Ex allievo assalta la scuola: ucciso dalla polizia

Armato di fucile, ha ferito il preside e preso in ostaggio venti alunni

Salvo Mazzolini

da Berlino

Per quasi tre ore alunni e insegnanti di una scuola tedesca sono rimasti prigionieri di un folle deciso a compiere un massacro per vendicarsi delle sue frustrazioni. Alla fine il massacro non c’è stato. Il folle, un ex-alunno della scuola, è stato ucciso dai tiratori scelti della polizia prima che riuscisse a mettere in atto il suo piano e l’assalto si è concluso con undici feriti. Ma anche se la strage è stata evitata l’episodio ha suscitato una forte emozione perché è la settima volta in sette anni che in una scuola tedesca si vivono ore di terrore per colpa di qualche squilibrato in preda a follia omicida.
Tutto comincia verso le nove e trenta. Sebastian B. (la legge tedesca vieta di diffondere il cognome prima che la magistratura abbia completato le indagini), un giovane di diciotto anni, irrompe nella scuola di avviamento professionale Fratelli Scholl di Emsdetten, tranquilla cittadina della Renania-Vestfalia ai confini con l’Olanda. Indossa una tuta mimetica da combattimento, ha il volto coperto da una maschera, impugna un fucile e nelle tasche della tuta ha vari ordigni esplosivi e alcune bombole fumogene. Dopo un alterco con un’insegnante in stato di gravidanza, spara alcuni colpi ferendo alla pancia il preside che cercava di calmarlo. Poi si barrica in un’aula con una ventina di ragazzi, mentre nella scuola incomincia il fuggi fuggi e l’edificio viene circondato dalla polizia. L’identificazione del folle è quasi immediata perché Sebastian ha frequentato la scuola fino all’anno scorso e insegnanti e bidelli se lo ricordano bene. Più tardi diranno che era un ragazzo solitario e scontroso, che non andava mai alle festicciole della scuola, che era un alunno con molti problemi tanto che fu bocciato due volte. Insomma un soggetto difficile che vedeva nel suo passato scolastico la fonte dei suoi complessi.
Un quadro piscologico confermato da una lettera di addio che Sebastian ha lasciato sul suo sito internet. «L’unica cosa che mi ha dato la scuola - scrive - è la sensazione di essere un perdente, un fallito. Detesto tutta l’umanità e intendo vendicarmi per il male subito. Prima di andarmene compirò un gesto che nessuno dimenticherà, sarò il virus che rovinerà le vostre vite».
Il gesto doveva essere la strage degli ostaggi e la distruzione della scuola con le cariche esplosive che si era portato con sé. I tiratori scelti sono riusciti a colpirlo in tempo e la strage è stata evitata per un soffio. Ma l’emozione è enorme, perché l’episodio è solo l’ultimo di una lunga serie. Il più agghiacciante avvenne nel 2002 a Erfurt quando un giovane di diciannove anni fece irruzione in una scuola uccidendo dodici insegnanti e quattro ragazzi. Anche lui era stato un allievo della scuola dove esplose la sua follia.