La famiglia Fieschi parla di sé

La storiografia genovese, finora povera di studi sulle famiglie della città medievale, si arricchisce di un'opera di grande interesse per la conoscenza di uno dei maggiori casati del medioevo italiano. Il volume di Marina Firpo, La Famiglia Fieschi dei Conti di Lavagna. Strutture familiari a Genova e nel contado fra XII e XIII secolo, edito da De Ferrari, ricostruisce le vicende dei Fieschi, uno dei rami derivati dal «consorzio» (o gruppo di famiglie) dei conti di Lavagna, a partire dalla probabile origine obertenga, seguendo le varie tappe della loro ascesa: l'espansione territoriale dei conti di Lavagna prima e dei Fieschi poi nella Liguria di Levante e nell'Appennino tosco-ligure-emiliano, a macchia di leopardo, con il controllo di cruciali zone di transito; l'inserimento nella società mercantile genovese e nel tessuto urbano; lo scontro aperto con il comune e con le famiglie più potenti, fino alla lotta aspra e all'accordo di pace del 1276.
Rispetto alla classica modalità di insediamento genovese, cioè la «curia» familiare a spazio ristretto, i Fieschi privilegiarono un insediamento aperto, in luoghi prestigiosi, avventurandosi anche oltre la cinta delle mura per la costruzione del quartiere di Carignano. La strategia di alleanze matrimoniali prevedeva - con occhio attento allo scenario politico ed economico del momento - che i figli maschi stringessero legami con alcune delle principali famiglie all'interno del comune di Genova (Grillo, della Volta, Doria, de Mari), e che le figlie si sposassero invece prevalentemente al di fuori della giurisdizione comunale, per consolidare rapporti già esistenti o stabilire nuove alleanze.
Tra i personaggi storici rievocati spiccano membri del clan che nel XII secolo ricoprivano ruoli chiave nei rapporti con il comune, altri che godevano del privilegio di riscuotere prebende da paesi come la Francia e l'Inghilterra, ma anche ecclesiastici con cariche importanti a Genova, a Parma e nelle gerarchie romane. La fortuna dei Fieschi toccò l'apice nel XIII secolo, sotto il pontificato di Innocenzo IV, al secolo Sinibaldo Fieschi, grazie anche al suo uso spregiudicato del nepotismo e al ricorso al matrimonio come strumento di lotta contro Federico II (un esempio sono le nozze della nipote Beatrice con Tommaso II di Savoia, combinate per conquistare i conti di Savoia alla causa del papato).
La ricerca, condotta in massima parte presso l'Archivio di Stato di Genova e l'Archivio Capitolare di Parma, offre al lettore - sulla base di numerosi documenti inediti - alberi genealogici più completi di quelli già noti e biografie più dettagliate. Emerge il ruolo alacremente svolto dalle donne del clan per rafforzare, tramite il matrimonio, i rapporti familiari, risposandosi se restavano vedove. Ma scopriamo anche che i figli naturali, pur essendo esclusi dall'eredità del patrimonio, svolgevano spesso incarichi significativi all'interno della famiglia e potevano perfino fregiarsi del titolo nobiliare.
Marina Firpo, «La famiglia Fieschi dei Conti di Lavagna». Strutture familiari a Genova e nel contado fra XII e XIII secolo, De Ferrari Editore, Genova 2006, pagg. 320, euro 25,00.