La «Festa degli aquiloni» per sensibilizzare alla donazione degli organi

La manifestazione, organizzata dal Centro regionale trapianti con le associazioni di volontariato, si terrà sabato e domenica a Castelporziano. Nel Lazio aumentati i donatori

Aquiloni di ogni forma e colore per due giorni nel cielo di Castel Porziano. È la «Festa degli aquiloni», l'iniziativa organizzata dal Centro regionale trapianti con le associazioni di volontariato, e sostenuta dalla Regione, per sensibilizzare alla donazione degli organi e dei tessuti. L'appuntamento è per sabato e domenica al primo cancello della spiaggia libera, sulla via Litoranea. Lo slogan dell'evento sarà «Un dono per la vita, un pensiero che vola alto». Gli appassionati di questo hobby arriveranno da ogni parte d'Italia. Testa all'insù, dunque, nel fine settimana, per vedere aquiloni statici, acrobatici e da trazione sorvolare il lungomare in nome di una nobile causa. Contemporaneamente si terranno attività di laboratorio, per grandi e piccini, proposte da alcuni maestri aquilonisti per costruire assieme al pubblico aquiloni di ogni tipo, che poi verranno donati ai bambini presenti.
«Si tratta di un evento ludico, un gioco-spettacolo che vedrà la presenza di una trentina di maestri aquilonisti che si metteranno a disposizione soprattutto dei più piccoli - spiega Emanuela Mazza, trapiantata di fegato sei anni fa a madre di quattro figli - La manifestazione nasce con l'intento di informare l'opinione pubblica sulla donazione degli organi e per una scelta consapevole». Il professor Carlo Umberto Casciani, presidente dell'Agenzia regionale del Lazio per i trapianti e le patologie connesse, spiega che nel Lazio negli ultimi tempi c'è stato un aumento dei donatori: «Da 21 siamo passati a 30 per milione di abitanti». «Ma la nostra regione - dice - ha potenzialità e genialità per aumentare questa percentuale. Ecco la necessità di divulgare e far conoscere cosa vuol dire donare un organo, spesso unica alternativa per salvare una vita». Anche l'associazione Marta Russo è tra le promotrici dell'iniziativa. «Donare gli organi aiuta i familiari dei donatori ad affrontare la separazione da un proprio caro con più forza e serenità per la consapevolezza di aver salvato delle vite», sostengono Aureliana e Donato Russo, genitori di Marta, la studentessa morta nel maggio del '97 dopo essere stata colpita da un proiettile mentre camminava in un vialetto dell'università La Sapienza. Il gesto dei suoi genitori ha salvato la vita a quattro persone.