Fia, il dopo Mosley: Todt presidente

L'ex dt della Ferrari batte Vatanen, 135 preferenze contro 49: tocca a lui la poltrona di presidente della federazione internazionale dell'automobile per i prossimi 4 anni

Parigi - Jean Todt è stato eletto presidente della Federazione internazionale dell’automobile. Todt ha ottenuto 135 voti. L’altro candidato, il finlandese Ari Vatanen, ha raccolto 49 preferenze. Le schede non valide sono state 12. Totd, 63 anni, ex responsabile sportivo della Peugeot nel settore rally e della Ferrari in Formula 1, prende il posto di Max Mosley alla guida della Fia.

Mosley, 16 anni contestati L’elezione del francese segue ai quattro mandati consecutivi di Mosley, che ricopriva la carica di presidente da 16 anni. Con il voto odierno la Fia, a Parigi, ha bocciato le riforme proposte da Vatanen preferendo la candidatura di Todt, considerato l’uomo della continuità con la precedente gestione di Mosley, una presidenza segnata da evidenti contraddizioni: da una parte la crescita esponenziale del business legato soprattutto alla Formula 1 e la politica di riduzione dei costi nel Mondiale Rally, dall’altra le disavventure personali (lo scandalo del festino con cinque prostitute) e soprattutto la crisi politica che quest’anno ha portato la federazione sull’orlo della rottura con i team ribelli della Formula 1, guidati proprio dalla Ferrari nella lotta contro le riforme proposte dal britannico per la riduzione dei costi ed un livellamento della competitività media delle scuderie.

Le promesse di Todt Todt in campagna elettorale ha fatto leva su due parole chiave: accessibilità delle competizioni e innovazione. Differente l’impostazione di Vatanen, che puntava invece sulla necessità di bonificare dal punto di vista morale una federazione ferita proprio dal crollo verticale della credibilità del campionato di punta, la F1. Oltre alla crisi con le scuderie, il circus è più volte finito nel fango per gli scandali legati allo spionaggio industriale (quello della McLaren ai danni della Ferrari) e al Gp di Singapore del 2008, gara truccata dal team Renault con il falso incidente del pilota brasiliano Nelsinho Piquet. La vicenda ha portato alla radiazione di Flavio Briatore, boss del team Francese. Vatanen, che negli ultimi giorni aveva accusato Mosley di parteggiare apertamente per Todt, godeva dell’appoggio di Jackie Stewart, tre volte iridato in F1, ed era intenzionato, in caso di vittoria, ad istituire un codice etico all’interno della Fia.

La carriera Con l’elezione di oggi, il 63enne francese corona una carriera dirigenziale cominciata oltre 20 anni come "deus ex machina" dei successi ottenuti dalla Peugeot nel Mondiale Rally (1985-1986), alla Dakar e alla 24 ore di Le Mans. Il passaggio in Formula 1 avviene nel 1993, quando Todt assume il comando della scuderia Ferrari. La missione è riportare a Maranello il titolo iridato che sfugge dal 1979. Il team, con Ross Brawn come "cervello" e con Michael Schumacher in pista, dopo un lungo rodaggio diventa praticamente imbattibile: la Ferrari conquista il Mondiale costruttori dal 1999 al 2004, Schumi fa cinquina dal 2000 al 2004. A Maranello, Todt assume anche l’incarico di direttore generale dell’azienda e, dall’ottobre 2006, di amministratore delegato. Il francese conserva il controllo operativo della squadra corse fino al 2008, quando viene rimpiazzato da Stefano Domenicali. Il 17 marzo 2009 lascia la Ferrari e si prepara alla nuova avventura. Il voto di oggi gli consegna la presidenza della Fia per il prossimo quadriennio.