Finanziaria rafforzata 3,7 miliardi in più per ridurre il deficit

Il saldo della manovra sale a 27,6 miliardi. Tremonti soddisfatto

Gian Maria De Francesco

da Roma

Il governo serra le fila sulla Finanziaria ponendo la questione di fiducia alla Camera sul maxiemendamento, che sarà votato oggi alle 19.10, e soprattutto porta il saldo della manovra a 27,6 miliardi rispetto ai 23,9 miliardi della legge approvata al Senato. La giornata di ieri, però, è stata caratterizzata anche da un serrato confronto istituzionale iniziato in mattinata a Montecitorio. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, ha annunciato in aula l’intenzione di richiedere la fiducia sul maxiemendamento. Il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, ha immediatamente sottolineato che questa procedura non avrebbe potuto essere avviata prima della valutazione di ammissibilità dell’emendamento. Gli ha fatto eco il capogruppo dei Ds a Montecitorio, Luciano Violante, sollevando per l’ennesima volta il problema del conflitto di interessi relativamente alla norma per il finanziamento all’acquisto dei decoder per il digitale terrestre in Sardegna e Valle d’Aosta.
Il blitz del governo Una riunione lampo dell’esecutivo, presieduta dal vicepremier Gianfranco Fini, ha sbloccato l’impasse istituzionale. Come riferito dal ministro della Salute, Francesco Storace, con «un atto di cortesia parlamentare» il governo ha posto nuovamente la questione di fiducia sebbene già il 29 settembre scorso si fosse espresso in tal senso.
La scure di Casini Ritornato in aula il maxiemendamento, è stato immediatamente posto al vaglio degli uffici tecnici riuniti allo scopo dal presidente Casini. I 631 commi dell’ultima riformulazione del testo (596 erano quelli previsti dalla versione precedente) sono stati passati strenuamente al setaccio. Sotto le forche caudine dell’inammissibilità ne sono stati bocciati ben diciassette. Tra questi la sanatoria sulla patente a punti e l’assunzione di un nuovo consigliere di Stato. Dopo un ultimo e rapido passaggio alla commissione Bilancio di Montecitorio il governo ha infine posto il voto di fiducia. Il voto finale sull’intera legge finanziaria slitterà pertanto a martedì 20 dicembre. Giovedì 22 dicembre il testo tornerà al Senato e il via libera finale dovrebbe giungere prima di Natale.
Una manovra rafforzata L’impatto sul deficit pubblico delle modifiche approvate in commissione Bilancio e del maxiemendamento del governo sarà pari a una riduzione di 3,677 miliardi. La cifra complessiva della manovra è così salita a 27,6 miliardi. Dal concordato e dalla regolarizzazione fiscale arriveranno poco più di 2 miliardi di euro. Altri 500 milioni saranno assicurati dalla nuova tassa del 12,5% sulle plusvalenze della vendita di immobili, mentre circa 400 milioni saranno risparmiati con lo slittamento al 2008 della riforma del Tfr. Con queste cifre il governo ha indirettamente risposto alle critiche di Standard & Poor’s sull’esigenza di riforme strutturali. Tutti i risparmi, dalle dismissioni immobiliari, alla proroga della riforma del Tfr al concordato, «andranno alla riduzione del deficit e del debito», ha sottolineato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel corso di un’audizione ieri mattina in commissione Bilancio. Confermati gli obiettivi di miglioramento dei conti presi con la Commissione Ue. «Dobbiamo rispettare gli impegni presi - ha aggiunto il ministro - e chiudere il 2006 con un deficit/pil al 3,8%. Ci siamo impegnati a fare una effective action, cerchiamo di essere effettivi nella nostra azione».
Roma sì, Torino no Tra i provvedimenti di spesa che sono stati presentati è passato anche un finanziamento di 4 milioni di euro per 15 anni per la ristrutturazione della Domus Aurea a Roma e dei musei. Tagliati, invece, fondi per 64 milioni destinati alle Olimpiadi invernali di Torino 2006. A questo proposito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha rassicurato il governatore del Piemonte Bresso e il sindaco del capoluogo Chiamparino. Vi saranno appositi stanziamenti nel decreto «milleproroghe» di fine anno. Allo stesso modo, in quel provvedimento saranno assicurati i fondi per il cosiddetto «condono verde» caldeggiato dal ministro per le Politiche agricole, Alemanno. Il condono sarà esaminato dal Consiglio dei ministri del 22 dicembre. Confermati il tetto di reddito di 50mila euro per il bonus bebé e la «porno-tax» per la quale si prevede un gettito di 156 milioni nel 2006.
Mugugni «Il presidente di assemblea, nei momenti in cui si mette la fiducia, non può esprimere gaudio, mi sembra naturale», ha commentato il presidente della Camera, Casini, favorevole a un maggior dibattito parlamentare sulla Finanziaria. Ma anche qualche deputato della maggioranza si è lamentato per l’eliminazione di qualche emendamento da parte del ministro Tremonti. Discorso diverso per Violante che ha già preannunciato una denuncia all’Antitrust sulla vicenda decoder. «Allo stato l’evidenza di conflitto di interessi non c’è», ha dichiarato il presidente dell’Authority, Antonio Catricalà.