La Fede non è solo impegno sociale

Il 53,8% dei battezzati italiani ha una conoscenza della religione cattolica scarsa o pessima. Il 46,2 ne ha una conoscenza sufficiente (37,4%) o alta (solo l'8,8%). Questo, in estrema sintesi, è il risultato del sondaggio commissionato dal Giornale sulla conoscenza dei contenuti fondamentali della fede cattolica tra i cattolici battezzati italiani. In un tempo come il nostro nel quale si parla, praticamente ogni giorno, dell'importanza della civiltà occidentale e delle radici giudaico-cristiane di questa civiltà i risultati di questo sondaggio certamente non confortano.
Questo sondaggio è stato fatto ponendo delle domande sul modello di quelle contenute nel celeberrimo Catechismo Tridentino, promulgato da Pio V nel 1566, e adottato dall'intera Chiesa Cattolica e sostituito solo dal Catechismo della Chiesa Cattolica approvato da Giovanni Paolo II nel 1997. È il Catechismo sul quale si sono istruiti e hanno imparato la fede cattolica intere generazioni di italiani. Era fatto da domande brevi e risposte altrettanto brevi che miravano a scolpire nella mente del catecumeno le verità fondamentali della Fede Cattolica: Dio Uno e Trino, l'Incarnazione, la Grazia, la Vita Eterna, i Sacramenti. Quel tipo di conoscenza, oggi, in Italia, la maggioranza dei cattolici battezzati non ce l'ha più.
Poi venne un tempo, nel quale siamo immersi ancora oggi, nel quale si pensò che questo era un modo vecchio, stantio, di trasmettere la fede e che, semmai, sarebbe stato più importante occuparsi dell'ortoprassi (fare le cose giuste) e non dell'ortodossia (credere le verità vere). Il cattolicesimo italiano si ammantò di un velo sociale come se fosse importante solo, o fondamentalmente, fare e non conoscere. Come se il conoscere la fede fosse solo possibile attraverso l'impegno sociale.
Quello che risultava più contraddittorio era poi il fatto che queste stesse persone invocassero la tradizione cristiana a loro sostegno come se essa non si fosse formata proprio grazie a individui che avevano conosciuto quel patrimonio con la loro mente, apprezzato con il loro cuore e, dopo, solo dopo, tentato di renderlo carne nella storia dell'Occidente. Da dove è nato il valore incommensurabile della persona umana? Da dove sono scaturiti i diritti umani naturali? Da questo patrimonio dove la riflessione teologica e filosofica cristiane sono state il motore di tutto questo. Se i cristiani perdono questo patrimonio di conoscenza della Fede Cattolica perdono la possibilità di sapere in quale civiltà vivono e quale è stato e può essere ancora il loro contributo e il loro posto in questa civiltà. E questa civiltà può anche perdere la sua forza.
È vero che la religione e i valori legati alla persona muoiono negli individui molto più rapidamente che nella cultura ma è pur vero che la sopravvivenza di una cultura è pur legata agli individui che la tramandano. La Chiesa dei nostri giorni è guidata da un Papa teologo che non perde occasione di insegnare la fede prima di parlare d'altro. Questo costituisce una grande speranza.
Paolo Del Debbio