La Fed risveglia le paure: Ue a picco, Milano -3,2% In fumo oltre 103 miliardi

Chiusura in netta flessione per le borse europee: in pieno agosto la Federal Reserve sembra
esser riuscita a risvegliare la paura nei mercati. Parola d'ordine: incertezza. Molto male Parigi e Londra. Segue Milano

Milano - Oltre 103 miliardi di euro in fumo sulle principali Borse europee che si sono fatte prendere dal panico infuso dal report della Fed. A Londra l’indice Ftse 100 cede il 2,44% a 5.245,21 punti, il Cac 40 di Parigi scivola del 2,74% a 3.628,29 punti mentre il Dax 30 di Francoforte lascia sul terreno il 2,1% a 6.154,07 punti. Seduta molto pesante anche per piazza Affari: l’indice Ftse Mib ha segnato un calo del 3,2% a 20.579 punti e l'Ftse All Share del 3,04% a 21.066 punti.

La Fed risveglia la paura In pieno agosto la Federal Reserve sembra esser riuscita a risvegliare la paura nei mercati. Quella di oggi è stata una seduta di pesanti ribassi nelle Borse europee mentre una protratta fase di recuperi, nelle sessioni precedenti, è stata bruscamente interrotta dai segnali inviati ieri sera dalla Banca centrale americana. La Fed ha rivisto in peggio le previsioni di ripresa economica degli Usa, tanto che ha anche riattivato alcune operazioni di sostegno all’economia, annunciando nuovi acquisti di titoli di Stato. La reazione dei mercati ha richiesto tempo, perché inizialmente ieri Wall Street aveva ridotto le perdite. Ma oggi i timori sono tornati a prevalere, complici anche altri sviluppi negativi.

L'Europa va a picco Londra ha chiuso gli scambi con un meno 2,44 per cento, Parigi meno 2,74 per cento, Francoforte meno 2,10 per cento. Oggi segnali di rallentamento sono giunti anche dalla Cina, dove è stata confermata una moderazione dell’irruenta crescita economica sul secondo trimestre, mentre a luglio l’inflazione ha fatto uno scatto in avanti, superando il 3 per cento. Il caro vita è un tema a cui le autorità cinesi sono particolarmente attente, in quanto è ritenuta destabilizzante, e questi sviluppi potrebbero spingere Pechino a essere ancor più restrittiva nel rimuovere stimoli alla crescita.

Male la rispresa inglese Nel frattempo anche la Banca d’Inghilterra ha rivisto al ribasso le prospettive di ripresa del Regno, e il governatore Mervyn King ha parlato di alta incertezza che grava su Usa e Europa. Intanto in Germania, nonostante la ripresa economica i dati dei tribunali sui primi cinque mesi del 2010 hanno evidenziato una perdurante crescita delle insolvenze tra famiglie e privati. L’euro è tornato a sua volta a calare con forza, prima sotto 1,30 dollari poi ancora sotto quota 1,29. "Incertezza, incertezza, incertezza": è questa la parola d’ordine oggi nelle sale di trading, secondo Javier Perez-Santalla, managing director su futures e mercati esteri della società di brockerage Dinosaur Group. "Ognuno si interroga, cercando di capire quale direzione prenderanno i mercati". Oggi la direzione sembra chiaramente al ribasso, anche se nei giorni scorsi, nell’emergere di vari altri dati che segnalavano indebolimenti dell’economia reale, diversi osservatori si interrogavano sul perché le Borse continuassero a salire.