Fitoussi attacca Juncker: "È il primo responsabile della concorrenza fiscale"

L'economista francese di fama mondiale, ospite di Myrta Merlino a L'aria che tira critica l’operato del presidente uscente della Commissione Europea

"Noi tutti e l'Europa siamo in declino non solo per il calo demografico, ma soprattutto perché abbiamo messo i lavoratori in una situazione di insicurezza economica massima, quando abbiamo dato il lasciapassare alla concorrenza fiscale e sociale". Jean Paul Fitoussi, economista francese di fama mondiale – professore all'Università Sciences Po di Parigi e con una cattedra anche alla Luiss di Roma – fa la sua fotografia della crisi economia che ha colpito e travolto l'Unione Europea. Una riflessione condotta nello studio de L'aria che tira su La7, ospite di Myrta Merlino, e un'analisi che prosegue puntando il dito contro chi per cinque anni ha presieduto la Commissione Europea, Jean-Claude Juncker.

"Noi abbiamo messo a capo dell'Ue il più grande giocatore di concorrenza fiscale che esiste nel mondo". Il riferimento è, ovviamente, al Paese d’origine e di cui è stato premier Juncker: il Lussemburgo, come noto, è un paradiso fiscale.

L'accademico, dunque, argomenta così:"In questo contesto, uno che diventa ricco paga le tasse non nel suo Paese, bensì in un altro dove paga meno. Poi, c’è chi usa la retorica della competitività per abbassare i salari, ma i salari in verità dovrebbero seguire la produttività: se c’è produttività, devono salire i salari". Parole che arrivano in relazione al collegamento della trasmissione con i lavoratori della Sevel di Chieti, che sta delocalizzando la produzione in Polonia, a discapito degli operai italiani e delle loro famiglie.

Infine, Fitoussi ha commentato il recente outlook diffuso dall'Ue circa le previsioni di crescita del Pil italiano (appena +0,1% nel 2019), predicando calma e gesso: "Sono solo previsioni, da prendere con le pinze…".