F1, respinto il ricorso della Ferrari sul budget

Il tribunale francese ha respinto il ricorso di Maranello contro il tetto al budget fissato da Mosley per la prossima stagione di F1. La Fia vince il braccio di ferro con i team ribelli che ora potrebbero lasciare il circus

Parigi - Niente da fare per il Cavallino. Il tribunale ordinario di Parigi ha respinto il ricorso della Ferrari relativo al cambiamento delle regole in F1 (il tetto ai budget fissato a 45 milioni di euro) a partire dal prossimo anno. I rappresentanti della Ferrari presenti a Parigi al palazzo di giustizia non hanno rilasciato commenti alla comunicazione della sentenza. Nel dispositivo l’alta corte parigina respinge il ricorso della casa automobilistica e convalida di fatto il nuovo regolamento della Formula 1. Ferrari, insieme a Renault, Toyota, Red Bull e Toro Rosso, ha minacciato di lasciare la F1 se il regolamento dovesse cambiare.

Le motivazioni "Non ci sono danni imminenti da prevenire o evidenti illeciti da bloccare" ha spiegato il giudice Jacques Gondrand de Robert del tribunale delle Grandi Istanze di Parigi respingendo il ricorso della Ferrati contro l’introduzione delle nuove regole varate dalla Fia in vista del Mondiale 2010. La Ferrari, così come Renault, Toyota, Red Bull e Toro Rosso, ritiene che l’introduzione di un tetto al budget dei team creerà un Mondiale a due velocità. Il Cavallino e gli altri team hanno annunciato l’uscita del mondiale nel 2010 se le norme non verranno modificate mentre il presidente della Fia Max Mosley, ha ribadito in passato che non intende eliminare la norma che ritiene necessaria per fronteggiare la "profonda crisi finanziaria". Le iscrizioni al prossimo campionato scadranno il 29 maggio.

La Ferrari non si arrende La Ferrari "valuterà la possibilità di proseguire nell'azione legale intrapresa" e, in mancanza di accordo con la Fia, ribadisce l’intenzione di non iscrivere le proprie vetture al Mondiale del prossimo anno. Questa la reazione della scuderia: "L’esistenza e la permanenza di un diritto di veto della Ferrari, sancito da un accordo scritto ratificato dal senato Fia, sono state riconosciute dalla Corte, così come il fatto che si tratti di una vertenza di natura contrattuale. E? di conseguenza stato anche riconosciuto che la vertenza non sia di competenza dei tribunali interni della Fia bensì delle giurisdizioni ordinarie. Ritenendo che il diritto di veto avrebbe forse dovuto essere esercitato in occasione delle riunioni del consiglio mondiale del 17 marzo e del 29 aprile scorsi, la Corte ha preferito rimandare la decisione sul carattere di urgenza di fronte alla giurisdizione ordinaria".