Fini non molla la poltrona: "Non mi dimetto"

Il leader di Fli smentisce personalmente le indiscrezioni che lo volevano vicino alle dimissioni dalla presidenza della Camera. Fini ai dipendenti di Montecitorio: "Le istituzioni restano e gli uomini vanno, siamo pro-tempore e tutti dovrebbero ricordarselo"

Roma - Fini non molla e rimane attaccato alla poltrona. Il leader di Futuro e Libertà smentisce personalmente i rumors che lo volevano vicino alle dimissioni da presidente della Camera in previsione del congresso fondativod el suo partito, che si terrà a gennaio a Milano. "Fin quando dura la legislatura continueremo a vederci per gli auguri di Natale", ha detto Fini in occasione degli auguri ai dipendenti di Montecitorio. "Come passa il tempo, sono già due anni e mezzo, è già la terza volta che ci facciamo gli auguri- ha ricordato Fini - e ci vedremo anche in futuro", perchè "Le istituzioni restano e gli uomini vanno, siamo pro-tempore e tutti dovrebbero ricordarselo, però- ribadisce - finchè dura la legislatura continueremo a vederci per gli auguri di Natale".

Capezzone: "Fini non è super partes" Quando si esamineranno questi mesi con maggiore distacco e serenità, emergerà una colpa gravissima, una responsabilità storica di Gianfranco Fini, che, come mai era accaduto in Italia, ha trascinato la terza carica dello Stato in una contesa quotidiana parziale, faziosa, lontanissima dalla dimensione "super partes" che dovrebbe appartenere a un Presidente della Camera. Non solo: dopo aver ingaggiato questa battaglia impropria, Fini l’ha anche clamorosamente persa. L’unico comportamento conseguente e dignitoso sarebbe quello di scusarsi con il Paese e di dimettersi. Rimanere aggrappato alla poltrona, come oggi Fini ha dichiarato di voler fare, è invece una prova di arroganza e insieme di debolezza«. Lo afferma il portavoce del Pdl Daniele Capezzone.