Un figlio a tutti i costi: anche gli animali sentono il desiderio di maternità

Anche per gli animali c'è un orologio biologico e un impulso di protezione. Ecco come si spiegano cani che allattano tigri e leoni che allevano antilopi

L’orologio biologico, dicono, scandisce la vita di ogni donna. Incalzante: talora stringente. La fantasia della maternità è forse la speranza (e l’ansia) più ancestrale della storia. Il desiderio di sigillare in sé una vita nuova per schiuderla, alla fine, alle gioie del mondo. Proteggerla, per quel che è possibile, dalle sue calamità e dalle sue inevitabili lotte. Ecco cosa spinge milioni di donne con problemi di infertilità a migrare perfino all’estero, alla volta di fecondazioni in vitro, uteri in affitto, banca del seme e trafile interminabili per adottare bambini che potrebbero arrivare da un altro continente. Eravamo convinti fosse una prerogativa umana? Sbagliavamo. Il regno animale ci insegna che questo impulso abita anche il cuore di molte creature a quattro zampe.
Una cagnetta di piccola taglia potrebbe, per esempio, nutrire col suo latte tre cuccioli di tigre siberiana. E non solo nelle fantasie più tenere di un bambino che, di fronte a un cartone animato, s’imbattesse nell'una e nell'altra specie: è una storia reale che, in questi giorni, allo zoo di Quingdao (Cina), ha commosso centinaia di persone.
Era il gennaio del 2002, quando un parco keniota faceva da sfondo a una favola simile, e poco dopo di un dramma: una leonessa aveva preso con sé il cucciolo di un'antilope (animale del quale notoriamente il leone si ciba), ma un compagno, un leone di sesso maschile, approfittò dell'assenza di questa «mamma adottiva» per uccidere il piccolo.
E se le puntate di qualche soap-opera, o qualche thriller ispirato a fatti di cronaca ci avevano abituati a donne che rapiscono i bebé di altre donne, certo non immaginavamo che potesse farlo un gatto. Una gatta neomamma, che aveva messo al mondo due cuccioli, uno dei quali era morto subito dopo la nascita. Per compensare istintivamente la perdita, mamma gatta si è recata nella tana poco distante di un'altra puerpera a quattro zampe. La missione? Prelevare uno dei suoi cuccioli… che però era un cagnolino. L’episodio ha avuto luogo in casa del signor Zhou Youn, in Cina: e ha subito aperto riflessioni su quanto il desiderio della maternità, ma anche il dolore del lutto, possano mutarsi in insospettabili pulsioni anche nei felini.
Altre cagnette, altri tigrotti. «Leonitigri», a esser precisi: meticci tra i leoni e le tigri e perciò esemplari straordinari. Che può succedere se i loro genitori hanno uno spirito troppo selvatico per pensare alla loro nutrizione e alla loro crescita? Se sono fortunati, una cagnolina dal manto nero e le orecchie a punta può preservarli dalla morte accoccolandosi su di loro, offrendo loro il suo latte e tenendoli amorevolmente con sé. Anche questa storia è cronaca cinese, precisamente dello zoo di Xixiakou Wildlife (Weihai, Cina orientale).
Ma a chi pensasse che l'allattamento sia solo una questione biologica e legata ai lasciti di un parto recente, risponde un'affettuosa scimmietta. A Bangkok, un esemplare di scimpanzé ha letteralmente adottato un tigrotto orfano fino a nutrirlo quotidianamente con un biberon. Che sia la voglia di ripetersi o, al contrario, di resettare il passato e creare qualcosa di unico, che sia l'illusione di sentirsi eterni, una cosa è certa: la mamma è sempre la mamma.