Far finta di nulla è la vera pazzia

Ogni volta che si verifica un gesto chiaramente folle, con gravissime conseguenze per coloro che vi si trovano coinvolti, ci diciamo sempre le stesse cose: le malattie mentali esistono e non possono essere cancellate per legge. Tuttavia, passato il primo momento, del problema non si parla più.
Questa volta non sarà così: chiediamo che il governo si occupi con urgenza, senza dilungarsi in sottili sofismi su che cosa possa essere diagnosticato come malattia mentale, o su chi abbia diritto a intervenire per salvaguardare la società dagli impulsi distruttivi di colui che ha perso la ragione. La normativa vigente è del tutto priva di senso. È assurdo pretendere che un folle riconosca di essere folle e autorizzi il proprio ricovero in un reparto psichiatrico; è assurdo pretendere che i parenti se ne assumano la responsabilità quando spesso sono proprio loro le prime vittime dei comportamenti aggressivi del malato; è assurdo pretendere che il medico, pur diagnosticando la pericolosità del paziente, debba ottenere l’autorizzazione di qualcun altro per poterlo ricoverare. Facciamola finita. Le malattie mentali vanno curate in apposite strutture senza che queste debbano riportare alla mente gli antichi manicomi, i letti di contenzione, gli elettroshock coercitivi, medici o infermieri sadici o criminali.
Ci ricordiamo, forse, quando ogni giorno ci ricoveriamo in un ospedale, che in quello stesso ospedale si mettevano tre malati in un solo letto, o che nelle corsie girovagavano capre e mucche per l’alimentazione dei neonati? L’assistenza ai malati di mente si gioverà di tutti i progressi nel costume igienico, nelle terapie, nel rispetto per i cittadini che sono abituali nella nostra società. Se qualcosa di antico è presente nelle normative sul trattamento psichiatrico, questo è proprio il tabù che vieta perfino di adoperare il termine «follia» e che pretende di cancellarne l’esistenza con la forza della magia.
Sappiamo bene che la diagnosi psichiatrica è difficile e che non sempre le ipotesi e le teorie delle varie scuole sono concordi. Questo però accade per quasi tutte le patologie, anche per quelle più diffuse e più gravi come, per esempio, il cancro. Ciò non toglie che ognuno di noi cerca di curarsi e spera di guarire, conservando fiducia nei medici e nelle terapie oggi esistenti. Facciamo lo stesso con le malattie mentali, anche se perdere la ragione fa più paura all’uomo di qualsiasi altra cosa. È in questo che siamo «uomini»: la razionalità, il comportamento funzionale al nostro sistema logico, è l’unico strumento che possediamo per vivere da uomini, per combattere e per vincere la nostra battaglia contro qualsiasi nemico, ivi comprese le malattie mentali.
Affrontiamole da uomini. Il governo prepari immediatamente nuove normative: semplici, attuabili, «razionali». I medici preparino strutture ospedaliere adatte; accoglienti, serene, nelle quali si possa entrare e uscire senza timore, senza vergogna, contenti di potersi affidare a qualcuno che ci impedisca di fare del male a chi ci circonda.