Fisco, Sacconi alla Cgil: "Sciopero? Devastante"

Il ministro del Welfare replica al segretario della Cigl Epifani che aveva minacciato uno sciopero generale "se il governo non taglia le tasse a lavoratori e pensionati": "In un momento di crisi come questo sarebbe devastante"

Roma - Stop alla Cgil. Uno sciopero fiscale avrebbe "conseguenze devastanti" perché "siamo nel vivo di una crisi finanziaria che non è risolta". Lo ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. "L'Italia - ha ricordato Sacconi - ha un grande debito pubblico, anche se per fortuna al contrario di altri paesi non ha un grande debito privato, perché le famiglie italiane sono meno indebitate". Uno sciopero fiscale avrebbe "conseguenze devastanti" perché "siamo nel vivo di una crisi finanziaria che non è risolta".

Tremonti e Scajola d'accordo Sul tema della riduzione fiscale non ci sono conflitti tra i ministri Scajola e Tremonti: "dicono la stessa cosa, il governo Berlusconi è caratterizzato dalla volontà di ridurre la pressione fiscale" ha continuato Sacconi. Sul tema, Sacconi ha spiegato che per la riforma complessiva del sistema fiscale serve "consenso sociale e mi auguro anche politico: ilgoverno ha disponibilità al confronto con l'opposizione sui criteri del nuovo sistema fiscale, in vista di una ancor maggiore equità e di un maggior sostegno alla crescita. Il governo Berlusconi - ha ribadito Sacconi - si è sempre caratterizzato per la volontà di contenere la pressione fiscale: lo fece già nella precedente esperienza di governo con più moduli di riduzione del prelievo fiscale, e lo ha fatto nel primo giorno di attività di questo governo riducendo al solo 10% definitivo il modo di tassare la parte dei salari collegata alla produttività e agli utili dell'impresa", ha aggiunto.

La riforma fiscale Per quanto riguarda la riforma del sistema fiscale, Sacconi ha detto che si tratta di un'operazione "più ambiziosa, di ridefinizione del nostro sistema fiscale", che è "presente nell'agenda di governo" anche se "nessuno può fare previsioni sui tempi". La riforma, ha garantito Sacconi, sarà guidata dal principio di colpire "meno il lavoro dipendente, perché il principio della progressività ha danneggiato in particolare i lavoratori". Per questa riforma, ha ricordato il ministro, è necessario un ampio consenso, che in ogni caso "si è già manifestato da una parte importante del sindacato, dalla Cisl e dalla Uil".