False credenze sui nei e i loro pericoli

Sui nevi circolano numerose credenze alcune delle quali infondate. Ma quali sono le verità e quali le bugie comuni?
I nevi traumatizzati o feriti facilmente si trasformano in melanoma. FALSO: I traumi accidentali e ripetuti, come l’attrito esercitato da cinture e reggiseni, le ferite da rasoio o gli sfregamenti sugli scogli, non trasformano i nevi in melanoma, ma li infiammano.
Viceversa andrebbe fatto valutare dal dermatologo un nevo non traumatizzato che, senza causa apparente, inizia a sanguinare o mostra segni di infiammazione, come arrossamento e eventuale gonfiore.
Le voglie della madre si trasformano in nevi ed angiomi sulla pelle del figlio. FALSO. Si tratta di una falsa credenza molto fantasiosa.
L’insorgenza di nevi nell’infanzia non è un fattore di rischio per lo sviluppo del melanoma.
VERO. I nevi si osservano in circa l’1% dei neonati e continuano a comparire durante la vita raggiungendo un picco intorno ai 30 anni.
Il melanoma fortunatamente nel bambino è raro e quando compare lo fa più frequentemente su nevi congeniti sì, ma giganti, con diametro superiore ai 20 cm.
Le ustioni solari, soprattutto nell’infanzia, prima della pubertà, costituiscono un fattore di rischio per lo sviluppo di melanoma.
VERO. Bambini e ragazzi debbono usare creme di protezione dal sole ed evitare esposizioni prolungate.
Attenzione quindi anche alle circostanze che aumentano il rischio o riducono la percezione del sole: altitudine, riflessione della luce solare da parte di specchi, acqua, neve e ghiaccio, riduzione della sensazione di calore per vento, freddo o nubi.
Un fattore di rischio importante per il melanoma è l’alto numero di nevi. VERO. Più alto è il numero di nei più alto è il rischio. In questi soggetti l’eventuale melanoma si può sviluppare sia su uno dei nevi esistenti, sia su cute sana.
Il melanoma insorge sempre su nevi preesistenti.
FALSO. Può insorgere su nevi già esistenti, ma perlopiù compare su cute sana
«I nevi non vanno toccati»; asportarli è pericoloso.
FALSO. L’asportazione chirurgica dei nei non presenta alcun pericolo. La mancata asportazione chirurgica dei nei a rischio o sospettati di essere un melanoma rappresenta semmai una grande imprudenza non consentendo un atto terapeutico preventivo o risolutivo.