"Faccio piovere con l’energia sessuale"

Roberto Maglione lavora alla Sorin, e studia le teorie d'uno psicanalista che si credeva il messia

Avete sempre pensato che il sesso serva a mandare avanti il mondo e a rendere più piacevole la vita. Siete in errore. Ha molti altri impieghi. Irrigare il deserto del Sahara. Curare l’artrite. Vincere la stanchezza. Ottenere raccolti abbondanti. Così, perlomeno, garantisce Roberto Maglione, 48 anni, un serissimo ingegnere che sono andato a trovare a Moncrivello, nelle campagne del Vercellese, e che sostiene d’essere in grado di far piovere a comando con un attrezzo chiamato cloudbuster. Significa, alla lettera, acchiappanuvole. Maglione è stato preso in parola dalla Ludes, la Libera università degli studi di scienze umane e tecnologiche di Lugano, che l’ha chiamato a costituire un gruppo di ricerca, «ma poi si sono fermati, avevano paura di andare troppo avanti...». Sull’argomento ha pubblicato un libro, Wilhelm Reich e la modificazione del clima. La spiegazione è nel sottotitolo: Tecniche moderne per l’abbattimento della desertificazione.
Tutto sta, sostiene l’ingegnere piemontese, nel riconoscere l’esistenza dell’orgone - da orgasmo e ormone - termine psicoanalitico usato da Reich (1897-1957), l’inventore del cloudbuster, per indicare l’energia cosmica presente in natura e che l’essere umano assorbirebbe e scaricherebbe in ogni sua attività, specialmente in quella sessuale. Maglione l’ha riconosciuta. E due anni fa, con un investimento di 2.000 euro, s’è fatto costruire da un falegname di Cervia l’Orac, acronimo che sta per orgone accumulator, un accumulatore orgonico. È una specie di cabina del telefono - di legno fuori, di metallo dentro - nella quale la persona staziona seduta per una quindicina di minuti. Entri spossato ed esci più arzillo che mai.
Anche l’accumulatore di orgone è un’invenzione di Reich, del quale l’ingegner Maglione è uno dei massimi studiosi in Italia, tanto da possederne l’opera omnia, compresi i microfilm dei bollettini di ricerca che lo psicoanalista austriaco pubblicava ogni tre mesi e che nell’agosto 1956 furono distrutti, insieme con Orac, cloudbuster e ogni altro scritto o strumento, in un moderno rogo acceso dalla Food and drug administration statunitense. Del resto la biografia di Reich è quella di un eretico che legò indissolubilmente il proprio nome alla rivoluzione sessuale, trovando un convinto alfiere in Herbert Marcuse, il filosofo del Sessantotto. Già prima della laurea in medicina, conseguita nel 1922, Reich era stato ammesso nella Società viennese di psicoanalisi. Per una decina d’anni collaborò con Sigmund Freud. Nel 1930 lasciò Vienna e si trasferì a Berlino. Espulso dal Partito comunista tedesco, allontanato dal consesso degli psicoanalisti, costretto all’esilio dal nazismo, nel 1939 emigrò negli Stati Uniti su invito della Società americana di medicina psicosomatica. Nel 1942 fondò a New York l’Orgone institute. Accusato dalle autorità per le sue controverse teorie terapeutiche, fu condannato a due anni di reclusione. Morì in condizioni psichiche pietose nel penitenziario di Lewisburg, in Pennsylvania, qualche giorno prima della scarcerazione.
Niente di più lontano dal curriculum vitae di Maglione, che nella Cascina Europa di Moncrivello riesce fra l’altro a convivere con una statua della Madonna, collocata sul pianerottolo delle scale fra l’ingresso di casa e il suo studio foderato di libri. Laureato in ingegneria mineraria al Politecnico di Torino nel 1986, fino al 2001 ha lavorato per l’Eni sulle piattaforme petrolifere nel Mare del Nord, in Norvegia, negli Stati Uniti, in Sudamerica, in Malesia e nel Medio Oriente. Si occupava di ricerca e sviluppo nelle perforazioni. Il suo Reologia ed idraulica dei fluidi di perforazione è adottato come libro di testo nei politecnici.
Attualmente è responsabile delle procedure tecniche di registrazione all’estero dei prodotti della Sorin, la società di ricerche nucleari che il gruppo Fiat aveva aperto vicino all’Enea di Saluggia e che dopo il referendum del 1987 contro le centrali atomiche s’è riconvertita in azienda di apparecchi per il trattamento delle malattie cardiovascolari e renali. Alla Sorin biomedica, quotata in Borsa, l’innovazione è di casa: «Abbiamo utilizzato in medicina le scoperte fatte in campo nucleare. Le cito un caso: un film di carbonio applicato a valvole e stent rende le protesi perfettamente biocompatibili, evitando fenomeni di rigetto quando vengono impiantate nel corpo umano. La nuova frontiera sono le valvole cardiache di tessuto biologico che ricaviamo dal pericardio dei bovini e che stanno sostituendo con eccellenti risultati quelle artificiali». Alla Sorin lavora anche la sua compagna, Ornella.
