False vittime della Shoah, truffa da 42 milioni di dollari

Hanno falsificato centinaia di carte e documenti, inventando false vittime della Shoah e ottenendo così rimborsi per 42 milioni di dollari negli ultimi 16 anni. È l'incredibile storia di una megatruffa scoperta dall'Fbi ad opera di 11 impiegati di un fondo newyorchese, specializzato nella difesa degli interessi dei superstiti dell'Olocausto. Come scrive il New York Times, questa organizzazione era nata negli anni '50 per fornire assistenza finanziaria a tutti gli ebrei in grado di dimostrare di essere stati perseguitati dalla barbarie nazista, durante la seconda guerra mondiale. In particolare questo fondo, con sede a New York, si occupava di istruire le cause nei confronti del governo tedesco per ottenere le risorse finanziarie stabilite dalla legge come risarcimento dei gravissimi danni ricevuti da parte del Terzo Reich.
Ma negli ultimi tempi, tutte queste pratiche per ottenere i soldi si sono arricchite di particolari di fantasia, provocando una gigantesca truffa, resa più grave dal fatto che poggia sulla tragedia più grave patita dal genere umano, lo sterminio degli ebrei nei lager nazisti. Con la complicità dei richiedenti dei rimborsi, il fondo si occupava di produrre carte false, falsi certificati di nascita e tutto il resto. Poi, una volta che il rimborso veniva erogato, i falsari venivano ricompensati lautamente dai loro clienti, i finti superstiti della Shoah.
Tutta l'operazione è stata resa possibile dall'istituzione nel 1951 di due programmi di lavoro, finanziati negli Usa con la collaborazione del governo tedesco. Uno di questi programmi, chiamato Hardship Fund, si occupava di rifondere i profughi ebrei cacciati dal regime nazista. La maggior parte dei beneficiari di questo fondo veniva dai paesi dell'ex blocco sovietico, dove questa gente aveva trovato rifugio durante la seconda guerra mondiale. Il secondo programma, chiamato Article 2, provvedeva a dare del denaro agli ebrei che erano sopravissuti alla Shoah e avevano vissuto sotto falso nome nei ghetti o in carcere, o anche quelli che erano usciti vivi dai lager. A tutti loro, questi fondi assicuravano un vitalizio. Questi due programmi fanno capo a una istituzione americana, la Conference on Jewish Material Claims Against Germany, che materialmente si occupa di girare le richieste di risarcimento al governo tedesco.
E sono stati proprio loro a scoprire la truffa, insospettiti dal fatto che nel giro di due settimane erano state presentate domande praticamente identiche. A quel punto hanno cominciato a fare le loro ricerche, e hanno scoperto almeno 5.000 pratiche certamente false, tra il 2000 e il 2009. Poi, a carico di un secondo fondo, altre 658 domande altrettanto illecite, presentate tra il 1993 e il 2009. Alla fine, la frode riguardava una montagna di denaro, 42 milioni di dollari, andati a finire nelle tasche di chi s'è arricchito alle spalle della Shoah.