In fatto di presepi Genova batte Napoli e va a dirlo in tivù

«È necessario che si sappia, oltre i confini regionali, che a Genova, prima ancora che a Napoli, nel '600 fiorì quella che è poi diventata la tradizione del presepe artigianale. Una tradizione che nelle festività natalizie viene riproposta in tutto il suo splendore. E privare gli italiani del patrimonio che c'è qui a Genova, non è corretto». La premessa è di Nando Dalla Chiesa, consulente del sindaco per la Promozione della città, che aggiunge: «Abbiamo bisogno di visibilità. E la visibilità passa anche attraverso l'informazione». Così per il fine settimana in città, le telecamere di «Festa Italiana» (Rai Uno); di «Uno mattina»; Rai International; del Tg5; Tg4; Tg2 e de La 7 hanno filmato e catturato immagini di «Genova, Città del presepe».
«L'iniziativa è nata per promuovere a livello nazionale i presepi genovesi. Ogni anno Napoli va in scena con le sue statuine e con l'attualità, Genova invece deve salire sul palcoscenico con la sua tradizione», sottolinea Dalla Chiesa.
Per i giornalisti e i cameraman - coordinati da Melina Cavallaro, responsabile ufficio Promozione Nazionale Grandi Eventi di Genova; da Maria Elisabetta Zorzi, responsabile dell'Area Eventi e Tradizioni del Settore Promozione della Città di Genova e da Giulio Sommariva, direttore museo Accademia Ligustica Belle Arti, - l'appuntamento era a Palazzo Tursi. La prima tappa è stata il presepe della Madonnetta al Santuario di Nostra Signora Assunta di Carbonara (originale creazione del barocco ligure del XVII secolo), abbarbicato a mezza costa sulle colline che salgono al Righi. Ad accoglierli padre Carlo Moro, rettore del santuario. Dopo una breve visita, l'attenzione si è concentrata sullo storico presepe permanente, ambientato scenograficamente nella Genova antica e allestito nella grotta del santuario. «È un presepe che nasce e cresce con la chiesa - ha spiegato padre Carlo -, conosciuto come quello di Anton Maria Maragliano, ma arricchito di tante altre mani, che rappresentano la visualizzazione del Cristo». Sulla strada del ritorno, gli ospiti sono stati accompagnati poi in una passeggiata guidata nelle Strade Nuove tra i Palazzi Rolli. Le troupe dopo aver filmato i tetti di Genova hanno ripreso il presepe genovese del Settecento a Palazzo Rosso.
«Si tratta di un presepe scenografico animato da figure settecentesche appartenenti alle collezioni civiche, nella tradizione dei grandi presepi allestiti dai Brignole Sale nel XVIII secolo - ha spiegato Sommariva, che studia i presepi genovesi da oltre trent'anni -. Questo è un presepe vicino alla scultura, certamente opera di Pasquale Navone (1746/1791)». Le telecamere sono poi entrate nel negozio di oggettistica la «Butteghetta Magica», presente in via della Maddalena da oltre 178 anni, e tutta dedicata alle tradizioni antiche della città.
Nel pomeriggio c'è stata la visita del micro presepe in cera al museo dell'Accademia Ligustica. Si tratta di un opera del ceroplasta bavarese di origine italiana Johann Baptist Cetto, il quale con una tecnica prodigiosa rappresentava minuscole scene assai ricercate.
Le stesse telecamere hanno poi fissato l'immagine di un mendicante del settecento già vestito di jeans ne «La magia del Natale. Dai maestri della pittura al presepe meccanico» al museo dei padri Cappuccini nel santuario di Santa Caterina Fieschi.
«È un viaggio alla scoperta dell'infanzia di Gesù così come l'hanno raccontata i maestri del Cinquecento e del Seicento, con uno sguardo alla produzione genovese. Grande rilevanza, accanto al già noto presepe di scuola del Maragliano, è il presepe meccanizzato, donato da Franco Curti e unico nel suo genere. Non ci dimentichiamo che un presepe genovese si distingue da altri perché molto povero nell'ambientazione e ricco invece nei costumi», ha concluso Padre Vittorio Casalino, direttore del Museo.