Firenze, caccia all'aggressore del vescovo Betori"Ha tentato di sparare ma si è inceppata l'arma"

Continua la ricerca dell'uomo che ieri ha sparato al vescovo di Firenze, Giuseppe Betori. Sei persone sono state fermate per accertamenti, poi rilasciate. Fuori pericolo don Paolo, segretario del vescovo ferito nell'aggressione, per il quale la prognosi rimane comunque riservata fino a lunedì

A Firenze si continua a cercare l'uomo che ieri sera ha sparato al segretario particolare del vescovo di Firenze, Giuseppe Betori. Il segretario dell'uomo, don Paolo, è rimasto ferito da una pallottola, dopo essersi frapposto tra il vescovo e l'aggressore, tentando di difenderlo.

Il vescovo è uscito dall'agguato illeso. Restano ancora molto confuse le notize sull'identità dell'uomo che ha attentato alla vita del prelato. In un primo momento si era parlato di un clochard, un uomo settantenne fermato in stato confusionale. L'uomo avrebbe dato in escandenscenze dopo che il portiere dell'Arcivescovado gli aveva annunciato che il vescovo non si trovava lì. Ne era nata una discussione, nel mezzo della quale l'uomo aveva sparato sul segretario del vescovo, sopraggiunto nel frattempo.

In seguito sono state chiarite le modalità dell'aggressione. L'uomo, che secondo gli investigatori doveva conoscere molto bene le abitudini del vescovo, lo aveva atteso davanti al cancello posteriore del palazzo. Il vescovo stava rientrando da una cresima e come sua abitudine era passato dal cancello posteriore, un dettaglio di cui solo pochi sono a conoscenza. L'uomo aveva chiesto di poter parlare con il vescovo al segretario particolare e ricevuto il suo rifiuto aveva sparato al 41enne don Paolo Brogi, ferendolo con il colpo di arma da fuoco. Avrebbe poi puntato la pistola alla testa del vescovo, ma l'arma si sarebbe inceppata, impedendogli di sparare.

Don Paolo, nonostante la ferita, ha trascorso una notte tranquilla. Si trova ancora in prognosi riservata ma, secondo il parere dei medici, non sarebbe in pericolo di vita. Colpito all'addome dal proiettile esploso dalla pistola, don Paolo è vivo per miracolo. Il colpo di arma da fuoco gli ha infatti sfiorato l'aorta.

La Questura ha acquisito in queste ore i filmati relativi alle telecamere degli esercizi commerciali che si trovano vicino al palazzo vescovile. Sei uomini erano stati fermati per accertamenti, ma sono già stati rilasciati. Uno di loro sarebbe il clochard che era stato fermato ieri con l'accusa di avere sparato contro il segretario di Mons. Betori. L'uomo era stato trovato con una pistola, che si è però rivelata in seguito essere una scacciacani.

E mentre continua la ricerca di un uomo che, secondo l'identikit, dovrebbe avere barbetta, capelli brizzolati, tra i 65 e 70 anni, è stata esclusa la possibilità di "una cosa organizzata o strutturata". A dirlo ai giornalisti il procuratore di Firenze Giuseppe Quattrocchi, dopo avere valutato dinamica e tempistica degli eventi.