Il falso amor patrio della sinistra

Pd e Udc indignati per lo sfogo di Bonn. Ma da anni lanciano fango contro il premier e l’Italia

Silvio Berlusconi è intervenuto al congresso del Partito popolare europeo a Bonn. Ha parlato di molte cose e, fra l’altro, ha parlato di alcune cose che in Italia non vanno e della sua volontà di riformarle. Tra queste, la giustizia. Non l’avesse mai fatto. Figuratevi che gli hanno detto che non si va a parlare male dell’Italia all’estero. Avete letto bene, non è un refuso. Dopo alcuni anni, e in particolare gli ultimi due, dove l’Italia all’estero è stata dipinta come un bordello, un covo di ladri, un’economia non all’altezza della situazione perché la piccola e media impresa non è presentabile, un posto dove chi governa non è legittimato a farlo. Ebbene dopo tutto questo infangamento costante ora, quando Berlusconi, per una volta (non accade praticamente mai) ha l’ardire di affermare che la giustizia in Italia non funziona ed è politicizzata, allora si grida allo scandalo. Nella Bibbia li chiamavano farisei o anche sepolcri imbiancati. Ci dispiace che si siano distinti in queste affermazioni gli onorevoli Enrico Letta e Rocco Buttiglione che certamente non hanno carenze intellettive né culturali tali da prendere uno strafalcione del genere. Se non lo dicesse anche Di Pietro ci preoccuperemmo e ci informeremmo subito se è in buone condizioni di salute oppure no. Se non lo dicesse Rosy Bindi penseremmo a una sorta di Damasco sulla via di Arcore. Ma da questi due onorevoli ci dispiace perché allora vuol dire che siamo in quella notte, come sosteneva Hegel, dove tutte le vacche sono nere.
Di cosa deve parlare il leader di un partito, che è all’interno del Partito popolare europeo, se non della sua volontà di riforme e dei problemi che incontra a portare avanti queste riforme? Una cosa è parlare delle difficoltà che un leader incontra nella sua attività politica e che è assolutamente legittimo fare. Quello che non è legittimo fare è infangare continuamente il proprio Paese, anche all’estero, provocando danni importanti solo ed esclusivamente per delegittimare il più possibile il proprio avversario politico. In questo caso, Silvio Berlusconi.
Sono pochi gli economisti, in Italia ma soprattutto all’estero, che non abbiano ormai affermato che certamente la recente crisi economica ha avuto un aspetto psicologico centrale. I consumatori, gli imprenditori, coloro che investono lo fanno in un clima dove la loro propensione, sia essa al consumo o all’investimento, sia alimentata da un clima favorevole. Questo non significa che non si debba discutere anche animatamente di ciò che accade. Significa non invocare la morte di Sansone e di tutti i filistei, perché questo è avvenuto in Italia. In un momento di crisi dove si sarebbe dovuta spronare la nazione a rimboccarsi le maniche, a fare tutto ciò che era possibile per il rilancio dell’economia, non si è fatto altro che sparlare del Paese pur di parlar male di chi era al governo. Come se ci fosse chi a governare è legittimato comunque e chi no. Come se ci fosse chi può parlare all’estero male dell’Italia e chi non può criticare all’estero la giustizia italiana. Come se al posto dei tribunali in Italia ci fossero tante casette di Alice nel paese delle meraviglie. Che modo di ragionare è questo? Che modo di concepire i rapporti fra maggioranza e opposizione si vorrebbe instaurare in Italia?
Hanno detto che non si devono lavare i panni sporchi italiani fuori dall’Italia. Peccato che lo dicano persone che di professione sembra che siano sarti di panni sporchi, che li confezionano addosso agli avversari politici quotidianamente. È peggio parlare dei problemi della giustizia in Italia, all’estero, o parlare male di tutta l’Italia e del suo governo con effetti depressivi anche sullo sviluppo economico del nostro Paese?
La sinistra in Italia ci fa apprezzare la vita perché comunque riescono sempre a meravigliarci, la fantasia con loro supera di gran lunga la realtà. Peccato, in negativo.