Partiamo da Reich.
«Studiando le cause sociali delle nevrosi, scoprì che il corpo umano reagiva in modo particolare: si caricava come se fosse pieno di energia e si scaricava con l’atto sessuale, ma anche col lavoro. Questa energia pura che sta al di sopra delle energie conosciute - elettrica, magnetica, nucleare, gravitazionale - e che Freud chiamava libido, per Reich è l’orgone».
Da dove viene?
«C’è ovunque. L’uomo la assorbe con l’acqua e con il cibo. Reich ne ha dedotto che fosse presente anche nell’atmosfera e ha costruito un accumulatore per immagazzinarla».
Com’è fatto un accumulatore orgonico?
«Un parallelepipedo con pareti da 30 centimetri di spessore, formate da cinque o dieci strati alternati di materiale metallico, in genere lana d’acciaio, e non metallico, tipo lana di roccia o di vetro. L’energia orgonica viene attratta e si accumula all’interno».
Chi gliel’ha detto?
«L’ho misurato col contatore Geiger, con l’elettroscopio e col termometro. Mettendoli all’interno dell’accumulatore, questi strumenti si comportano in modo anomalo. Dentro l’Orac aumenta la temperatura. A tutt’oggi la fisica non riesce a spiegare perché».
Credo che un termometro si comporti in modo anomalo anche se lo chiudo in una scatola di latta, magari esposta al sole...
«Osservazione corretta. Ma la temperatura aumenta maggiormente nell’accumulatore che non nella scatola vuota: in media da 0,5 a 1 grado in più. Insomma, si ha produzione spontanea di calore. Per la fisica tradizionale questo non è possibile, semmai dovrebbe avvenire il contrario, cioè dissipazione. Terzo principio della termodinamica».
Applicazioni pratiche?
«Il dottor Jorgos Kavouras, un medico tedesco di origine greca che ha una clinica a Pödeldorf, vicino a Bayreuth, in 30 anni ha curato parecchie malattie con l’accumulatore, soprattutto gli stati infiammatori. Nella sindrome del tunnel carpale ha ottenuto il 100% di guarigioni. Il dottor Armando Vecchietti, un biologo di Corridonia, in provincia di Macerata, sta studiando da una decina d’anni le applicazioni contro i tumori, partendo dal presupposto che la cellula cancerosa si forma come prodotto secondario quando la carica energetica dell’organismo è bassa. Vecchietti la ricarica con l’uso quotidiano dell’Orac. Ma non spetta a me parlarne. Io sono un ingegnere, non mi occupo di medicina».
Però lei lo usa.
«Ogni tanto. Dopo, mi sento meglio».
E la sua compagna?
«Ornella ha paura. Come mia madre, che però una volta ha voluto provarlo e all’uscita era molto più tonica. Invece ci entra mio padre Antonio. A 80 anni fa ancora il contadino. Abbiamo usato l’accumulatore orgonico anche per caricare di energia il mais da semina, ottenendo raccolti eccezionali».
Sarà dipeso dai fertilizzanti.
«No, l’ho sperimentato con metodologia scientifica. Strisce di terreno alternato in uno stesso campo: semente trattata, semente non trattata. Parità di condizioni, diversità di risultati».
Immagino che con l’acchiappanuvole non avrete avuto problemi di siccità...
«Qui entriamo nelle applicazioni dell’orgone in meteorologia. Mi scuso se a tratti le sembrerò evasivo, ma l’argomento è delicatissimo. Non vi è una legislazione in materia, in nessun Paese, come capisce bene. Lei non ha idea dei disastri climatici che potrebbero essere provocati dall’uso dissennato di un cloudbuster. Il più potente è in grado d’influenzare i sistemi nuvolosi lungo un fronte di 700-800 chilometri».
Intanto mi spieghi com’è fatto.
«Tubi di ferro, in quantità, lunghezza e diametro variabili, puntati verso il cielo e collegati fra loro da tubi metallici flessibili. Quest’ultimi vengono tuffati in acqua corrente: fiumi, torrenti o laghi. Secondo Reich l’acqua è l’elemento che in natura più attrae e trattiene l’orgone. I tubi convogliano l’energia orgonica nell’acqua, che la porta via».
Mi sfugge l’utilità dell’operazione.
«In questo modo si riduce la quantità di orgone nell’atmosfera. Ora, Reich aveva osservato che quando entrano in contatto due concentrazioni di energia orgonica, una grande e una piccola, la più piccola alimenta la più grande. Un controsenso, per le leggi della fisica».
Vada avanti.
«La piccola energia che resta in cielo nella zona di puntamento del cloudbuster migra spontaneamente verso le concentrazioni più grandi. Se il cielo è limpido, si formano nubi, perché la nuvola è un altro forte concentrato di energia orgonica».
E piove nel Sahara.
