Fazio, Carrà, Proietti & C Dai pacchi di Raiuno esce un poker di candidati

La Rai indicherà il nome alla Endemol. Anche Chiambretti tra i papabili

Paolo Giordano

da Milano

Allora da stasera non sono più affari suoi, il posto è vacante e inizia la tombola per la successione. Bonolis conduce l’ultima puntata della sua «commedia dell’arte» (Francesco Alberoni dixit) e se ne va consegnando alla concorrente una vittoria inversamente proporzionale al valore del programma: venti centesimi. Affari tuoi è stato invece il format dalle uova d’oro che in due stagioni ha concesso a Raiuno una media di share mai inferiore al 34 per cento con punte fino al 45, che in termini più semplici equivalgono a oltre quindici milioni di teleaffaristi. Prima di far partire la sigla finale di quest’ultima puntata (registrata il 5 maggio), Bonolis ha giochicchiato con il notaio («Leggo lacrime nel suo sguardo»), si è goduto gli applausi e coccolato lo striscione esibito da un pubblico in sala che sembrava quello della Curva Sud: «Paolo nun ce lascià, senza de te nun se po’ stà». Poi ha citato Lucio Battisti («Quello che sarà lo scopriremo solo vivendo») e ha fatto le valigie. Bye bye. Ora lui è a Mediaset, il suo manager «salesiano» Lucio Presta conferma che «rende e guadagna tre volte più della Ventura» e l’unico groviglio da sciogliere è quello di chi lo sostituirà in quella golosissima fascia di access prime time dopo il tiggiuno. Innanzitutto, la procedura da seguire. La Rai deve indicare un nome (potrebbe essere qualsiasi) e la società produttrice del format, la aurea Endemol, avrà potere di veto. In caso di no, rimane la possibilità estrema, ossia la migrazione di Affari Tuoi sulle tracce di Bonolis a Mediaset. E, per dirla tutta, oggi sembra difficile che Viale Mazzini abbia sottomano un Tantalo in grado di portarsi sulle spalle nove milioni di spettatori a serata con la prospettiva di conservarli. Vedremo.
Come oramai è consuetudine, il telemercato ha già snocciolato un poker di candidati candidabili, ciascuno con la sua bella faretra di pro e contro. Quella di Claudio Bisio, come si sa, è evaporata subito, visto che lui non si muoverà da Mediaset per altri due anni. Rimangono gli altri. Proprio in attesa del verdetto (che non sembra imminente), l’incontro di mercoledì tra il direttore generale Flavio Cattaneo e il neoconsigliere anziano Alessandro Curzi ha sottolineato la «possibilità di affidare nuove proposte di spettacolo a Fabio Fazio». Che quindi è il candidato principe. Uomo di punta della Rai, poi spuntato e transfuga a La 7, infine figliol prodigo con Che tempo che fa (che tra l’altro è firmato Endemol), ha dalla sua il sottile consenso dei vertici, l’incontestabile capacità di duettare con gli ospiti, di incalzarli, di ironizzare e di essere quindi un format nel format. Però è - sembra - ancora dietro la lavagna, in castigo per essersi preso la libertà inaudita di migrare a La 7.
Chi invece ha un pedigree Rai pressoché immacolato è Raffaella Carrà, che tra l’altro è in cerca di collocazione. Dalla sua, naturalmente, l’esperienza, oltre che il marchio pionieristico di chi ha in sostanza inventato i giochi d’azzardo televisivi, legati più che altro alla fortuna (ricordate il tormentone di quanti fagioli c’erano nel vaso?). Ma non sarà facile «adattare» il programma a Raffa, tra l’altro abituata a spettacoli meno incalzanti e più confidenziali. A occhio e croce, sembrerebbe più adatto Piero Chiambretti, che ha i tempi giusti per mantenere sempre vibrante la tensione del suo ipotetico Affari Tuoi. Ma le sue scelte professionali (tra l’altro premiate dal successo di culto conquistato con Markette) sembrano più vicine alla seconda o terza serata che all’access prime time di Raiuno. Rimane - per dare proprio voce a tutte le ipotesi - Gigi Proietti, il cui nome è stato sventolato anche per il prossimo Festival di Sanremo. Con lui al comando, ci sarebbe la teatralizzazione di Affari tuoi, forse inadatta a quella fascia oraria. Intanto, le solite voci di corridoio ipotizzano un imminente annuncio a sorpresa del direttore di Raiuno, Fabrizio Del Noce. Ma è la solita girandola di se e di ma in attesa dei comunicati ufficiali che spegneranno quest’ultimo tourbillon prevacanziero.