colpo inferto". Nessuna sanzione è stata presa invece nei confronti dello sloveno Cesar per il fallo commesso su Eto'o e che ha portato alla testata a freddo del camerunese. La segnalazione, a tal proposito, dell’Inter non è stata ammessa: "Poichè - scrive il giudice - tale comportamento è stato insindacabilmente valutato dal direttore di gara ne consegue l’irrilevanza della documentazione prodotta, se non sotto il profilo di un rapporto meramente occasionale con la condotta violenta di cui successivamente si è reso responsabile il calciatore Eto'o".

Cinque giornate a Chevanton Maxi squalifica per l’attaccante del Lecce Chevanton Espinosa Ernesto Javier che è stato fermato per cinque giornate dal giudice sportivo "per avere, al 37' del primo tempo, disinteressandosi dell’azione di giuoco, colpito con un violento calcio un avversario, dopo averlo rincorso per una trentina di metri. Per avere inoltre, all’atto della consequenziale espulsione, rivolto all’Arbitro un pesante insulto, togliendosi quindi la maglia, scagliandola in direzione del direttore di gara e reiterando le proteste anche nei confronti del quarto Ufficiale».