Fecondazione eterologa: fuga all'estero

Sono oltre 2700 gli italiani che ad oggi si recano all’estero dove è consentita la fecondazione eterologa, la tecnica di fecondazione assistita che prevede l’impianto di gameti (ovociti e liquido seminale maschile) mediante ovodonazione e donazione del liquido seminale o anche l'embrio-donazione con la garanzia di anonimato dei donatori<br />

Sono oltre 2700 gli italiani che ad oggi si recano all’estero dove è consentita la fecondazione eterologa, la tecnica di fecondazione assistita che prevede l’impianto di gameti (ovociti e liquido seminale maschile) mediante ovodonazione e donazione del liquido seminale o anche l'embrio-donazione con la garanzia di anonimato dei donatori. Sono gli ultimi dati emersi dalla terza indagine condotta dall’Osservatorio Turismo Procreativo che continua a monitorare quello che da un pò di tempo viene definito turismo riproduttivo. Per inciso la locuzione turismo riproduttivo, indica il fenomeno per cui cittadini provenienti da Paesi in cui vigono leggi molto restrittive in tema di fecondazione artificiale si recano in Paesi esteri dove la legislazione consente terapie ed interventi di fecondazione assistita preclusi nei paesi d'origine. Sono 36 i centri esteri più frequentati dai pazienti italiani dove esistono banche del seme che conservano liquido seminale e dove i donatori lasciano campioni che vengono conservati nel centro ed utilizzati da coppie con problemi di fertilità.

Tra i paesi in cui è consentita la fecondazione eterologa ci sono Austria, Belgio, Danimarca, Gran Bretagna, Grecia, Repubblica Ceca, Spagna, Stati Uniti, Svezia e Svizzera. In particolare sono Spagna e Svizzera a guidare la classifica delle mete più ambite con medici e operatori sanitari che parlano italiano e corsie preferenziali ad hoc per i pazienti in arrivo dalla nostra penisola. “Sulla base delle stime preesistenti che valutano in circa 4000 le coppie italiane protagoniste del turismo procreativo, è lecito affermare dunque che due pazienti italiani su tre vanno all’estero per essere sottoposti a fecondazione eterologa” spiega Andrea Borini, presidente dell’Osservatorio Turismo Procreativo. E’ pur vero che il fenomeno si è alquanto ridimensionato da quando è stata modificata l’attuale legge 40, in vigore dal 2004, che non prevede più il divieto di produrre più di tre embrioni, l’obbligo di impiantare tutti gli embrioni in un’unica soluzione e il divieto di crioconservazione degli embrioni purché la fecondazione sia omologa (gameti appartenenti alla coppia). E’ un problema più complesso invece per le coppie con gravi casi di infertilità causati da sterilità totale, menopausa precoce o cure antitumorali che non hanno altra alternativa alla fecondazione eterologa e si sentono fortemente discriminate perchè varcare i confini del Paese implicherebbe un impegno finanziario non sostenibile.

Ma alcuni non ci stanno e e non potendo confidare in una modifica della legge vigente sono stati depositati più di 10 ricorsi in diverse città italiane tra cui Milano, Bologna, Firenze e Catania da parte di coppie con il patrocinio di un gruppo di avvocati e il sostegno da diverse associazioni di coppie infertili. Due di questi ricorsi, che riguardano la richiesta di donazione di spermatozoi e di donazione di ovociti, sono stati inviati alla Corte Costituzionale, in attesa della data dell’udienza.

Franca Iannici