«È quello che il professor Bernd Senf, docente alla Berlin school of economics, è riuscito a fare a partire dal 2004 con l’ingegner Madjid Abdellaziz nel deserto dell’Algeria, a El Haouita. Ora lì si coltivano mele, arance e fichi».
Ma se la zona era desertica, l’acqua corrente in cui affondare i tubi flessibili dove diavolo sono andati a prenderla?
«Hanno scavato un pozzo profondissimo».
Tanto valeva usare l’acqua del pozzo per irrigare, le pare?
«Non sarebbe stata certo sufficiente per coltivazioni che si estendono su parecchi ettari. Invece ora la pioggia lì bagna regolarmente un’area del diametro di circa 100 chilometri. Analoghi risultati sono stati raggiunti nei deserti della Namibia e dell’Eritrea dal professor James De Meo, direttore dell’Orgone biophysics research laboratory di Ashland, nell’Oregon».
Ma lei ha fatto piovere o ha visto far piovere a comando in Italia?
«Non posso rispondere. Gliel’ho detto: stiamo parlando di un’arma. Tant’è vero che, dopo una conferenza tenuta a Roma con lo psicoterapista Luigi De Marchi e la giornalista Gabriella Belisario Barberini, sono stato avvicinato da un signore che si occupa di strategie militari. Mi limito a dirle d’aver visto De Meo all’opera in una zona della Francia colpita da siccità, nell’aprile di tre anni fa. Lo aveva convocato un allevatore che non sapeva più che cosa dar da mangiare al suo bestiame. Dopo 48 ore pioveva e l’erba è tornata a crescere».
Se la sentirebbe di far piovere su commissione in qualche Comune della Sicilia?
«Sì».
Dunque perché tanta reticenza?
«Non vuol proprio capire. Non è come giocare al piccolo chimico. E se poi qualche scriteriato, privo di studi, innesca sistemi nuvolosi che non riesce a controllare?».
Le risulta che sia accaduto?
«Temo di sì. Difficile spiegare altrimenti frequenza e gravità delle alluvioni registrate negli ultimi anni in Europa».
Il presidente del Consiglio avrebbe già dovuto convocarla.
«Dubito che Romano Prodi conosca queste materie».
Carlo Rubbia, il Nobel, allora.
«La scienza di oggi si basa sull’assunto di Einstein, secondo cui il cosmo è vuoto. Invece Reich sosteneva che è pieno di energia orgonica, grazie alla quale viviamo. Governi e scienziati possono andare a vedere i risultati nel deserto dell’Algeria. Sono là, sotto gli occhi di tutti. L’uragano Edna, che minacciava di devastare il Maine, fu deviato da Reich nel 1954. Un suo allievo, lo psichiatra Richard Blasband, vivente, nel 1967 riuscì a dirottare l’uragano Doria, creando i venti che lo risospinsero sull’Oceano Atlantico. È tutto documentato».
Ma far piovere nel deserto sarà un bene?
«Diecimila anni fa nel Sahara c’erano laghi e fiumi, ci vivevano leoni, elefanti, giraffe, coccodrilli e la temperatura media era di 26 gradi. Tutti i deserti si possono rinverdire, assicura il professor De Meo. La decisione spetta solo ai governi».
Reich identificava sé stesso con il messia e l’energia sessuale con Dio.
«Identificava l’orgone con un’energia organizzatrice, vitale. Chiunque abbia conoscenza si sente nel suo piccolo un portatore di novità, se non proprio un messia».
La stampa americana lo descriveva come un pornografo.
«Ho letto tutti i suoi libri e non vi è nulla di questo, nessun suggerimento ad andare a letto con trenta donne».
Reich riteneva che la scarica di energia sessuale fosse necessaria per preservare intatte le funzioni biologiche dell’organismo. I religiosi che hanno fatto voto di castità sono tutti malati?
«Secondo Reich sì».
E secondo lei?
«Non saprei. Però mi sembra preferibile il carica e scarica».
Parenti e amici che cosa pensano delle sue ricerche?
«Ornella mi asseconda con scetticismo propositivo. I colleghi mi sfottono».
S’è dato una spiegazione del perché larga parte dell’umanità nutre un’istintiva diffidenza verso i grandi sacerdoti dell’«altra» scienza?
«La gente ha bisogno di sicurezze e quieto vivere. Soltanto un uomo ebbe il coraggio di far vela verso l’ignoto. E scoprì l’America».
In quanti siete in Italia a credere all’orgone?
«In campo psichiatrico, molti. In campo biofisico, pochi. Non vorrei dire una decina, ma quasi. Di seri, ancora meno».
Non sarà che la maggioranza ha ragione e la minoranza torto?
«Se la maggioranza avesse sempre ragione, non avremmo la luce elettrica e i motori a corrente alternata di Nikola Tesla, che passava per pazzo. La filosofia della scienza insegna che c’è un’evoluzione continua».
Ha capito come mai lei è venuto al mondo? Solo perché fra suo padre e sua madre si sprigionò per una manciata di minuti l’energia orgonica?
«Scientificamente è così. Ma perché questo accada, non lo so proprio».
(407. Continua)
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