Fazio: «Ho messo la firma» Fiorani: «Ti bacerei in fronte»

Le intercettazioni della Guardia di finanza tra il banchiere di Lodi e il Governatore di Bankitalia

Gianluigi Nuzzi

da Milano

Dal 24 giugno scorso il telefono di Giampiero Fiorani, amministratore delegato della Banca popolare italiana, è intercettato ventiquattro ore su ventiquattro. Per un mese esatto gli inquirenti delle Fiamme Gialle hanno registrato tutte le sue conversazioni. A iniziare da quelle con il governatore di Bankitalia Antonio Fazio e con sua moglie Cristina Rosati, sino a quelle con l’imprenditore bresciano Emilio Gnutti.
Nel brogliaccio delle conversazioni, i colloqui si intensificano dopo l’8 luglio quando «viene protocollata la conclusione negativa dell’istruttoria su Bipielle» compiuta dagli ispettori in merito al «controllo di Antonveneta». Quella più significativa risale a qualche giorno dopo, è infatti il 12 luglio e Bankitalia ha appena dato l’ok a Lodi per l’Opas. A mezzanotte trilla il telefono di Fiorani (GF), dall’altra parte della linea c’è il governatore (AF).
AF: «Ti ho svegliato?»
GF: «No, no...».
AF: «Vabbene, ho appena messo la firma».
GF: «Tonino, io sono commosso, io ti ringrazio... ti ringrazio... ho la pelle d’oca... io guarda Tonino ti darei un bacio sulla fronte ma non posso farlo... so quanto hai sofferto, ho sofferto anch’io con la struttura, con i miei legali e prenderei l’aereo e verrei da te in questo momento se potessi».
Qualche giorno prima, il 5 luglio, quando Abn Amro chiede alla Consob di prorogare i tempi per l’offerta su Antonveneta, Fazio e Fiorani si risentono:
AF: «Allora se tu vieni da me verso le 15, le 15.30, stiamo insieme un’ora, un’ora e mezza che... diciamo... perché voglio verificare un insieme di cose».
GF: «Sì, sì... va bene...».
AF: «Allora... l’unica cosa passa come al solito... dal dietro... dietro di là».
GF: «Sì va bene...(...) sennò sono problemi».
Un’altra conversazione risalente al 24 giugno è tra la moglie del governatore, Cristina Rosati, e Fiorani: «I due parlano delle divergenze di vedute - annotano gli inquirenti - tra lo stesso Fiorani e tale Gigi, chiamato anche don Gigi (identificato nel senatore Luigi Grillo, ndr), in merito all’evolversi della situazione e alla fine la signora Fazio e Fiorani stabiliscono un appuntamento telefonico con il governatore».
Fiorani riappende il ricevitore, passa qualche tempo e chiama Chicco Gnutti: «Poco dopo contatta il Gnutti - scrivono gli inquirenti - per ragguagliarlo della situazine. Da questa conversazione si capisce che Fiorani ha parlato con il governatore». Il 27 giugno, invece, Fiorani alle 21.40 «parla prima con la signora Fazio - è l’annotazione dei finanzieri - e poi con il governatore di ostilità manifestate nei suoi confronti dalla Consob. Ostilità che parrebbero ostruzionismo».
Dal traffico telefonico e dalle conversazioni trascritte, la Guardia di finanza ritiene anche di aver individuato chi all’interno di Bankitalia «sonda il terreno» per conto dell’istituto di Giampiero Fiorani. «E poi risulta - si legge nel documento - che tale Gennaro (identificato in D’Amico Gennaro, dirigente della Banca popolare di Lodi e già funzionario di Bankitalia) è l’uomo della Popolare di Lodi presso Banca d’Italia ed è l’uomo che tiene i rapporti con Frasca (capo della vigilanza, ndr) e con i funzionari della vigilanza. D’Amico fornisce indicazioni a Fiorani su come dovrà muoversi e sugli umori» che raccoglie alla banca centrale.
In altre conversazioni sempre in riferimento a Gigi, Fazio e Fiorani concordano che «non deve parlare più della vicende e deve stare lontano da qui» per qualche tempo. Mentre in un colloquio tra Fiorani e Gnutti sulle valutazioni negative degli ispettori di Bankitalia, il banchiere fa capire all’imprenditore bresciano che avrebbe interessato chi sarebbe potuto intervenire.
gianluigi.nuzzi@ilgiornale.it