La famiglia suicidi: 3 fratelli morti in 3 anni

Figlio di un noto avvocato del paese si impicca in casa. Prima di lui si erano avvelenate le due sorelle

Gaetano Ravanà

da Agrigento

Si è tolto la vita nella villetta di famiglia, una struttura che si affaccia sulla splendida scogliera bianca denominata «Scala dei Turchi» che volge lo sguardo al mare africano, uno dei posti più incantevoli dell’Agrigentino. Si è suicidato nella stessa zona dove l’8 giugno del 2005 aveva deciso di lasciarsi morire la sorella, Alessia Maria Bianca, di 35 anni. Nel 2004, un’altra sorella, Viviana, 35 anni, si era tolta la vita all’interno del suo appartamento del Villaggio Mosè, una zona periferica del capoluogo. A trovare il corpo di Paolo Sidoti, 41 anni, sono stati alcuni familiari, che si erano insospettiti di non vederlo in giro. Inutile l’allarme, inutili i soccorsi. Per Paolo Sidoti, figlio del noto avvocato Pasquale, esponente di spicco del Partito repubblicano in provincia di Agrigento e candidato nel 2001 alle elezioni politiche con Alleanza nazionale, non c’era più nulla da fare. Si è impiccato, forse anche per una delusione sentimentale. Sembra che con la fidanzata il rapporto, negli ultimi tempi, si fosse incrinato e lui, vigile del fuoco in forza al distaccamento di Mazzarino, nel Nisseno, non ha retto al dispiacere. Era un ragazzo perbene, ma evidentemente la sua vita era stata segnata dall’insano gesto che avevano messo in pratica le due sorelle. Così ha deciso di farla finita all’interno della sua casa, tra le sue cose, in un posto che amava tantissimo.
Un dramma nel dramma per la famiglia Sidoti, una famiglia distrutta nel giro di tre anni senza un vero perché. Alessia Maria Bianca si era suicidata ingerendo un cocktail micidiale di alcool e farmaci. Il suo corpo venne rinvenuto sulla spiaggia, la ragazza era ancora in costume. L’altra sorella di Paolo, Viviana, invece si era uccisa all’interno del suo appartamento: la donna si era separata dal marito pochi mesi prima, anche in quel caso aveva assunto diversi medicinali. Secondo gli investigatori la catena familiare di suicidi sarebbe legata a vicende familiari, che hanno causato forti stati depressivi in tutti e tre i fratelli. La famiglia Sidoti è stata sempre molto conosciuta in provincia: lo zio Francesco, per diverse legislature è stato sindaco di Realmonte con il partito del garofano; inoltre, gestisce da qualche tempo anche una clinica privata, proprio nelle vicinanze della stessa spiaggia, dove due nipoti si sono tolti la vita. «È una tragedia. – ha detto Francesco Sidoti -. Posso solo dire che mio nipote è morto a quarantuno anni in seguito alle traversie della sua famiglia. Non credo che vi sia null’altro da aggiungere». Al fratello Pasquale ora rimane il conforto di un’altra figlia che abita a Palermo. Mentre a Realmonte in queste ore non si parla d’altro: «Negli ultimi tempi - dicono alcuni amici - Paolo aveva qualche problema personale. Si notava che non stava benissimo. Ma nessuno poteva immaginare cosa avesse in mente».