Il Fatto è nel pallone Cicchitto ora replica: "Allo stadio io pago"

Le bufale anticasta del giornale che accusa il capogruppo Pdl di avere il posto gratis all’Olimpico. La risposta: macché scroccone, sono abbonato

Roma Che i colleghi del Fatto Quotidiano non credessero nemmeno tanto al presunto scoop lo dimostra un piccolo particolare: la fotografia è collocata stancamente nella parte bassa di pagina 14 dell’edizione di ieri, non ben in evidenza come quando la pietanza è succulenta. Ma proprio questa sciatteria rende più evidente la malafede di chi ha pubblicato l’immagine di Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, al telefono nella tribuna autorità dello stadio Olimpico domenica scorsa in occasione di Roma-Cagliari. Cicchitto sorride ma, garantisce, «la foto è stata scattata prima della partita. Dopo la partita, con la Roma sconfitta, ho cambiato umore».

Ma il problema, secondo il quotidiano diretto da Antonio Padellaro, non è il risultato dei giallorossi di Luìs Enrique. È che lì, su quella poltroncina azzurra, Cicchitto non avrebbe dovuto esserci: nella didascalia che accompagna la fotografia si parla di «privilegi della casta politica» e di «Olimpico gratis per Cicchitto». Frasi pescate a casaccio dal più stantio vocabolario dei luoghi comuni, consultato pigramente in un lunedì come tanti altri, tanto per vellicare l’ira dei cittadini comuni, intenti si presume a piangersi addosso a causa della crisi economica.

Demagogia da quattro soldi alla quale non abboccano probabilmente nemmeno i compiacenti lettori del giornale dalla testata rossa. Innanzitutto perché Cicchitto il suo obolo alla squadra del cuore lo versa ogni anno: «Per amore di verità - spiega il capogruppo del Pdl alla Camera - tengo a precisare che come ogni anno ho pagato l’abbonamento all’As Roma in tribuna Monte Mario. La mia tessera ha il numero di serie 013000224256». Quindi anche se si accomoda in tribuna autorità, Cicchitto il suo posto all’Olimpico ce l’ha, pagato di tasca propria.

Ma non è nemmeno questo il punto. Al quotidiano sanculotto dà proprio fastidio il concetto filosofico di tribuna autorità. Se - si badi - a beneficiarne sono esponenti della maggioranza. «La tribuna autorità - dice Cicchitto - è sempre esistita e mi sembra quindi demagogico scoprirlo sulla mia pelle». Sul Fatto Quotidiano infatti non si ricorda altrettanto interesse sulle passioni calcistiche di altre (più o meno) autorità, compresi, come fa presente lo stesso Cicchitto, «numerosi magistrati, alcuni dei quali molto più fotogenici del sottoscritto». Quando, lo scorso 29 maggio, lo stadio Olimpico ospitò la finale di Coppa Italia tra Inter e Palermo, le stesse poltroncine azzurre griffate Coni della tribuna autorità ospitarono tra gli altri i rispettabili lombi del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso e del procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo Antonio Ingroia, entrambi giunti per tifare Palermo e andati via dallo stadio con lo stesso umore di Cicchitto: i rosanero, infatti, quella coppa la persero. La tribuna autorità porta male? Forse. I due magistrati antimafia avevano pagato il biglietto per la supersfida di fine stagione? Possibile, probabile. Anzi, quasi certo.

Il punto non è questo: è che nei giorni successivi nessuna foto di questi avvistamenti all’Olimpico comparve sul Fatto Quotidiano. Così come mai ci è capitato di vedere foto con Massimo D’Alema, Achille Serra, Francesco Rutelli, tre dei tanti politici che amano guardare la partita da lì. Eppure le foto, giuriamo, ci sono. Ma evidentemente per il Fatto Quotidiano non si tratta di scoop...