Fini: "Sfiduciare il governo". Poi incontra Casini Granata minaccia: "Chi si astiene è fuori da Fli"

Dopo
la riunione con l’ufficio di presidenza di Fli, il presidente della Camera: "Sfiduciamo il governo a meno che il lavoro che
sta portando avanti Letta non porti dei frutti". L'avvertimento di Granata: "Niente spaccatura tra i finiani"

Roma - "La linea di Bastia umbra non è cambiata di una virgola, quindi voteremo compatti la sfiducia al governo e se due o tre indecisi tra noi si dovessero astenere si metterebbero automaticamente fuori da Futuro e libertà". Fabio Granata, interpellato dall’Agi, non ha dubbi sulla linea di Fli rispetto al voto del 14 dicembre. "Quindi non eiste nessuna spaccatura tra i finiani". Mancano quattordici giorni, tutto può ancora accadere. Ma la linea di Gianfranco Fini è tracciata, dopo la riunione con l’ufficio di presidenza di Fli di ieri: "Sfiduciamo il governo a meno che il lavoro che sta portando avanti Letta non porti dei frutti".

Nessuna spaccatura tra i finiani "Non ci sono spaccature - risponde il vicepresidente della commissione antimafia - si tratta di ricostruzioni giornalistiche fuorvianti, perchèla stragrande maggioranza di Futuro e Libertà è compatta sulla linea delineata da Fini a Bastia umbra e la nostra prassi vuole che, una volta stabilita la posizione del gruppo, tutti vi si conformino". Così, spiega ancora Granata, "è stato per la riforma dell’Università. Io ad esempio ero contrario a questa riforma in questo momento, ma quando Fini l’ha valutata positivamente, mi sono uniformato". E sul voto del 14 scandisce: "Una volta assunta una decisione dal gruppo non è pensabile che qualcuno si possa astenere, anche perchè se il governo ottenesse la fiducia per due o tre voti si darebbe spazio in tal modo a illazioni su accordi sottobanco che noi non intendiamo tollerare".

Incontro tra Fini e Casini Oggi, intanto, riunione tra il presidente della Camera e il leader centrista Pier Ferdinando Casini a Montecitorio. I due partiti, come anticipato dallo stesso leader centrista alcune settimane fa, dovrebbero presentare una mozione di sfiducia comune. Anche di questo si è discusso stamane in un incontro che i due leader hanno tenuto questa mattina a Montecitorio intorno alle 10.